martedì, Ottobre 19

Una politica agricola di qualità field_506ffb1d3dbe2

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politica agricola UE

Il Consiglio dei Ministri europei dell’Agricoltura, nella seduta del 17 febbraio, ha esaminato e approvato il regolamento della Commissione che ha lo scopo di riformare i metodi circa l’informazione e la promozione dei prodotti agricoli dell’Unione Europea. La Presidenza ellenica, così come descritto nel comunicato stampa circolato alla fine della riunione, ha presentato il suo schema riguardante il settore dell’agricoltura. Le priorità, secondo la rappresentanza greca, includeranno la riforma della PAC (politica agricola comune), il negoziato con il Parlamento europeo dell’adozione di una proposta di informazione e promozione dei prodotti agricoli all’interno e all’esterno dell’UE, concentrandosi su una risposta più flessibile alle esigenze specifiche dei diversi mercati e la semplificazione della gestione del programma. La Grecia intende avviare i lavori su una proposta che metta in rilievo il settore del biologico che a questa presidenza interessa anche per la protezione della produzione agricola nazionale. Per quanto riguarda la politica della pesca, questa si concentrerà sul finanziamento al FEAMP (Fondo europeo per la pesca), e per l’attuazione della nuova PCP (Politica Comune della Pesca) adottata lo scorso anno.

Visti gli obiettivi della presidenza greca, La proposta mira a sviluppare e garantire nuovi mercati nell’Unione europea e nei paesi terzi, aumentando la consapevolezza dei consumatori della qualità dei prodotti agricoli europei. Per raggiungere questo obiettivo, si propone di creare nuovi strumenti di promozione e di concentrare l’azione dell’UE in materia di prodotti e mercati prioritari. Il nuovo regolamento apporta uno schema legale e finanziario per la gestione di prodotti agricoli selezionati attraverso due programmi per le scuole che riguardano la frutta e il latte (Frutta nelle scuole e Latte nelle scuole)

I ministri hanno inoltre ascoltato la proposta di regolamento da parte della Commissione europea circa la fusione e semplificazione dei due programmi, attualmente separati, che offrono soluzioni specifiche per quanto riguarda la distribuzione di latte e frutta agli studenti europei. Per sensibilizzare i bambini dei benefici di una dieta sana e aumentando la gamma di prodotti disponibili, l’iniziativa mira a modificare le abitudini alimentari e a combattere i disturbi legati ad una scorretta alimentazione, che, in questi anni, sono aumentati soprattutto tra i più giovani. Il suo obiettivo è quello di contrastare il calo dei consumi di frutta, verdura e latte e la lotta contro l’obesità. Il nuovo schema comune, una volta concordato, avrà un budget di 230 milioni di euro per anno scolastico.

Gli Stati membri hanno accolto positivamente l’iniziativa sottolineando i benefici per la salute pubblica e l’importanza di concentrarsi sul gruppo di età più giovani per migliorare le abitudini alimentari. Inoltre «diversi Stati membri hanno rilevato che la proposta si scontra con la recente riforma della PAC, in particolare l’accordo raggiunto sulle competenze del Consiglio ai sensi dell’articolo 43 ( 3) , del TFUE».

Il consiglio dei ministri dell’agricoltura di è occupato anche del settore lattiero caseario e delle quote latte in scadenza. Per quanto riguarda questo aspetto, la presidenza greca intende «Concludere i lavori sulla proposta di regolamento recante disposizioni per la gestione delle spese relative alla catena alimentare, salute delle piante e animali al fine di raggiungere un accordo su questo tema con il Parlamento europeo questa Presidenza. Proseguire il lavoro sul pacchetto legislativo riguardante la catena alimentare, compresi i regolamenti in materia di controllo ufficiale, sulla salute degli animali, sulle misure di protezione contro i parassiti delle piante, e produzione e commercializzazione di materiali di moltiplicazione vegetale».

Nel Consiglio c’è stato disaccordo circa il tipo di promozione che l’Unione Europea dovrebbe fare nei confronti dei propri prodotti agricoli. «Alcuni Stati membri», secondo il documento ufficiale approvato dai ministri, «cercherebbero di potenziare la promozione nel mercato interno, altri, invece, ritengono che la promozione dovrebbe concentrarsi sui paesi stranieri per evitare una distorsione della concorrenza nell’UE. Alcuni paesi vorrebbero estendere l’elenco dei prodotti coperti dalle misure e vigilare sulle numerose contraffazioni che alcuni prodotti subiscono anche all’interno della stessa Unione Europea».

Il settore agroalimentare, come quello della pesca, è diventato uno dei più competitivi al mondo. Una ‘guerra del cibo’ che vede l’Unione Europea, insieme alle grandi coltivazioni degli Stati Uniti, tra i primi posti al mondo. Per quanto riguarda la produzione e il commercio di prodotti agricoli e agroalimentari, l’Unione europea è oggi di fronte ad un periodo di forte competizione , in gran parte derivante dalla globalizzazione dei mercati , e questa tendenza dovrebbe continuare nei prossimi anni .

Questo contesto richiede una rinnovata politica di promozione nel quadro della Politica agricola comune riformata l’anno scorso. «La proposta prevede che le misure dovrebbero seguire una strategia di individuare le priorità sui mercati. Rispetto alla situazione attuale, la proposta suggerisce un graduale ma significativo aumento del budget assegnato alle azioni di informazione e promozione dei prodotti agricoli (da 61,5 milioni di euro nel bilancio 2013 per 200 milioni di euro nel 2020 )».

Questo consiglio dei ministri è da ritenere molto importante per una serie di fattori. L’Unione europea, che affronterà nuovi cambiamenti a maggio, si compatta ancora una volta sulla Politica agricola comune, che non avendo subìto grossi tagli nell’approvazione dell’ultimo MFF, può continuare a competere sui mercati globali. Oltre alla riforma, L’UE è attiva con la cooperazione internazionale, e soprattutto con l’Unione Africana, in una serie di programmi che rallentino la malnutrizione persistente in alcune aree dell’Africa sub sahariana. Inoltre, la nuova presidenza di turno è molto attenta e sensibile all’argomento. Infatti la Grecia conta ancora, a dispetto della crisi, di una percentuale importante del PIL prodotto dal settore agricolo ed esporta prodotti come frutta, vino e olio d’oliva, quest’ultimi due,  preda di numerose sofisticazioni e contraffazioni. 

Quindi la salvaguardia e la continua attenzione delle istituzioni verso la PAC è data sia da uno sforzo per restare leader al di fuori della zona euro sia per migliorare la qualità del cibo in circolazione nella zone UE. Infine bisogna ricordare che il settore agroalimentare è il più grande datore di lavoro con 4,2 milioni di posti di lavoro e un fatturato di 954 miliardi di euro. L’Unione europea, Con la sua quota di export mondiale pari rispettivamente il 18 % e il 20 %, compete con gli Stati Uniti per la posizione di leader mondiale nel settore, senza dimenticare l’insidia di alcuni paesi asiatici per quanto riguarda la pesca. Non a caso, anche l’EXPO 2015 sarà dedicato al cibo, ed oltre ad essere italiana, sarà l’esposizione dell’Unione Europea.

 

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