martedì, Maggio 18

Una festa per commemorare le Guerre Maori? La petizione di un liceo viene ripresa dal capo dell’opposizione Andrew Little

0
1 2


Sydney – All’inizio del 2015 Rhiannon Magee, Tai Jones e Leah Bell, assieme ad altri compagni del liceo di Otorohanga, hanno iniziato a raccogliere firme per poter richiedere l’istituzione di una nuova festività che possa commemorare le Guerre Maori del diciannovesimo secolo. L’idea ha preso forma dopo che diverse classi di studenti sono andate a visitare alcuni dei luoghi in cui furono combattute le battaglie fra gli inglesi e i Maori per il controllo del territorio neozelandese, nello specifico i siti di Orakau e Rangiaowhia. L’esperienza ha lasciato un segno profondo negli studenti, i quali si sono resi conto di sapere molto poco di quel periodo buio della loro storia, chiedendosi come fare per poter diffondere una maggiore consapevolezza riguardo quanto accaduto in passato.

Intervistati, gli studenti hanno reso note le loro intenzioni. Leah Bell ha dichiarato che «Per l’Anzac Day [commemorazione dei caduti Australiani e Neozelandesi in battaglia, NdA]ogni piccolissimo centro abitato, ogni comunità fa qualcosa per festeggiare e commemorare. Questo è esattamente quello che vogliamo per le Guerre Maori»; mentre Rhiannon Magee, la studentessa a capo di quest’idea, ritiene che «Nessuna di noi dovrebbe nascondere il proprio passato. Al contrario, dovremmo affrontarlo e ricordare quanto accaduto» e Tai Jones ha spiegato che «I posti che abbiamo visitato sono solo dei luoghi deserti, ora. Ma 150 anni fa quelli erano i luoghi dove la gente moriva e, poco prima, dove quella stessa gente viveva. È stato così triste venire a conoscenza di quello che gli è accaduto, della distruzione che hanno dovuto affrontare. Visitare quei luoghi è stata un’esperienza triste ma illuminante».

Un anno dopo più di 11.000 firme sono state raccolte, mentre un dibattito ha preso piede nell’intero Paese a ogni livello, coinvolgendo membri della società civile, accademici e politici. Tra coloro che hanno supportato la petizione e la richiesta d’istituire una nuova commemorazione vi sono Tuheitia Paki (Re eletto dei Maori, non riconosciuto a livello costituzionale e legale) e famiglia; Rahui Papa, noto sostenitore della causa Maori; storici e accademici di rilievo come Monty Soutar e Paul Moon, politici e parlamentari quali il capo dell’opposizione laburista Andrew Little, Scott Simpson e, con maggiore scetticismo, David Bennett.

Ma cosa sono le Guerre Maori? È un insieme di battaglie svoltesi tra il 1843 ed il 1872 fra britannici e Maori. Queste si svilupparono in seguito alla firma del Trattato di Waitangi del 1840 -il quale cedeva la sovranità alla Regina d’Inghilterra nella versione inglese e manteneva il dominio Maori, o Tino Rangatiratanga, sulla Nuova Zelanda- includendo anche gli Ngāpuhi, una tribù da sempre stanziata nell’estremo settentrione dell’Isola Nord, oggi sotto i riflettori per la richiesta di maggiore autonomia.

Le prime tensioni derivanti dalla firma del Trattato di Waitangi si ebbero nella Wairau Valley, Isola del Sud, nel Giugno del 1843, mentre il primo conflitto vero e proprio si ebbe nel 1845, quando il capo Maori Hone Heke attaccò l’insediamento di Russell, nell’Isola del Nord. Truppe britanniche vennero inviate da Auckland per contrastare e catturare il capo Maori, ma quest’ultimo esercitò una tale resistenza che furono necessarie nuove milizie locali e l’invio di truppe dall’Australia -insieme alla diplomazia del Governatore George Grey– per arrivare a una soluzione pacifica di quella che è considerata la Prima Guerra Maori.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->