sabato, Maggio 15

Unioni civili: offensiva dei cattolici Politica: il punto

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Angelino Alfano e gli oltranzisti clericali di Ncd minacciano di non votare la legge sulle unioni civili (in arrivo in commissione Giustizia del Senato) e sponsorizzano un molto più tradizionale ‘family act’. Maurizio Sacconi strepita contro «l’adozione del figlio biologico» e il «commercio delle madri», Carlo Giovanardi straparla di «mercato del seme», ma per il senatore Pd Nicola Latorre «ci sono tutte le condizioni per fare un accordo». La relatrice del testo, Monica Cirinnà, si difende debolmente dalle accuse. Appello dell’Arcigay al Parlamento: «Nessuna mediazione con gli omofobi». 

Debora Serracchiani prova a spingere l’acceleratore del governo sulla riforma del Senato e promette una legislatura lunga fino al 2018. Ma a Palazzo Madama Renzi non ha i numeri, è questa la convinzione della minoranza Dem che con Vannino Chiti parla di «bluff». L’animatore della fronda interna al PD, Pierluigi Bersani, intima a Matteo di non compiere «forzature» per cambiare la Costituzione. E il forzista Renato Brunetta parla addirittura di  «colpo di Stato permanente di Renzi dal 2011». Intercettazioni: il ministro Andrea Orlando promette l’approvazione della riforma della Giustizia entro l’anno. Per il momento niente emendamento ‘salva Iene’, resta il bavaglio alla stampa previsto dall’emendamento dell’alfaniano Pagano. Una «mostruosità giuridica» secondo il M5S.

Da Matteo Salvini al Vaticano, politica italiana disorientata dall’emergenza immigrazione e condizionata mediaticamente dal duplice omicidio di Palagonia (CT) compiuto da un ‘profugo ivoriano’. Il leader del Carroccio, solidale con i familiari delle vittime, se la prende con lo Stato rappresentato da Renzi, Alfano e Boldrini, e ripropone di «affondare i barconi». 27 sindaci del padovano, con in testa il sindaco di Padova Massimo Bitonci, firmano un documento per dire no a qualsiasi forma di accoglienza dei profughi. Il poco leghista arcivescovo di Agrigento Francesco Montenegro considera l’Onu il «grande assente».

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