giovedì, Settembre 23

Unioni civili: le prime ad Agosto field_506ffb1d3dbe2

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Con 372 sì, 51 no e 99 astenuti, l’11 maggio scorso è stata approvata, in Italia, la legge che regola le unioni civili, per il riconoscimento dell’unione tra le coppie omosessuali.
Dopo l’iter di approvazione parlamentare, molto complicato per l’opposizione di un pezzo di maggioranza che sostiene il Governo Renzi, specialmente sul tema etico dell’adozione, la legge è stata firmata, velocemente, dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il 20 maggio, per poi essere pubblicata sulla ‘Gazzetta Ufficiale’ il giorno dopo. La legge è entrata in vigore il 5 giugno e, da questa data, il Ministero degli Interni ha avuto 30 giorni di tempo, termine ordinatorio e non perentorio, per pubblicare il decreto attuativo.
Il decreto, che tardava ad arrivare, è stato pubblicato venerdi 8 luglio dal Ministero degli Interni, che lo ha trasmesso al Consiglio di Stato che avrà, al massimo, 5 mesi di tempo, circa, per poter rendere definitivamente legali le unioni tra coppie omosessuali in Italia. Il riconoscimento, tanto voluto dalle associazioni omosessuali, è finalmente arrivato e «in tempi brevi», come è stato recentemente affermato dal Governo, e ora potranno anche loro sposarsi, naturalmente con le dovute differenze rispetto al matrimonio civile. Le differenze principali sono l’obbligo di fedeltà e la stepchild adoption, che sono presenti nel matrimonio tra eterosessuali, mentre non lo sono nelle unioni civili. La seconda, oltre tutto, non è riconosciuta, in realtà, neanche come un diritto sancito dalla Costituzione Italiana, dove all’articolo 29 si legge: «La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale basata sul matrimonio (che è regolato dal Codice Civile ndr)». Ma è stato proprio questo punto quello più dibattuto al Senato, fino al voto del febbraio scorso, che ha bocciato questa possibilità. Troppo grande era il rischio per il Governo di cadere per via delle opinioni contrarie anche nei partiti di Governo, anche se sono state diverse le sentenze della Corte di Cassazione a favore della stepchild adoption.

In fin dei conti, però, cosa sono le unioni civili e cosa cambia per le coppie omosessuali che vogliono farsi riconoscere il loro legame, ne è stato parlato molto. Così come si è parlato molto delle critiche che sono piovute da chi contrario, come ad esempio Matteo Salvini, Segretario nazionale della Lega Nord, che ha invitato i sindaci della Lega a disobbedire alla legge, tant’è che il sindaco di Padova, Bitonci, ha affermato: «io non celebrerò i matrimoni gay», a cui ha risposto il Premier Matteo Renzi dicendo che non si può fare, visto che non è prevista la possibiltà di dichiararsi obiettori di coscienza. Tanto più insensata è stata, e lo è tuttora, la frase che accusa di «essere medievale» chi è contrario alle unioni omosessuali, come se in questo mondo che non ha più valori, se non quelli di chiedere diritti su diritti senza mai pensare ai doveri, non si possa più essere legati all’idea di matrimonio, non solo come contratto tra due persone, ma anche nel suo significato religioso del termine. Ma non è solo una questione religiosa in realtà, perché come ha detto sempre Salvini: «Le unioni civili potrebbero essere l’anticamera delle adozioni gay. Il progresso non è avere due madri, due padri, tre cugini. Questo è la fine della società. A questo punto perché limitarti al matrimonio tra due persone, facciamo anche quattro o cinque come proponeva un senatore del M5S». Proprio il Movimento 5 Stelle è stato criticato, nella figura di Chiara Appendino neosindaco di Torino, dal Partito Democratico e dalle comunità gay, per la scelta di Marco Giusta ad assessore delle Famiglie nella giunta torinese. Il problema è che Giusta, ex presidente dell’arcigay di Torino, ha accettato l’incarico in un gabinetto di governo del M5S rei di ‘non aver permesso’ al ddl Cirinnà, con la loro scelta di astenersi nelle votazioni, di essere completo della possibilità di adozione per le coppie gay limitando, di fatto, la legge a una sola unione formale della coppia. Si deduce che, secondo le comunità omosessuali, la scelta di Giusta è un disonore per tutta la comunità. Critiche sulla scelta sono piovute anche dal consigliere comunale Monica Canalis, dell’area cattolica del PD, che ha attaccato l’Appendino sulla scelta di equiparare le due tipologie di famiglia: «È una forzatura giuridica che viene realizzata attribuendo lo status di famiglia anche alle persone conviventi di fatto e alle unioni civili omosessuali», ricordando, inoltre, che la legge esclude le coppie omosessuali dalla concezione di famiglia. Questa dichiarazione ha creato scompiglio anche nel Partito Democratico torinese, da sempre vicino alla comunità omosessuale.

Tornando al decreto attuativo che, come detto, è al vaglio del Consiglio di Stato, molto presto però queste polemiche saranno parte del passato e il riconoscimento de iure delle unioni civili sarà il presente. Anche Renzi, in una nota ufficiale di Palazzo Chigi, ha confermato che i tempi per l’efficacia del decreto attuativo saranno rapidi, portando al plauso di molti esponenti del PD, tra cui la Cirinnà, i quali hanno comunicato che: «L’annuncio di Renzi conferma che gli impegni del governo vengono rispettati e che la stagione dei diritti è una realtà». A questo si contrappone la dichiarazione del senatore di Forza Italia, Lucio Manar, che criticamente ha dichiarato: «Renzi farebbe meglio a concentrarsi sui veri problemi che attanagliano il Paese, a cominciare dal grave disagio sociale». Stagione dei diritti contro i problemi sociali degli italiani è questo il dilemma più grande per il Governo italiano, che continua, però, ad essere orientato verso una democrazia liberale sempre più di stampo anglosassone, dove si è preferito scegliere per i diritti individuali delle persone rispetto ai diritti sociali, politici e lavorativi, e naturalmente ai rispettivi doveri, dei cittadini dello Stato che siano eterosessuali od omosessuali. Resta il fatto che molto probabilmente ad agosto si potrà iniziare a prenotare la celebrazione delle prime unioni civili riconosciute a tutti gli effetti dallo Stato italiano.

 

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