lunedì, Ottobre 18

Ungheria, Visegrád… (Italia?) L'Italia può diventare il quinto Paese di Visegrád? Ne parliamo con Matteo Villa (ISPI)

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Rispetto alla politica italiana, abbiamo visto che Matteo Salvini e Giorgia Meloni si sono espressi con parole di forte apprezzamento nei confronti di Orbán: quale potrebbe essere il rapporto tra un eventuale Governo di Centro-Destra italiano e l’Ungheria e quale ruolo potrebbe giocare la parte più moderata del Centro-Destra?

Il Centro-Destra italiano ha sempre avuto una fascinazione per gli uomini forti. I Governi di Berlusconi hanno sempre avuto buoni rapporti con personaggi come Putin o Gheddafi, quindi non è una cosa nuova né sorprendente: le congratulazioni che arrivano da quella parte dello schieramento sono abbastanza in linea con quella che è la tradizione degli ultimi trent’anni di Centro-Destra italiano. Non escludo, d’altra parte, che si possa trattare di contatti simbolici e formali: l’Ungheria non gioca un ruolo enorme nell’Unione Europea e, dal punto di vista dell’emergenza migranti, l’Italia, anche se dovesse avere un Governo di Centro-Destra, avrebbe bisogno di maggiore cooperazione da parte degli altri Paesi europei, non di maggiori chiusure; l’Ungheria, al contrario, è il simbolo delle chiusure nei confronti del resto dell’Europa. Questo racchiude la contraddizione, ma anche la sfida che viene posta alla Destra italiana in questo momento, ovvero cercare di conciliare due cose abbastanza difficili da conciliare. In altre parole, la richiesta di sicurezza, che viene collegata alla necessità di rinazionalizzare le competenze europee, va però conciliata con il fatto che l’Italia è comunque in prima fila nella gestione della migrazione in Europa: in questo caso, ogni volta che ci sono nuovi sbarchi, se siamo tutti a favore della rinazionalizzazione delle competenze, allora quello è soltanto un affare italiano e lo dovremmo gestire da soli. Questo sarà un po’ il dilemma su cui ci scontreremo; basterebbe pensare a quali sarebbero i rapporti con l’Austria se, tra poche settimane, ci fosse un Governo di Centro-Destra: Slavini si è congratulato con Heinz-Christian Strache, che è il leader dello FPÖ, ma, se ci fossero i soldati austriaci al confine del Brennero a controllare il passaggio dei migranti, il Governo italiano dovrebbe porsi il problema se essere d’accordo o no con la chiusura delle frontiere. Una reazione nazionalistica di un altro Paese come verrebbe percepita da un Governo altrettanto nazionalista? Le Destre, fino ad ora all’opposizione, potevano parlare del problema della migrazione senza proporre una soluzione ma, se ci sarà un Governo di Centro-Destra in Italia, la questione dovrà essere affrontata.

Il Movimento 5 Stelle non si è espresso chiaramente su Orbán, se non lamentando, sul suo blog, la posizione dei giornali europeisti: quale potrebbe essere il rapporto tra un Governo a guida grillina e l’Ungheria?

Orbán sarebbe stato più vicino al Movimento 5 Stelle più complottista delle prime fasi, quello che diceva che era necessaria una politica rivoluzionaria che cambiasse tutto. È chiaro che un’anima movimentista ed ancora complottista c’è ancora nel movimento: il blog non è gestito dai moderati e continua a dar voce a quella parte del movimento che è ancora vicina ad Orbán, come è vicina a Putin e a tutti quelli che l’Occidente tende ad ostracizzare. D’altra parte, c’è stato uno slittamento verso la moderazione da parte della classe politica più romana, più vicina alle grandi stanze, non ultimo Luigi Di Maio, che molto probabilmente non è d’accordo con le cose che vengono scritte sul blog dagli oltranzisti del movimento. All’interno del Movimento 5 Stelle, questa dinamica si vede benissimo e si manifesta come una sorta di indecisione: sembra sempre che ci siano almeno due voci, del tutto contraddittorie. Questo è il punto centrale per il Movimento 5 Stelle, in questo momento: fare il passo verso una posizione più moderata, che è la posizione di Di Maio, oppure restare su posizioni più movimentiste; qualunque scelta si faccia, chiaramente, si tenderà sempre a dare un colpo al cerchio e uno alla botte perché, ovviamente, non si possono scontentare le due anime che ancora caratterizzano fortemente il movimento.

Nell’ipotesi di un’intesa di Governo tra Lega e M5S, quale potrebbe essere il rapporto tra Italia ed Ungheria nell’ambito della politica comunitaria?

Dei punti di convergenza ci sono. Devo dire, però, che nell’ipotesi di un Governo Lega-M5S i rapporti con i movimenti nazionalisti europei diventeranno un po’ più complessi. Da un lato, Salvini ha tutti i motivi per continuare a mantenere stabili rapporti con i nazionalisti, anche in funzione della campagna elettorale per le elezioni europee che si svolgeranno tra circa un anno. Dall’altra parte, il Movimento 5 Stelle rischierebbe di restare un po’ assorbito, quasi fagocitato da questa dinamica: il rischio, per loro, è di essere il primo partito ma, soprattutto nell’ambito della politica europea, rischiano un po’ di seguire, anziché di impostare una loro politica che potrebbe essere, incredibilmente, più moderata; sono obbligati ad avere una voce diversa dalla Lega. La situazione è interessante proprio per questo: l’ascesa delle Destre e dei movimenti populisti in Europa, sottopone un possibile Esecutivo, che avrebbe comunque tanti punti di convergenza, a delle spinte abbastanza centrifughe: la Lega potrebbe parlare di queste posizioni presentandole più facilmente come proprie; per il M5S, invece, la scelta tra nazionalismo e moderazione va ancora fatta ma, in un’ipotesi di Esecutivo, sarebbe importante, per loro, stare attenti a non essere proprio identici alla Lega.

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