domenica, Dicembre 5

UNICEF una battaglia aperta

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Unicef

L’UNICEF è il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia, nato al termine del secondo conflitto mondiale, l’11 dicembre 1946, per aiutare i bambini europei sottonutriti, malati, analfabeti.

In Italia erano circa 14 milioni e gli investimenti nei 5 anni successivi con programmi di assistenza furono di 17 milioni di dollari.

Anni difficili in tutto il globo, dove nel 1947 morivano 47mila bambini al giorno nel Terzo MondoMma grazie alla solidarietà ed alla tenace determinazione dei volontari e delle sinergie tra Comitati ed Istituzioni locali, si sono potute programmare campagne in difesa dei bambini, per la loro salvaguardia e tutela, giungendo oggi ad un numero di decessi di circa 3 milioni di bambini l’anno.

L’impegno dell’UNICEF è stato premiato con il Premio Nobel per la pace nel 1965 per la sua attività di ‘promozione della  pace fra le Nazioni’, mentre la stipula della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza fu approvata il 20 novembre 1989 dall’Assemblea Generale dell’ONU diventata il trattato sui diritti umani più ratificato della storia. Da quelle data ogni anno si celebra la Giornata Universale dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

In occasione del 60° anniversario di attività dell’UNICEF nel 2006, sono stati lanciati gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio stabiliti dalle Nazioni Unite, con 8 punti fondamentali quali: eliminare la povertà estrema e la fame; raggiungere l’istruzione primaria universale; promuovere l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne (consentire l’inserimento e l’equo trattamento economico e meritocratico lavorativo); ridurre la mortalità infantile; migliorare la salute materna; combattere l’HIV/AIDS, la Malaria e altre malattie; assicurare la sostenibilità ambientale; promuovere una partnership globale per lo sviluppo.

Purtroppo ancora oggi questi obiettivi vengono disattesi nei cinque continenti, come sono ignorati i diritti dei bambini, vittime innocenti dei feroci egoismi degli adulti, dai milioni uccisi in guerre non volute, ai milioni che continuano a morire nei paesi della fame, della sete, costretti a lavorare in schiavitù, per giungere a quelli abusati, violati in tutto il mondo.

Il 20 novembre 2014 in contemporanea con tutti i Comitati Unicef del mondo nella Giornata dell’Infanzia sono stati presentati i rapporti annuali denominati Rapporto Infanzia Onu 2015. Nel 25° anniversario della Convenzione le cifre emerse attestano la diminuzione del lavoro minorile di 1/3 dal 2000 ad oggi, ma 168 milioni di bambini sono ancora costretti a lavorare; il numero dei decessi infantili si è ridotto di 1/3 ma ogni anno 3 milioni continuano a morire; 35 milioni di migranti sono minori; le iscrizioni a scuola sono aumentate dal 33% al 50% e le registrazioni dei nati sono aumentate dal 58% al 65%, ma ancora un bambino su tre è invisibile, la quota della popolazione mondiale che vive con meno di 1,25 dollari al giorno si è ridotta dal 47% del 1990 al 20% del 2010.

In occasione del semestre italiano di presidenza Europea, si è tenuto a Roma il 28 ottobre l’incontro ‘UNICEF Innocenti’ dove è stato presentato il report card 12 ‘figli della repressione: l’impatto della crisi economica sul benessere dei bambini nei Paesi ricchi’. L’immagine che ne è scaturita è impressionante, basti pensare che ancora oggi nel mondo ogni 20 secondi muore un bambino, mentre secondo un’indagine dell’Unicef Regno Unito, ogni 5 minuti un bambino muore per violenze di ogni tipo nei Paesi ‘civili’ dell’Europa. Inoltre negli ultimi 5 anni non è stato possibile soddisfare i bisogni dei bambini poiché sono aumentate la povertà e le disuguaglianze, portando al drammatico risultato che una generazione di giovani è stata fermata. In molti paesi la politica economica volta alla crescita è stata sostituita da una politica dell’austerità, per non vanificare i 25 anni della Convenzione Internazionale l’UNICEF invita a porre i bambini ed i giovani al centro dei futuri programmi di stabilità.

L’UNICEF Italia nata il 19 giugno 1974, festeggia quest’anno il suo quarantennale di attività, ed i suoi Comitati sono stati sempre in prima linea, specie per quanto riguarda la spinta a terminare i lavori per la Convenzione Internazionale rimasta in stallo per 10 anni, in Italia essa fu ratificata con la legge 176 del 27 maggio 1991. L’UNICEF Italia conta 3000 volontari su 20 Comitati Regionali ed oltre 100 Comitati Provinciali.

Nella Giornata dell’Infanzia in Italia sono stati presentati i risultati delle campagne nazionali ‘IO COME TU’ contro la discriminazione dei bambini stranieri che vivono in Italia e ‘VOGLIAMOZERO’ contro la mortalità infantile.

A tal proposito abbiamo rivolto qualche domanda alla presidente del Comitato Unicef Campania Margherita Dini Ciacci.

 

Nell’occasione della Giornata dei diritti lei ha presentato il Rapporto Infanzia ONU 2015 in contemporanea con tutti i Comitati UNICEF del Mondo. Quali sono i dati?

I dati sono senz’altro positivi specie per quanto riguarda la mortalità infantile che si è dimezzata dal 1990 al 2013 passando 12 milioni ai 6 milioni di bambini sotto i cinque anni, grazie anche ai vaccini che consentono di vaccinare ogni anno oltre 100 milioni di bambini, anche se il 20% della popolazione infantile mondiale resta fuori, in ogni caso dal 1998 i casi di polio nel mondo sono diminuiti oltre il 99%. Per quanto riguarda l’istruzione almeno 250 milioni di bambini non sono ancora in grado di leggere, mentre per quanto riguarda la piaga del lavoro minorile il numero di bambini tra i 5 e i 17 anni, è diminuito di circa un terzo dal 2000 a oggi, ma un bambino su quattro nei paesi meno sviluppati lavora. Complessivamente 168 milioni di bambini sono ancora costretti a lavorare. Poi ci sono i migranti internazionali che sono 35 milioni con una età inferiore ai 20 anni e che hanno diritto di ricevere la protezione consona alla loro età.

Cos’è che ancora non si riesce ad applicare ancora oggi nell’ambito della Convenzione Internazionale?

Sicuramente l’articolo 12, quello dell’ascolto giurisdizionale. A tal proposito abbiamo fatto un lavoro con il Consiglio Superiore della Magistratura, durato sei mesi, per preparare un libretto sull’ascolto giudiziario, perché il bambino va ascoltato, proprio perché l’articolo 12 della Convenzione è inevaso, nonostante sia diventata una legge della Stato Italiano (legge 176 del 27 maggio 1991).

Su 41 paesi dell’Unione Europea, l’Italia per quello che non fa per i bambini ed adolescenti è al 37° posto, ce ne mancano quattro per arrivare alla fine. Questo perché il tasso di povertà dei minori tra il 2008 ed il 2013 è aumentato di alcuni punti, 600mila poveri in più oggi. Cosa succederà con la Legge di Stabilità che non fa sviluppo? Nell’Unione il tasso più alto di povertà adolescenziale, di non lavoro, è italiano, ed è pari al 22,2%. Cosa significa? Che stiamo perdendo una generazione.

Per quanto riguarda gli Obiettivi del Millennio come procedono?

A causa della politica di austerità di alcuni governi, gli obiettivi che stavamo conseguendo si sono fermati e rischiano una retrocessione, perché naturalmente non si spende più per i bambini. Le conquiste raggiunte hanno avuto l’arresto perché l’istruzione e salute in Europa si sono rallentate, perché non ci sono i fondi per aiutarli . Basti pensare che il report degli Innocenti evidenzia che in Europa un bambino su cinque muore a causa di violenze che subisce dagli adulti , mentre nel report degli Stati Uniti dice una cosa agghiacciante: che questa violenza subita dai bambini, se il bambino non muore, la prende dentro e diventa come un soldato in prima linea quando combatte. Il bullismo o la baby-gang da dove vengono? Violenza chiama violenza. La crescita dei bambini e l’occupazione dei giovani sono fondamentali altrimenti la legge di stabilità la facciamo sui morti. Una comunità che vuol essere veramente educante, può migliorare la vita.

Quali sono i lavori in corso?

Un progetto con l’Università Federico II un’alleata storica che fa protocolli d’intesa con l’UNICEF da anni. Abbiamo chiesto alla Facoltà di Architettura nella figura della direttrice dei corsi di specializzazione, la dottoressa Buondonno, la possibilità di poter formare i formatori. Attraverso un pool di esperti, nel quale è stato inserito un nostro Delegato provinciale, si potranno formare i funzionari dei comuni per la costruzione della città amica. Noi abbiamo ottenuto in Campania circa 70 delibere di sindaci e di comuni per costruire la Città amica, attraverso i nove passi dell’Unicef.

Che cos’è la Città Amica?

La città amica è quella che deve mettere al primo posto i bambini e gli adolescenti nell’ambito della sue programmazioni. Li deve mettere al centro, aiutandoli ad esercitare la cittadinanza attiva, quindi fare il consiglio junior dei ragazzi, per dare contributi sulla propria città, fare in modo che tutti bambini stranieri vengano integrati come bambini propri. Ad esempio la città di Napoli ha deliberato in maniera meravigliosa questa Città dei Bambini, cercando di privilegiare i bambini ed i giovani.Per quanto riguarda il “Manuale per individuare il disagio minorile” in cosa consiste?

Per quanto riguarda il “Manuale per individuare il disagio minorile” in cosa consiste?

Il Garante Regionale per l’Infanzia Cesare Romano insieme al professore Luigi Baldascini, direttore dell’IPR, hanno preparato un prontuario di aiuto agli insegnanti che dovrebbe essere consegnato al corpo docente a gennaio 2015 dalla Regione, offerto come aiuto a chi deve comprendere i motivi del disagio minorile e segnalarlo al Garante. A me è parso una cosa molto utile, perchè molti insegnanti di fronte si drammi imperanti a volte non sanno come comportarsi .

Ha esposto anche la prossima iniziativa per le scuole. In cosa consiste?

In Italia il Comitato Nazionale ha espresso il suo momento ‘clou’ con un film dove sono protagonisti i bambini che verrà portato anche a Napoli, dove lo farò vedere in tutte le scuole.

Sogniamo di fare uno speciale su una riflessione che abbiamo chiesto ai bambini di tutte le scuole presenti che sono intervenute alla Giornata dell’Infanzia, di pensare cosa è avvenuto veramente nel cambiamento in questi 25 anni dei Diritti del Bambino, quali diritti è riuscita a portare avanti? Dove? Nelle famiglie, nelle scuole, nella amministrazioni, nelle associazioni. Siamo riusciti a creare una comunità, una rete a protezione dei bambini? Attendiamo le risposte di tutte le scuole entro il 15 gennaio 2015, ovviamente un unico scritto riassuntivo per classe, altrimenti non riuscirei a leggerle tutte. Prometto di pubblicarle tutte e di mandare i lavori anche a Ginevra e New York. Abbiamo preparato una cosa diversa, tutti chiedono a noi che fare, mentre io ho chiesto ai bambini ed alle scuole come va e cosa dovremmo fare per cambiare. Questa è una cosa vera.

 

 

 

 

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