venerdì, Aprile 16

Unicef e la povertà infantile in Grecia

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Povertà infantile in aumento di oltre 15 punti percentuali in alcuni Paesi come Cipro, Islanda e Grecia e di 7-9 punti percentuali in Ungheria, Italia, Irlanda e Spagna. A dirlo è il rapporto ‘Children of Austerity: Impact of the Great Recession on child poverty in rich countries’ (I bambini dell’austerità, l’impatto della grande recessione sulla povertà infantile nei Paesi ricchi), pubblicato dall’Unicef Innocenti.

Il periodo preso in analisi va dal 2008 al 2014 e non è altro che una prospettiva comparativa fra 41 Paesi Ocse e Ue, con casi studio approfonditi su 11 Paesi. E i dati sono inquietanti: non un solo Paese della Ue ha aumentato le spese per le agevolazioni familiari e 2/3 hanno ridotto le spese pro capite. Otto Stati, fra cui Irlanda, Italia e Grecia hanno visto una riduzione a cifra doppia. La povertà dei bambini presi come campione è aumentata dal 12 al 20% nell’Italia settentrionale e dal 42 al 50% nell’Italia meridionale fra il 2008 e il 2014.

I tagli alla spesa su salute, istruzione e altri servizi pubblici hanno colpito le famiglie con bambini. I tassi di ‘esigenze mediche non soddisfatte’del 20% più povero della popolazione sono aumentati dall’8 al 14% fra il 2009 e il 2013 in Grecia, uno dei tassi più alti nell’UE.

«Proteggere il reddito delle famiglie durante le recessioni è fondamentale per rispondere alla povertà infantile, ma non sufficiente da solo. I bambini sono anche gravemente colpiti quando vengono effettuati tagli alle spese per la scuola e le strutture sanitarie, e quando i genitori non possono avere accesso a servizi essenziali come l’assistenza all’infanzia», dice Yekaterina Chzhen dell’Unicef Innocenti. Ecco un’analisi dei dati sulla Grecia.

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

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