lunedì, Ottobre 25

Unioni Civili: 'cattolici ostaggio di due minoranze' field_506ffbaa4a8d4

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Per il decano dei sociologi Giuseppe de Rita, Presidente e fondatore del Censis, cattolico militante e osservatore delle vicende legate ai cattolici e alla Chiesa, il disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili è conteso tra due minoranze, quella dei sostenitori e quella dei contrari. Tertium non datur. Entrambe tese a raddrizzare ‘ortopedicamente’ una maggioranza che la pensa diversamente…

 

In Senato però sul ddl Cirinnà i ‘cattodem’, ovvero i cattolici del PD provenienti dalla Margherita, hanno battuto un colpo, forse due. E’ la prima volta da molto tempo che da ‘ornamentali’ i cattolici aspirano a diventare protagonisti?

Non lo so, non riesco ad afferrare la situazione: è tutto così confuso…

 

Perché è tutto confuso?

Perché il mondo cattolico appare diviso su questo disegno di legge, la confusione è grande sotto il settimo cielo: c’è chi lo accetta in toto, chi vorrebbe stralciare la stepchild adoption, chi lo rifiuta in toto…prenda la piazza del Family Day, la manifestazione del Circo Massimo del 30 gennaio scorso: come ho scritto, anche i vescovi sono andati in ordine sparso, ci sono vescovi come Bregantini che hanno partecipato, altri no, alcune associazioni hanno aderito con convinzione, altre hanno fatto pesare una notevole presa di distanza…

 

In Senato però i ‘cattodem’ annunciano battaglia sugli emendamenti, vorrebbero stralciare la stepchild adoption. Renzi ha dato libertà di voto. Potrebbe essere la volta buona che stavolta si trovino in casa quando suona il campanello della loro coscienza, per dirla alla Longanesi…

Il sussulto in Parlamento indubbiamente c’è stato, ma è così minoritario, è così, per così dire ricattato, che è difficile per i Senatori cattolici del Pd che si sono messi in questa situazione ottenere risultati concreti a causa di tutto quello che c’è intorno.

 

Da buoni ex democristiani, i cattodem sin dall’inizio si sono mossi per tentare una mediazione, poi una mediazione della mediazione…

Peccato che non esista la possibilità di mediare tra le spinte dirigiste dei sostenitori del disegno di legge Cirinnà e le minoranze che avversano questa legge. Non c’è spazio per la mediazione, tutto è diventato impossibile da rinviare come consiglierebbe la prudenza politica. Non importa se non c’è consenso sociale, l’importante è approvare la legge il più presto possibile.

 

Parla di minoranza, le leggi però si votano a maggioranza…

Quella che sostiene questa legge è una minoranza molto attiva, che è riuscita a montare un’opinione pubblica che pare di maggioranza ma non lo è, perché come è noto, la maggioranza degli italiani non è d’accordo sulle adozioni gay, lo dicono anche i sondaggi.

 

Lei però sul ‘Corriere della Sera‘ ha scritto anche di un’altra minoranza, quella che avversa totalmente la legge…

Esatto, dall’altra parte c’è un’altra minoranza del mondo cattolico che non ha assunto i toni da maggioranza riflessiva, ma vuole rottamare il disegno di legge senza se e senza ma, senza molto riguardo alla prudenza di molte altre parti del mondo cattolico. Quindi la sintesi è questa: siamo a una lotta tra minoranze.

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