mercoledì, Maggio 25

Una sanità spiegabile Bisogna dare al personale sanitario tecniche e competenze di comunicazione per ‘spiegare’ le prescrizioni e sviluppare comportamenti ‘positivi’ e un ruolo attivo dei pazienti nella fruizione dei servizi offerti

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Spiegare non è uno scambio di  comunicazione dove c’è una gerarchia fra emittente e ricevente; spiegare vuol dire mettere sullo stesso piano chi spiega e chi ascolta per capire. Tutto questo ha anche un  significato simbolico e una valenza operativa di ‘fare uguaglianza’. Sul concetto di ‘comunicazione come spiegazione’, l’amico e collega Stefano Rolando è stato un pioniere appassionato e ha scritto un libro ‘Il Paese spiegabile’ (1998) che, senza celebrazioni, è una pietra angolare del sistema comunicativo pubblico. Anche su L’Indro ha spesso offerto esemplificazioni di che cosa vuol dire fare comunicazione (pubblica e privata) per spiegare, far capire, attrezzare il ruolo del cittadino cliente e consumatore dei servizi pubblici e privati, uscendo dallo status di ‘cittadino amministrato e suddito’.

Tuttavia ancora oggi lo Stato, le Regioni, i Comuni, le Aziende Sanitarie locali, le strutture sanitarie pubbliche e private  spesso non si spiegano e non si fanno capire per carenza tecnico comunicativa o spesso, per ‘dire e non dire’ lasciando una terra di nessuno dove si possono trovare opportunismi e vie d’uscita per ‘fare tutto ed il contrario di tutto’.

Spiegare vuol dire ‘togliere le piegheche, per definizione, hanno in sè qualche cosa di negativo e di ‘inciampo’ rispetto  ad una superficie liscia e di facile gestione e visione. Spiegare deriva da explicare (‘ex’ fuori e ‘plicare’ piegare), ma vuol dire anche ‘spiegare le vele’ per andare avanti e raggiungere gli obiettivi prefissati.

Spiegare in sanità è ancor più importante per alcuni motivi:

spiegare quale può essere attività di prevenzione e comportamenti salutari è un investimento con vantaggi per i singoli cittadini e per il sistema Paese;

una patologia spiegata al paziente vuol dire  creare coinvolgimento e collaborazione nella terapia con un valore aggiunto di motivazione a svolgere un iter terapeutico; quindi, maggiore efficacia;

un sistema sanitario spiegato ai cittadini non tanto e non solo riguardo ai principi incontrovertibili dell’equità, dell’universalità, ma anche riguardo all’accessibilità, al funzionamento ed al ‘dove rivolgersi’ per essere curati è una condizione necessaria per i cittadini che esplicitano la loro funzione di ‘cittadinanza’;

spiegare al paziente quali azioni sanitarie (operazioni,interventi fisioterapici ecc.) si faranno o si stanno facendo diminuisce l’ansia ;

-spiegare quali saranno le tappe del percorso del paziente all’interno di un ospedale o di una struttura sanitaria diminuisce la percezione dell’attesa e offre sicurezza informativa.

Con il PNRR si sta facendo una riforma sanitaria del nostro Paese e  le varie regioni stanno adeguando i loro piani sanitari regionali. 

In questo nuovo sistema, per esempio, le Case di Comunità (CdC) ed i Distretti sono gli avamposti indispensabili per fare ‘medicina di prossimità’ per i cittadini che esprimono il bisogno di cittadinanza: in sintesi, c’è bisogno di servizi sanitari vicini, accessibili e comprensibili in logica di comunità. 

Comprendere un servizio non vuol dire che il cittadino deve essere destinatario di sole informazioni e comunicazioni (condizioni indispensabili), ma gli dobbiamo ‘spiegare’ come accedere, come fruire del servizio e come farlo diventare base di un comportamento virtuoso. Questa la teoria. Oltre l’  80% degli italiani cerca informazioni sulla propria salute (IQVIA indagine –nov 2019). In pratica, vuol dire stabilire flussi di concetti, parole ed immagini che danno le  ‘istruzioni per l’uso’ per avere un comportamento funzionale alla propria salute ed alle prestazioni sanitarie e socio-sanitarie offerte (prevenzione) o prescritte (cura, riabilitazione).

Domanda: quanto il personale sanitario ha tempo e competenze comunicative per ‘spiegare’ le prescrizioni e sviluppare comportamenti ‘positivi’ per sviluppare anche ruolo attivo dei pazienti nella fruizione dei servizi sanitari offerti? Lascio all’esperienza del lettore la risposta. 

Casa di Comunità vuol dire che la comunità è un ‘valore aggiunto di relazione’ e di rete per i cittadini che non sono soli con le informazioni e le interpretazioni che leggono su internet. Dobbiamo dare al personale sanitario tecniche e competenze di comunicazione. 

Senza fare il verso al prof Cassese sulla non chiarezza delle leggi (sul Corriere della Sera del 5 Febbraio 2022 fa riferimento alla  Gazzetta ufficiale di venerdì 4 febbraio (che)ha pubblicato il decreto legge sulle certificazioni verdi Covid-19.Questo regola tre materie …… Si tratta di materie che non presentano un grado di difficoltà simile a quello affrontato dal Georg Wilhelm Friedrich Hegel nella «Fenomenologia dello spirito». Tuttavia, i redattori del decreto sono riusciti nell’ardua impresa di rendere la lettura del decreto altrettanto difficile a quella dello studio dell’opera del grande filosofo tedesco. Per farlo, hanno dovuto condensare nei soli sette articoli del decreto ben dieci rinvii ad altri articoli di ben sette altri decreti o leggi e scrivere frasi ricche di parole, che in qualche caso, sfiorano il centinaio.” ) invito la Regione Lombardia a rivedere, dal punto di vista della comunicazione, il testo della Legge Regionale  n. 22/2021 sul Sistema Sanitario Lombardo per incominciare a dare l’esempio di cosa vuol dire ‘spiegare’ il dettato normativo. 

Prendo per esempio l’art 5 del il testo della Legge Regionale  n. 22/2021 sul Sistema Sanitario Lombardo che così recita:

Art.5 

(Modifiche all’art. 5 della l.r. 33/2009)

1. All’articolo 5 della l.r. 33/2009 sono apportate le seguenti modifiche a) i commi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti: “1. La Regione garantisce la tutela della salute, ………………………………..

b) il primo periodo del comma 3 è soppresso;

c) al secondo periodo del comma 3 sono anteposte le seguenti parole: “La Regione” e sono aggiunte, in fine, le seguenti: “nel rispetto della normativa specifica statale.”; 

 d) dopo il comma 4 è inserito il seguente: 3 “4 bis La ……………………………..

e) al comma 5 bis sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “nonché favorire la presentazione …………………………….

f) il comma 6 è sostituito dal seguente: “6. La Giunta regionale………………………….

g) alla lettera f) del comma 7, le parole: “, anche al fine di prevenire comportamenti illegittimi” sono soppresse;

h) alla lettera l) del comma 7 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “,in coerenza con gli indirizzi di programmazione di cui al comma 6”; i) alla lettera j) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “avvalendosi della collaborazione tecnico – scientifica dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna;”;

j) dopo la lettera l) del comma 7 è inserita la seguente: “l bis) stabilisce …………………………………

Il procedimento di ‘intarsio’ che abbiamo appena letto, si definisce ‘alinea’ ed è “il dispositivo volto a precisare il rapporto,di sostituzione o di integrazione, tra la norma previgente e quella recata dalla ‘novella’ nuova legge ndr)….”. Così recitano i Manuali per fare formalmente una buona legge.

Francamente penso che valga la pena sottoporre il testo di questa legge alla lettura dei cittadini e chiedere loro quanto capiscono e quanto si orientano in un testo di questo tipo che, seppur corretto formalmente secondo il manuale per scrivere una legge, appare quasi incomprensibile.

Si può chiudere con Montesquieu che -nel libro diciannovesimo dell’Esprit des lois-scriveva.”le leggi non devono essere sottili: sono fatte per individui di mediocre intelligenza; non sono espressione dell’arte della logica, ma del semplice buon senso di un padre di famiglia’. Tutto questo per ‘spiegare’.

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Sull'autore

Professore associato di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche presso l'Istituto di Pubblica Amministrazione e Sanità (IPAS). Direttore del Master in Management delle aziende cooperative e imprese sociali non profit (NP&COOP). Docente senior dell' Area Public Management & Policy della SDA Bocconi. Membro del comitato scientifico della rivista Non Profit, Maggioli Editore. Membro del comitato medico-scientifico della rivista Vivere oggi del Comune di Milano. Membro del comitato scientifico della rivista Azienda Pubblica, Maggioli Editore. Fondatore e promotore della collana "Aziende non profit. Strategie, struttura e sistema informativo", EGEA, Milano. Membro dell'editorial advisory committee di Health Marketing Quarterly e del Journal of Professional Services Marketing, The Haworth Press, Inc., Binghamton, New York. Membro del comitato scientifico dell'Unione Nazionale Imprese di Comunicazione, UNICOM. Membro dell'Associazione Italiana di Economia Sanitaria, AIES. Membro dell'Osservatorio Camerale Economia Civile, Camera di Commercio di Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana Fundraiser di Forlì, ASSIFF. Membro del Consiglio di Gestione della Fondazione a sostegno della solidarietà sociale Umanamente, gruppo RAS. Membro del comitato etico di Coop Lombardia, Milano. Membro del comitato etico di Investietico, BPM Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.

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