venerdì, Settembre 24

Unioni civili: Renzi accontenta il Vaticano Politica: il punto

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Infuriano le polemiche all’indomani dell’ennesima intromissione negli affari dello Stato italiano compiuta dal segretario generale della Cei Nunzio Galantino per cercare di indirizzare la legislazione sulle coppie di fatto. Maria Elena Boschi, su ordine di Matteo Renzi, apre pilatescamente alla libertà di coscienza, il Ncd di Angelino Alfano fa muro contro il rischio di adozioni gay, ma sulle unioni civili la maggioranza può contare sul soccorso azzurro di FI e sul sicuro voto pro lgbt promesso da M5S e Sel.

Strettamente connessa all’approvazione delle unioni civili è la minaccia ventilata da alcuni alfaniani, quasi ex, come Gaetano Quagliariello, di non votare la legge di Stabilità. Ipotesi bocciata immediatamente da Fabrizio Cicchitto e Maurizio Sacconi che, tanto per diradare ogni nebbia sulla natura di centro (destra) del governo, ‘adottano’ «l’impianto liberale» della Finanziaria che mette nell’angolo le istanze di quella che definiscono la «sinistra conservatrice». A questo proposito, alcune ‘frattaglie’ del Pd come Francesco Boccia e Matteo Richetti si ribellano, inascoltate, all’intenzione di Renzi (oggi a pranzo con il presidente Sergio Mattarella al Quirinale) di cooptare nella maggioranza Denis Verdini e la sua Ala. il ‘Robin Hood’ bersaniano, Roberto Speranza, implora inutilmente il premier: «Chi ha di più paghi di più. Chi ha di meno paghi di meno». E Stefano Fassina parla di «rivoluzione berlusconiana in corso».

Il ddl di riforma della Rai arriva alla Camera, ma il presidente della Vigilanza, Roberto Fico del M5S, lo stronca: «Finché il Servizio Pubblico è occupato da governo e partiti meglio non pagare il canone». I grillini minacciano l’ostruzionismo. Matteo Salvini, invece, «non ci pensa neanche» a pagare il canone Rai perché «io non ho il televisore. Arriva il bollettino da una vita e faccio la raccolta differenziata, da buon cittadino».

Dopo la copertura da minimo sindacale assicurata (si fa per dire) dai mass media durante il fine settimana a Italia5Stelle, da oggi sui contenuti della festa del M5S, conclusasi ieri sera ad Imola, ripiomba una cappa di black out informativo. Ci pensano Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio a ringraziare dal blog i 200mila partecipanti.

Processo Tav di Torino: Erri De Luca assolto dall’accusa di istigazione al sabotaggio «perché il fatto non sussiste». «Confermo la mia convinzione che la linea sedicente ad Alta Velocità va intralciata, impedita e sabotata per legittima difesa del suolo, dell’aria e dell’acqua», aveva coraggiosamente ribadito in aula lo scrittore. Esultano i No Tav il sindaco di Napoli Luigi De Magistris. Smontato un «assurdo teorema» secondo Paolo Ferrero (Prc). Scontato il commento livoroso del senatore pro Tav del Pd Stefano Esposito: «Meno male così smette di fare la vittima».

Fa ancora discutere l’invasione di campo in stile Pio IX compiuta dalla Conferenza episcopale dei vescovi italiani (Cei) sul tema delle unioni civili e del riconoscimento dei diritti per le coppie omosessuali. Ospite del programma In mezz’ora, condotto su Rai3 da Lucia Annunziata, è stato proprio il segretario generale di quel consesso vescovile pseudo medievale, Nunzio Galantino, a dettare la linea politica di Oltretevere ai parlamentari italiani. Galantino ha indossato abilmente la maschera di democratico e ha pure, in apparenza, concesso libertà di coscienza ai politici cattolici («Non faremo appelli, spero che il parlamentare non abbia bisogno del giogo del prete»). Ma ha lasciato chiaramente intendere quale sia la linea di chiusura ‘sposata’, è proprio il caso di dirlo, dalla Chiesa cattolica: una «famiglia, fatta di padre, madre e figli», se pur affiancata dal riconoscimento paternalistico e supponente di «altre realtà che hanno bisogno di essere accompagnate». D’altronde, Galantino e gli altri ‘men in black’ hanno potuto approfittare dell’apertura alla libertà di coscienza e al voto segreto prospettata, sempre ieri (guarda caso), dalla ‘annunciatrice di governo’ Maria Elena Boschi. La maggioranza renziana, è noto, deve fare i conti non solo con le istanze reazionarie degli alleati alfaniani di Ncd, ma anche con l’ala cattolica (meglio dire fondamentalista) annidata nella compagine piddina. Meglio, dunque, lavarsene le mani, rimandare il voto sulle unioni civili alle calende greche e, al limite, affidarsi vigliaccamente al ‘soccorso rosso’ di M5S e Sel.

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