mercoledì, Giugno 23

Unioni civili: Renzi accontenta il Vaticano Politica: il punto

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Situazione ideale per uno ‘statista’ ultra conservatore del calibro di Angelino Alfano che, infatti, stamattina, intervistato dal ‘Corriere della Sera’, considera il voto segreto uno strumento di difesa per chi è contrario «all’adozione delle coppie gay» e potrà, quindi, «esprimersi fuori da ogni rischio di ritorsione, soprattutto da parte di lobby politico-mediatiche». Spetta a Maurizio Sacconi, invece, assegnare ai teodem il ‘merito’ della crescita nella società della «consapevolezza contro le adozioni omosessuali». Ma la Kulturkampf  combattuta dagli uomini del ministro dell’Interno può contare anche, come dice Angelino, «su tanti del Pd che saranno liberi di votare insieme a noi».

E, infatti, il cattolico Dem Giuseppe Fioroni non se lo lascia ripetere due volte, minaccia di uscire dal Pd in caso di patto col diavolo grillino, e si concentra sul «diritto naturale dei figli di avere un padre e una madre» per arrivare a chiedere (unitamente a Rocco Buttiglione) un referendum di indirizzo. Dalla sponda opposta dell’emiciclo parlamentare una mano tesa al progetto di unioni civili targato Monica Cirinnà arriva, neanche tanto a sorpresa, da Stefania Prestigiacomo di FI che si dice favorevole alla stepchild adoption, si dichiara pronta a votare il testo così come è e ammette che nel partito azzurro «sono molti i favorevoli». Compito di Michela Vittoria Brambilla è, invece, confermare che «anche Berlusconi la pensa così». A chiudere maldestramente la questione ci prova il renzianissimo sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, convinto che sul tema vi sia una «maggioranza molto ampia in Parlamento». Alfano, Giovanardi & co. sono avvisati.

Parte oggi a Montecitorio la discussione generale del disegno di legge di riforma della Rai già approvato in Senato. Ci pensa il presidente della commissione di Vigilanza sul Servizio Pubblico, Roberto Fico del M5S, a radere al suolo il provvedimento. «Il servizio pubblico nasce per essere indipendente. Se non lo è, se è occupato dal governo o dai partiti, se nelle trasmissioni di punta invita i Casamonica, perché pagare il canone?» si chiede Fico che, poi, invita a riflettere su una legge «pari solo a quella di Moldavia e Ungheria, dove l’amministratore delegato è scelto dal governo senza alcun tipo di cuscinetto». Il grillino si congeda dall’intervista concessa a ‘Repubblica’ promettendo una battaglia «emendamento su emendamento».

 

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