sabato, Maggio 8

Unione Africana tra guerre, riforme e problemi economici

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Al via ieri ad Addis Abeba, in Etiopia, il summit dell’Unione africana. Al centro del dibattito la riforma di questa istituzione e le principali crisi in corso nel continente. Tra le novità del summit, la presenza di una delegazione del Marocco, riammesso nell’organizzazione nel gennaio scorso dopo una rottura durata 33 anni. Spicca invece l’assenza dei leader di Sudafrica e Sudan, per problemi interni.

Il vertice ha come tema ‘Utilizzare il dividendo demografico e investire nei giovani’. Durante la due giorni di conferenza dell’Unione Africana, hanno esaminato anche la possibilità della costruzione di una zona di libero scambio in Africa, raggiungendo ampi consensi e promuovendo l’attuazione delle risoluzioni decise.

Ma il problema del reperimento dei fondi rimane primario. Il bilancio dell’Unione africana nel 2017 ammonta a 782 milioni di euro, in forte crescita rispetto al 2016 quando ammontava a da 416,8 milioni. Nel luglio 2016, i leader africani hanno concordato, in linea di principio, di un prelievo dello 0,2% su alcune esportazioni per aiutare il finanziamento dell’organizzazione. I primi cinque contributori africani sono Algeria, Egitto, Libia, Nigeria e Sudafrica.

Da anni, però, circa il 60% del bilancio dell’Unione africana è finanziato dai donatori tra cui l’Unione Europea, la Banca Mondiale e i Governi di Paesi non africani. E in merito è stato chiaro il leader dello Zimbabwe, Robert Mugabe: «L’Africa ha bisogno di finanziare i propri programmi. Istituzioni come l’Unione africana non devono contare su finanziamenti di donatori esterni. Questo modello non è sostenibile nel lungo periodo».

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

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