domenica, Settembre 19

Una donna e la sua bacchetta

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Il M° Maria Isabella Ambrosini, una delle poche donne in Italia specializzate in Direzione di Orchestra, è diplomata in Direzione di Coro e laureata in Lettere con indirizzo Storia della Musica. Compositore affermato, dal 1999 è Direttore Artistico e Musicale dell’‘Orchestra Roma Sinfonica’ e del ‘Coro Polifonico della Università degli Studi Roma Tre’ da lei fondati, con i quali ha svolto un’intensa attività concertistica tenendo quasi 150 eventi in Italia e all’estero, e collaborando con l’Orchestra Filarmonica di Stato di San Pietroburgo, l’Orchestra Sinfonica di Mosca, il Festival di Orvieto -Ushuaia Classica- l’Accademia di Santa Cecilia, l’Auditorium Parco della Musica di Roma e la Rai.

Ha inciso per la Rai, Radio Vaticana e Overlook.

Dal 1999 è docente presso l’Università Roma Tre nei seminari interdisciplinari del Dipartimento di Letterature Comparate, e dal 2008 è stata incaricata di tenere un Corso di Alfabetizzazione Musicale presso il DAMS dello stesso ateneo. Dal 2007 è socio fondatore dell’A. C. U -Associazione Cori Universitari.

Al traguardo del 100° concerto con le due esibizioni dell’ottobre 2007 presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma, l’‘Orchestra Roma Sinfonica’ e il ‘Coro Roma Tre’ vantano al loro attivo molti concerti tenuti in collaborazione con realtà musicali e formazioni orchestrali e di grande prestigio, come l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo, l’Orchestra Sinfonica di Mosca, il Festival Orvieto-Ushuaia Classica, l’Accademia di Santa Cecilia, il Teatro dell’Opera di Roma, l’Auditorium Parco della Musica, la RAI e RAI Vaticano.

Nel novembre 2012 l’‘Orchestra Roma Sinfonica’ e il ‘Coro Roma Tre’ sono stati invitati a tenere un concerto presso l’Aula della Camera dei Deputati in occasione delle cerimonia di Commemorazione dei Caduti nelle Missioni di Pace Internazionali, eseguendo il ‘Requiem KV 626’ per soli, coro e orchestra di W. A. Mozart, alla presenza del Presidente della Camera dei Deputati, On. Gianfranco Fini e delle massime autorità dello Stato, trasmesso in diretta televisiva da Rai5.

Per il Giubileo dell’anno 2000, alla Basilica di S. Paolo Fuori le Mura, Coro e Orchestra hanno organizzato una grande manifestazione musicale per celebrare l’apertura della Porta Santa, e nel settembre dello stesso anno hanno animato le Esequie di Stato dell’On. A. Ruberti, celebrate nell’Aula Magna de La Sapienza alla presenza del Presidente della Repubblica e delle massime autorità dello Stato, su incarico dell’Arcivescovo e del mondo scientifico ed accademico.

Nel gennaio 2002 il Coro ha tenuto un concerto per la visita pastorale di S.S. Giovanni Paolo II all’Ateneo di Roma Tre, trasmessa in diretta da Rai Tre, e nel maggio dello stesso anno ha organizzato la ‘Prima Rassegna Internazionale dei Cori Universitari’ ed ha partecipato al ‘Festival de Théatre’ dell’Università di Losanna. Nel dicembre dello stesso anno, Orchestra e Coro hanno eseguito l’oratorio ‘Messiah’ di G. F. Haendel per soli, coro e orchestra, nella Sala Accademica del Conservatorio di Santa Cecilia in Roma e presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi Roma Tre.

Nel novembre del 2003, per le celebrazioni del tricentenario della città, il Coro è stato invitato dall’Università di S. Pietroburgo a tenere una serie di concerti in collaborazione con l’Orchestra di Stato della Filarmonica. Nell’ambito del progetto, realizzato con il sostegno dell’Adisu di Roma Tre, il Coro ha eseguito il ‘Requiem’ di G. Verdi presso la Grande Sala della Filarmonica di S. Pietroburgo.

Nel 2005 il ‘Coro Roma Tre’ ha partecipato alla campagna di raccolta fondi per le popolazioni colpite dallo tsunami indetta dal Comune di Roma, organizzando tre concerti nell’ambito dell’iniziativa ‘Roma Tre per il sudest asiatico’.

Nel settembre 2006, nell’ambito della stagione concertistica organizzata dall’ENEL presso l’Auditorium della Centrale di Montalto di Castro, il Coro ha eseguito in prima assoluta lo ‘Stabat Mater’- per soli, coro e organo – del giovane compositore contemporaneo Marco Giannoni.

Dal 2006 l’‘Orchestra Roma Sinfonica’ e il ‘Coro Roma Tre’ collaborano stabilmente con la cattedra di Estetica Musicale del DAMS di Roma Tre, organizzando concerti in tema con gli argomenti della programmazione didattica: nel dicembre 2006 eseguono un concerto dedicato alla musica vocale di J. Cage nell’ambito del Corso ‘Forme e linguaggi della musica contemporanea’ del Prof. Giovanni Guanti, e nel novembre 2007 un concerto di brani corali di Nietzsche in prima esecuzione europea in occasione del congresso organizzato da Roma Tre per il ventennale della rivista ‘Civiltà Musicale’.

Nella collaborazione intrapresa con le più prestigiose realtà musicali di Roma come il Teatro dell’Opera e l’Auditorium Parco della Musica, Orchestra e Coro hanno prodotto nel giugno 2007 il concerto ‘Il coro nell’opera italiana’ nell’ambito della manifestazione ‘CartaCanta-La Biblioteca all’Opera’ organizzata dal Teatro dell’Opera di Roma e dall’Università Roma Tre, ed i due concerti e il laboratorio di tecnica vocale svoltisi il 7 ottobre presso le sale ‘Risonanze’ e ‘Sinopoli’ dell’Auditorium Parco della Musica, nell’ambito della Festa Nazionale del Diritto alla Musica, promossa dal Coordinamento Diritto alla Musica e dalle Commissioni Consiliari Cultura e Politiche Giovanili del Comune di Roma. In tale occasione, il M° M. Isabella Ambrosini ha diretto l’‘Orchestra Roma Sinfonica’ e il ‘Coro Roma Tre’ assieme ai cori delle Università romane La Sapienza e Tor Vergata e di quella di Cassino, ed ha rilasciato un’intervista durante la trasmissione UNOMATTINA di Raiuno. Nel dicembre 2007 il Coro e i suoi Solisti hanno inciso il brano ‘Salve Domine’ per il nuovo album del trio lirico di fama internazionale Appassionante, diffuso nel 2008 in Europa e negli Stati Uniti.

Qualificatosi ormai come centro propulsore di attività volte all’intensificazione dei rapporti e degli scambi fra le realtà musicali universitarie, il Coro Roma Tre, che assieme ai cori delle Università di Roma di Tor Vergata e della Sapienza ha fondato l’A.C.U. – Associazione Cori Universitari (l’unica associazione che riunisce tali realtà corali), ha organizzato la prima assemblea dell’associazione presso la sede di Piazza della Repubblica di Roma Tre.

Nel maggio 2008, Orchestra e Coro hanno inaugurato presso la Patriarcale Basilica di San Paolo Fuori le Mura le celebrazioni dell’Anno Paolino 2008-2009, eseguendo con l’Alma College Choir del Michigan, USA il ‘Requiem KV 626’, per soli, coro e orchestra di W. A. Mozart. In occasione delle celebrazioni ufficiali del quarantennale della morte di San Pio da Pietrelcina, svoltesi il 23 ottobre dello stesso anno presso l’Auditorium Calandra di Benevento con la partecipazione di Michele Placido, il Coro è stato invitato ad eseguire il medesimo ‘Requiem’, in collaborazione con l’Orchestra EufoniArchE’. Nell’ottobre ha tenuto un concerto nell’ambito della manifestazione ‘La Bibbia Giorno e notte’ svoltasi presso la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme e trasmessa in diretta integralmente da Rai Educational 2. Dal 24 dicembre di quell’anno l’Orchestra e Coro animano la S. Messa della vigilia di Natale presso l’Ostello della Caritas Diocesana ‘Don Luigi Di Liegro’, alla presenza del sindaco di Roma, On G. Alemanno, e delle massime autorità della Provincia e della Regione.

Nel maggio 2009 le due formazioni hanno partecipato alla manifestazione ‘Musica e Scuola insieme per il Futuro’, organizzata presso il Campidoglio dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione in collaborazione con il Comitato Diritto alla Musica. Il 26 novembre hanno tenuto un concerto presso il Teatro Argentina di Roma nell’ambito del convegno ‘Crisi dell’Occidente? Luci e ombre di una idea’ organizzato dalla Diocesi di Roma.

Il 6 gennaio 2010 hanno realizzato per la Provincia di Roma la manifestazione ‘Armonie di Natale’, presso la chiesa di S. Giovanni dei Fiorentini, eseguendo il ‘Gloria R. V. 589’ di A. Vivaldi, per soli, coro e orchestra. Il 30 novembre con l’Orchestra Sinfonica di Mosca il Coro Roma Tre ha partecipato al concerto inaugurale del Festival Orvieto – Ushuaia Classica, tenutosi nella Cattedrale di Orvieto, alla presenza delle massime autorità cittadine e di Ushuaiao. Il concerto è stato registrato da RAITRE ed è stato trasmesso da Sky in tutto il mondo. Il 22 dicembre dello stesso anno Orchestra e Coro hanno organizzato presso il Museo dell’Ara Pacis la manifestazione ‘Et in terra pax hominibus’, con il sostegno di Roma Capitale -Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, e la collaborazione della Sovraintendenza ai Beni Culturali e di Zetema.

Dal luglio 2011 l’Orchestra Roma Sinfonica e il Coro Roma Tre partecipano al Festival Orvieto – Ushuaia Classica, e dal settembre dello stesso anno, con il sostegno di Lazioadisu di Roma Tre, hanno tenuto una rassegna di concerti organizzati per Roma Capitale e la Presidenza dell’Assemblea Capitolina presso i più importanti musei romani, come la Galleria Nazionale di Arte Moderna e le Sale Protomoteca e Pietro da Cortona del Campidoglio.

Nel periodo marzo – aprile 2012, con il sostegno della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e in collaborazione con il Dipartimento Comunicazione e Spettacolo, il Coro ha partecipato alle lezioni-concerto tenute dal M° Isabella Ambrosini per il DAMS di Roma Tre nell’ambito della programmazione didattica dei Professori Giovanni Guanti e Luca Aversano. Orchestra e Coro sono spesso ospiti di trasmissioni televisive quali, ad esempio, UNOMATTINA di Raiuno, ‘Mattina- In famiglia’ di Raidue per la quale hanno eseguito brani natalizi in diretta il giorno di Natale 2004, il progetto ‘Nettuno’ di Raisat e il ‘Tappeto Volante’.

Il repertorio di Orchestra e Coro, che vanta più di 120 titoli, spazia in un arco storico che va dal gregoriano fino alla musica moderna e contemporanea e agli spirituals, comprende opere di grande impegno esecutivo come ‘Carmina Burana’ di C. Orff, il ‘Requiem’ di W. A. Mozart, la ‘Messa da Requiem’ di G. Verdi e il ‘Messiah’ di G. F. Haendel.

M° Ambrosini, com’é essere un direttore donna tra tanti uomini?

La mia esperienza come donna in un mondo di dominio quasi esclusivamente maschile come quello della direzione d’orchestra, si fonda soprattutto sulla ricerca di un continuo equilibrio fra due sensazioni: la prima sensazione, che definirei esaltante, è quella di penetrare quasi pionieristicamente in un territorio vergine come quello dell’espressione femminile del pensiero interpretativo, pensiero che è alla base del lavoro di un direttore; la seconda sensazione invece è quella della necessità di una grande energia e perseveranza che noi donne dobbiamo profondere per poterci affermare in un campo dove il pensiero maschile è stato ed è dominante da sempre.

Lei é anche compositore di musica, che tipo di musiche compone?

Mi ritengo un compositore del 21 secolo, formato e cresciuto con le esperienze compositive delle avanguardie musicali che sono emerse a partire dagli anni cinquanta del secolo scorso, con un predilezione per il genere lirico-sinfonico, e attualmente mi sto dedicando alla composizione di una messa da requiem che spero di completare ed eseguire per la fine del prossimo anno.

Si riconosce la stessa autoritá anche ai direttori femminili o c’é una celata o meno discriminazione?

Purtroppo anche nel campo della Direzione d’Orchestra, e forse molto più che in altri campi, si registra una discriminazione molto forte nei confronti delle donne dovuta, io credo, al fatto che da sempre il mondo della musica è nelle mani quasi esclusivamente, a parte qualche eccezione, degli uomini, non soltanto per quanto riguarda la direzione ma soprattutto per gli altri aspetti della produzione musicale come l’organizzazione dei concerti ed il management delle orchestre e degli enti lirici e musicali in generale.

Come descriverebbe il suo modo di dirigere e il suo comporre musica?

Il mio modo di dirigere e di comporre, di essere cioè musicista nel senso autentico del termine, è profondamente ispirato dall’idea- maturata nei miei lunghi anni di studio della composizione, della direzione, del pianoforte- che la musica sia pensiero di un compositore espresso attraverso il linguaggio dei suoni.

Come tutto il pensiero artistico anche il pensiero musicale deve riflettere la contemporaneità del compositore che lo esprime, per poter far rivivere questo pensiero, del quale nella partitura il compositore lascia soltanto una traccia, è necessaria l’opera di un interprete che può essere, a seconda dei casi, un direttore, un cantante, un pianista, un solista di qualunque tipo, ma che si faccia da tramite nella performance musicale tra il pensiero del compositore e il pubblico, che è il fruitore al quale è indirizzato il messaggio. Questo significa che l’interprete deve leggere nella partitura il pensiero del compositore, analizzarlo e attualizzarlo alla luce delle sue personali conoscenze ed esperienze di uomo che vive nella contemporaneità del suo tempo, e fornire una chiave di lettura che renda vivo e presente il messaggio anche e soprattutto per il pubblico. Posso dire perciò che, sia come compositore che la mia più grande aspirazione come direttore è quella di riuscire ad ottenere, nell’esperienza unica ed irripetibile, nella sua specificità, dell’epifania e pensiero del compositore attraverso la performance musicale, il massimo coinvolgimento del pubblico.

Lei dirige il Coro universitario di Roma Tre da chi é composto e come é gestito questo coro?

Il Coro Roma Tre è composto è composto dagli studenti dell’Ateneo e anche da molti studenti e da giovani diplomati del Conservatorio di Santa Cecilia e di altri conservatori italiani. Nato più di 15 anni come opportunità per gli studenti dell’Università di approcciare la musica attraverso lo studio del repertorio corale e del canto, in questi anni si è indirizzato sempre di più verso un tipo di formazione professionale dei cantori, e oggi possiamo dire il Coro Roma Tre è un vero e proprio Laboratorio per la formazione di artisti del coro e cantanti solisti. Di pari passo con il Coro è nata e cresciuta l’Orchestra Roma Sinfonica, formata da giovani musicisti, con la quale il Coro ha tenuto a oggi quasi 200 concerti in collaborazione con istituzioni di grande prestigio, come l’Accademia di Santa Cecilia e la Camera dei Deputati, e formazioni musicali di grande rilievo come l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo e l’Orchestra Sinfonica di Mosca.

L’universitá RomaTre come si pone nei confronti del coro e cosa fa per sostenerlo?

Il Coro Polifonico dell’Università degli Studi Roma Tre, Coro ufficiale dell’Ateneo dal 1999, rappresenta una delle prime formazioni musicali universitarie italiani che ha conseguito un riconoscimento da parte del Senato Accademico. Il Coro è invitato spesso a partecipare alle cerimonie ufficiali e alla manifestazioni dell’Ateneo, e collabora stabilmente con le Cattedre di Estetica e di Storia della Musica del DAMS di Roma Tre, organizzando concerti in tema con la programmazione didattica. Nell’ottobre di quest’anno inoltre il Coro ha debuttato presso il Palladium, Teatro dell’Ateneo, con i ‘Carmina Burana’ di C. Orff .

Come é la situazione musicale in Italia e nei cori non amatoriali in Italia?

La situazione della musica in Italia è sotto gli occhi di tutti, e di grande attualità in questo momento soprattutto dopo i recenti accadimenti al Teatro dell’Opera: enti lirici in crisi con amministrazioni in deficit, orchestre che chiudono, pubblico in calo e fortemente disamorato- se non addirittura disinteressato- alla musica, e tutto questo anche in conseguenza della decennale indifferenza di una classe politica che non è riuscita a realizzare una riforma che inserisse l’insegnamento della musica nella scuola media, e che invece ha varato una sciagurata riforma dei conservatori che, non tenendo conto della specificità dell’insegnamento della musica, non ha giovato in primis ai conservatori stessi.

Per quanto riguarda i cori degli enti lirici, alcuni dei quali di ottimo livello come quello del Teatro dell’Opera di Roma, mi auguro che non seguano la triste parabola di declino che sta coinvolgendo molte orchestre italiane. Tuttavia a parte i cori degli enti lirici, nel nostro paese però esistevano fino a qualche tempo fa delle formazioni corali d’eccellenza, come il coro Luca Marenzio dell’Accademia di Santa Cecilia, che facevano della musica corale a cappella il loro vanto, delle quali non sentiamo più parlare, o perché sono scomparse o perché il livello è sceso di sotto della soglia della visibilità: è possibile pensare che in Italia, patria della musica vocale e della musica corale, che avuto grandissimi compositori di questo repertorio fra i quali basta ricordare Palestrina, Marenzio, Monteverdi, non esista più una formazione corale professionale in grado di eseguire degnamente la musica di questi compositori, e di portare alla conoscenza del grande pubblico quelle che sono le vere eccellenze italiane nel campo musicale che tutto il mondo ci invidia?

Quanto siamo indietro in campo musicale rispetto all’estero?

Bisogna ammettere che purtroppo il nostro paese, terra di musicisti di immenso valore e patria del melodramma e della musica vocale, sta arretrando sempre di più nel campo musicale, in rapporto invece a tanti altri paesi, come per fare un esempio la Cina e la Corea, dove la cultura musicale e la diffusione della nostra musica italiana stanno avendo un grande sviluppo.

In Italia oggi si registra una situazione molto difficile per la musica: abbiamo teatri lirici in crisi, orchestre costrette a chiudere o a ridurre la produzione, troppi conservatori e una grande quantità di giovani musicisti disoccupati!

Il numero dei conservatori è troppo alto, soprattutto oggi che il numero degli studenti iscritti è notevolmente calato, anche a causa di una riforma che, non tenendo conto della specificità dell’insegnamento della musica, non ha giovato in primis ai conservatori stessi.

Inoltre, eccezion fatta per la riconosciuta eccellenza di alcuni di essi, il livello medio dell’insegnamento impartito è sceso notevolmente negli ultimi anni. Tuttavia il vero problema è che a fronte di un così alto numero di conservatori, che continuano a produrre schiere di diplomati nelle più disparate discipline musicali, in Italia si stanno rapidamente esaurendo le opportunità di lavoro per i giovani musicisti, a causa soprattutto di una politica indifferente ormai da tanti anni alla cultura musicale, che non è riuscita a inserire l’insegnamento della musica nella scuola media superiore -dandole la dignità che le spetta al pari di altre discipline come ad esempio la storia dell’arte- che non sa valorizzare e gestire le eccellenze musicali ancora presenti in Italia-, e tantomeno sa cogliere i nuovi fermenti delle formazioni giovanili che si stanno sviluppando nel nostro paese sull’esempio delle orchestre giovanili sudamericane, e che sta così allontanando sempre di più il pubblico, soprattutto quello giovane, dalla musica ‘colta’.

I giovani musicisti in Italia trovano dunque molta difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro, a causa del progressivo calo della offerta di lavoro dovuto alla chiusura delle grandi orchestre ed alla crisi degli enti lirici e musicali, e questo mentre negli altri paesi, soprattutto in estremo oriente, dove si investe assai di più nella cultura musicale e nella produzione operistica, i nostri musicisti sono molto richiesti. Una seconda difficoltà inoltre è imputabile al tipo di formazione impartita dai nostri conservatori che non contempla né una attività concertistica propedeutica né tantomeno insegnamenti di management musicale, aspetti che sono diventati oggi fondamentali nella costruzione della carriera di un musicista. A ciò si aggiunge un livello molto scarso di comunicazione e di collaborazione fra i conservatori e gli enti lirici e musicali italiani, che non facilita l’inserimento dei giovani diplomati nel mondo del lavoro.

Quali progetti e concerti futuri prevede per il coro? Ce ne parla in anteprima?

Dopo il debutto di ottobre presso il Teatro Palladium, nel quale ho diretto l’Ensemble Percussionistico Roma Sinfonica ed il Coro Roma Tre nei ‘Carmina Burana’ di C. Orff, inaugurerò nel gennaio 2015 con ‘Cavalleria Rusticana’, la nuova stagione concertistica di orchestra e coro al Palladium, con un programma che prevede produzioni operistiche, sinfoniche e lirico-sinfoniche.

In primavera poi cercheremo di bissare il successo del concerto di beneficenza ‘Roma Tre con il Bambin Gesù’ del 23 maggio scorso di quest’anno- tenutosi in Sala Sinopoli, all’Auditorium Parco della Musica-, che ha registrato il tutto esaurito, con una seconda edizione della manifestazione presso la Basilica di San Paolo con in programma la ‘Petite Messe Solennelle’ di G. Rossini per soli, coro e orchestra.

Come considera i recenti accadimenti al Teatro dell’Opera? Crede che la situazione si sia risolta?

La situazione del Teatro dell’Opera di Roma -che conosco abbastanza bene essendo cresciuta in una famiglia dove quella del palco all’opera era una tradizione irrinunciabile, tradizione che io ho conservato essendo tuttora sostenitrice del teatro e titolare di un palco per le prime- a mio giudizio pare emblematica di un certo modo, purtroppo tipicamente italiano, di gestire il nostro patrimonio culturale: la grande sfida per la ripresa del nostro paese, anche a livello economico, si gioca molto sulla nostra capacità di valorizzare l’enorme patrimonio culturale che possediamo, di cui fa parte ovviamente la musica e l’opera, creazione genuinamente italiana. Ma per fare questo occorre tenere presente che la cultura deve essere sostenuta dai fruitori, cioè da pubblico, come avviene da sempre all’estero, e come è avvenuto in Italia con il melodramma che, nato come genere di ‘avanguardia’ nel 1600 a Firenze e destinato ad un pubblico élitario, diventò rapidamente il genere musicale più amato dal pubblico prima di Napoli, poi di tutta la penisola e poi del resto del mondo, facendo la fortuna dei teatri, degli impresari, dei compositori, dei cantanti!

Un teatro come il nostro pur glorioso Costanzi, che da troppi anni pare aver smarrito la bussola dell’obiettivo ‘pubblico’, che non ritenga prioritario coinvolgere ed attrarre i giovani, gli stranieri interessati alla cultura che da sempre affollano la nostra città e gli amanti della musica in generale, con una programmazione costantemente stimolante, fatta di titoli, direttori, allestimenti e interpreti- non importa se classici o contemporanei, giovani o meno- comunque interessanti, e con un numero di spettacoli a stagione almeno al livello della media europea, un teatro come questo, che per questi motivi si rende anche poco appetibile per gli sponsors privati, soprattutto in tempi così difficili, è destinato purtroppo ad una crisi profonda e difficilmente, sic stantibus rebus, reversibile.

 

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