giovedì, Giugno 17

Unioni Civili: le prime tra il 3 e il 4 agosto Rapidamente ‘bollinato’ da parte della Corte dei Conti anche il DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) attuativo firmato sabato 23 luglio 2016 dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi

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Le prime ‘Unioni Civili tra persone dello stesso sesso’ potranno essere formalmente registrate (è questo il termine corretto) dai Comuni italiani tra mercoledì 3 e giovedì 4 agosto (2016, naturalmente). Come ha verificato ‘L’Indro’ è stato infatti rapidamente ‘bollinato’ da parte della Corte dei Conti anche il DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) attuativo firmato sabato 23 luglio 2016 dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi, dal Ministro della Giustizia Andrea Orlando e dal Ministro dell’Interno Angelino Alfano. La Corte doveva infine verificare la sostenibilità delle eventuali spese. Lo ha fatto, ha dato il suo ‘via libera’ e finalmente si parte. Questo il Testo integrale del DPCM. Contiene le ‘disposizioni transitorie per la tenuta dei registri nell’archivio dello stato civile’ riguardante la Legge in oggetto. La Numero 76 del 2016. Il testo base del DPCM aveva già ricevuto il via libera formale e finale da parte del Consiglio di Stato, che lo aveva valutato nel merito. Vista la rilevanza dell’argomento, eccezionalmente il Decreto non è stato inviato direttamente, come in genere avviene, dalla Corte dei Conti al Ministero della Giustizia, responsabile della Gazzetta Ufficiale, ma è ritransitato da Palazzo Chigi che ha ora infine provveduto all’inoltro. Viene quindi pubblicato con ogni probabilità già sul Numero 175 di giovedì 28 luglio della Gazzetta. Entrerà in vigore il giorno successivo, venerdì 29. A quel punto l’ultimo, cogente e rapidissimo, passaggio: «Gli atti di stato civile di cui al presente decreto sono redatti secondo le apposite formule da approvare con decreto del Ministero dell’interno (…) adottato entro il termine di cinque giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto». Il Ministero fornisce quindi contestualmente istruzioni e modalità burocratiche a tutti i Comuni italiani. Ed ecco le date che abbiamo presuntivamente, ma con notevole fondatezza, indicato.

Era stato Franco Frattini, già Ministro di peso ed attualmente Presidente della ‘Sezione Consultiva degli atti normativi’ dello stesso Consiglio di Stato, quella competente, a dare notizia dell’obbligatorio assenso al contenuto del provvedimento, giovedì 21 luglio scorso. Il Consiglio aveva tra l’altro compresso con notevole solerzia a poco più di una settimana i trenta giorni che gli erano concessi per l’esame. E non a caso in quella assolutamente inusuale pubblica comunicazione al suo fianco si trovava anche il Presidente del Consiglio di Stato, Alessandro Pajno. A voler sottolineare e rappresentare la rilevanza dell’’evento’. Lo stesso Frattini aveva in quella sede affermato che le prime Unioni Civili avrebbero potuto aver luogo «entro ferragosto». Inteso, generalmente, come a ridosso di metà mese. I tempi si sono ulteriormente accorciati. A questo punto tutto è nelle mani di Alfano, cui tocca quest’ultimo adempimento di fatto già predisposto, ma non sono previsti o prevedibili ulteriori ritardi.

In ogni caso qualche Comune ha già fatto a modo suo. In primo luogo l’emiliano Castel San Pietro Terme (dintorni di Bologna) che ha ‘celebrato’ un’Unione Civile in anteprima domenica 24 luglio. Con regole ‘autoprodotte’ che dovranno poi essere riversate nell’effettivo ed istituendo Registro. Entro sei mesi il Governo dovrà comunque provvedere ad una ‘sistemazione’ definitiva della materia, procedendo le presenti norme solo al fine di dare immediato corso all’esercizio dei diritti stabiliti. Tra cui rientra anche la meno imprescindibile, ma pur utile, ‘Disciplina delle convivenze’, normata nella stessa Legge 76/2016. Ribadito anche quanto era già comunque ovvio, che l’obiezione di coscienza da parte dei Sindaci è esclusa, e che l’atto di registrazione può essere compiuto da ogni ufficiale di stato civile a ciò preposto.

 

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