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Una nuova Convenzione europea sullo sport field_506ffb1d3dbe2

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La manipolazione delle gare sportive è una delle nuove sfide dell’etica dello sport. 

 Ecco perché la firma della nuova Convenzione contro tale manipolazione, prevista per il 18 settembre in Svizzera da parte dei Ministri dello sport dei 47 paesi membri del Consiglio d’Europa e dell’Ufficio Federale svizzero per lo sport, assume un’ importanza particolare anche dal punto di vista economico.

Le competizioni sportive attirano capitali ingenti che fanno a loro volta aumentare la tentazione di manipolarne i risultati per favorire l’arricchimento di squadre o  individui.

Scopo della Convenzione, ha spiegato in una nota alla stampa la portavoce del Consiglio d’Europa responsabile per il settore sportivo Estelle Steiner, è quello di indicare alle organizzazioni sportive, agli operatori delle scommesse e alle autorità pubbliche, misure cautelative per identificare e prevenire la manipolazione delle gare sportive.

In essa si invitano le autorità a prevenire conflitti d’interesse tra gli operatori delle totoscommesse e le organizzazioni sportive che vengono incoraggiate a combattere le frodi e le scommesse clandestine, a chiudere o restringere rigorosamente l’accesso degli operatori del settore scommesse e a bloccare drasticamente il flusso di denaro tra operatori e consumatori.

In particolare, hanno indicato le fonti del Consiglio d’Europa, dovrà essere garantita la protezione delle persone in grado di fornire informazioni utili a identificare i responsabili dei reati e di coloro che si espongono per collaborare con le autorità. Un provvedimento, questo, tanto più importante specie se tali persone sono state prese di mira da organizzazioni criminose.

Dall’incontro, secondo gli organizzatori, dovrebbero emergere misure per combattere la corruzione nello sport e garantire così autonomia e il rispetto di un’ “etica” dello sport sia a livello nazionale che internazionale.  In particolare, dovranno essere incrementate le risorse e la cooperazione perché la lotta alla manipolazione delle gare sportive possa diventare un ricordo del passato grazie anche a un nuovo codice penale specifico per il settore.  La Convenzione prevede anche misure positive di cooperazione e scambi a livello nazionale e internazionale tra le autorità pubbliche e quelle preposte all’organizzazione dello sport e delle totoscommesse.

All’incontro in Svizzera partecipano rappresentanti del Consiglio d’Europa, guidati dal segretario generale ThorbjØrn Jagland, del governo svizzero, guidati dal capo del dipartimento federale svizzero per la protezione dello sport Ueli Maurer, del comitato olimpico internazionale e dell’ente per l’anti dopaggio.

 La Convenzione contro la manipolazione delle gare sportive  entrerà in vigore il mese successivo dopo la scadenza dei tre mesi dalla firma di almeno cinque paesi di cui tre membri del Consiglio d’Europa. Essa è infatti aperta a tutti i Paesi europei ed extraeuropei che vogliano aderirvi e non solo ai 47 membri del Consiglio d’Europa, di cui fanno parte anche Paesi extra europei come ad esempio la Russia e la Turchia.

«Il problema» spiega il documento diffuso alla stampa «si è fatto  più acuto nei primi anni del nuovo secolo quando le conquiste tecnologiche e la globalizzazione degli eventi sportivi hanno  fatto aumentare in maniera massiccia i proventi economici delle gare sportive.  La previsione di guadagni ingenti ha così spinto individui senza scrupoli a elaborare tecniche innovative di manipolazione delle gare per il proprio arricchimento illegale. Si pensi ad esempio, spiegano al Consiglio d’Europa, al caso di una semplice qualifica di una squadra di calcio per la Coppa dei Campioni che può rappresentare un ulteriore guadagno di oltre 15 milioni di euro inducendo cosí individui senza scrupoli a cercare di mettere le mani su cospicui gruzzoli con mezzi illeciti. Inoltre l’emergere di un sistema globale di totoscommesse permette puntate in tempo reale da ogni parte del mondo, permettendo quindi a un enorme numero di persone di cercare di trarre dal sistema un significativo beneficio finanziario moltiplicando però il rischio di manipolazioni».

La Convenzione dovrebbe quindi permettere di  prevenire, individuare e punire le manipolazioni delle gare sportive sia attraverso specifiche norme di diritto penale sia con lo scambio di informazioni tra le autorità responsabili, le organizzazioni sportive e gli operatori delle totoscommesse.

Il Consiglio d’Europa ha chiarito che la Convenzione non mira a proibire le scommesse ma a regolarne la diffusione in base agli accordi tra le organizzazioni sportive e gli operatori del settore. Alcuni di essi ad esempio già fissano limiti al livello delle giocate per evitare rovinose conseguenze per gli scommettitori.

E’ difficile dire, affermano al Consiglio d’Europa, se l’aumento delle scommesse clandestine o dei fenomeni più specificamente criminosi sia dovuto alla maggiore attenzione per il fenomeno da parte delle autorità nazionali e internazionali o a un reale aggravamento del fenomeno. Certo è che da quando il Consiglio d’Europa iniziò a lavorare su questo argomento, nel 2009, sono stati studiati 66 casi riferiti dagli organi di stampa avvenuti nei 10 anni precedenti. Nel 2010-2011 sono emersi casi sospetti almeno una volta al mese spesso associati ad attività della criminalità organizzata.

Nel 2012 l’Interpol ha creato un apposito dipartimento per monitorare i casi di manipolazione delle gare sportive e ora denuncia nuovi casi quasi ogni settimana.

Un aspetto importante della Convenzione è la protezione delle vittime e di coloro che denunciano i casi sospetti.

La nuova Convenzione va ad aggiungersi ad altri due documenti correlati: la Convenzione europea per il controllo della violenza negli stadi (entrata in vigore il 1 novembre 1985 appena sei mesi dopo la tragedia dello stadio di Heysel a Bruxelles in cui persero la vita decine di tifosi della Juve) e la Convenzione contro il Dopaggio, entrata in vigore nel 1990,  uno strumento legale di grande importanza per combattere il fenomeno con la creazione di una serie di strumenti comuni per la lotta a questo fenomeno. 

 

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