sabato, 4 Febbraio
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Unione delle persone: forse si fa. Come e quando?

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Qualche settimana ed il Governo presenterà finalmente il suo progetto in materia di unione delle persone. E’ più corretto, e più ci piace, chiamarlo così, ché non si tratta di permettere legami tra omosessuali, come fossero una categoria a parte, ma riconoscere che ogni persona ha diritto a legarsi con un altro essere umano. Un diritto naturale. Ammesso che in qualche caso all’invenzione del diritto naturale debba essere riconosciuto ancor oggi un qualche fondamento, questo sarebbe un buon caso.    

Si sanerà così un vulnus ormai divenuto storico. Il coraggio, dinnanzi ai no frapposti dalla Chiesa Cattolica, non avendolo e non sapendoselo dare, si è aspettato che fosse lei stessa, grazie a Francesco ma non solo, ad andare abbondantemente oltre lo Stato se dicente laico. Che ha ormai superato nel campo dei Diritti Civili, e in tanti altri, come emerge dal Sinodo dei Vescovi in corso. L’antico sogno di ogni finto rivoluzionario, fare la rivoluzione con il permesso del Questore, dunque si avvera. Riconoscere legalmente le unioni delle persone con il permesso del Vaticano.  

Alla base delle proposta renziana dovrebbe essere il modello in vigore in Germania dal 2001, coniugato parzialmente, secondo quanto ci risulta, con l’altra tipologia base europea, i PACS francesi, cioè la forma di unione preesistente alla recente equiparazione di tutti di fronte al matrimonio. E quindi successione, pensione di reversibilità per il coniuge rimasto, diritto di presenza in qualsiasi struttura istituzionalizzata, dall’ospedale al carcere. Inoltre possibile l’adozione del figlio del, o della, partner. Restano invece precluse le adozioni esterne alla coppia, o da parte di single. In Germania le norme base della legge sono state progressivamente ampliate dalla Corte Costituzionale. Ultimamente, nel 2013, con  la sentenza che praticamente concede ogni diritto patrimoniale e fiscale come nel matrimonio. Unica differenza ormai solo l’ambito delle adozioni. Il Governo di Angela Merkel, guida democristiana (CDU-CSU) in partenariato con i socialisti, ha, seppur con qualche ritardo, recepito.

Sul versante dei vertici cattolici, da un lato c’è un gruppo, di cui è espressione anche il Cardinale Walter Brandmuller, che accetta gli omosessuali solo a patto che siano casti. E forse anche i canguri, a patto che non saltino. Nella relatio post disceptationem del Sinodo, invece, si sostiene che «gli omosessuali hanno doti e qualità da offrire alla comunità cristiana». E’ ancora riduttivo, basterebbe riconoscere che gli esseri umani sono tutti uguali, di fronte a Dio e alla legge, e via. Ma con questa affermazione si apre una strada. Forse un’autostrada. Ché, ancora, la parte maggioritaria del Sinodo, rivolgendosi direttamente agli omosessuali, ha preso atto di «quanta gente che vi ingiuria, quanta gente che vi attacca, solo perché non vi  piace la patacca», stigmatizzandola, ed essendo orientata ad approvare il Documento illustrato durante i lavori dal noto teologo pugliese Checco Zalone, notoriamente molto apprezzato da Bergoglio.

Insomma la più grande e antica organizzazione omosessuale del mondo, la Chiesa Cattolica, apre finalmente alla concorrenza, organizzata o no che sia. E dunque, sfoggiando un coraggio da leone dopo che il cacciatore ha riposto il fucile, forse il nostro Paese avrà finalmente una legge che permetta le unioni delle persone.

Bene. Restano solo tre, non irrilevanti, domande. Cosa? Come? E, soprattutto: quando

 

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