lunedì, Agosto 2

Un ricordo di Sir George Martin, il 'padre' dei Beatles

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Sir George Martin è stato uno dei talenti più versatili e più fantasiosi dell’industria musicale tra i due secoli. L’incontrai a Bruxelles nel 1997, un anno dopo essere stato insignito del titolo di baronetto dalla Regina Elisabetta, quando di anni ne aveva 71, questo personaggio schivo ma preciso nel descrivere il suo rapporto con la musica.  Fu il primo produttore musicale ad essere insignito del “Platinum Award” per le sue realizzazioni nel corso della sua carriera musicale.

Noto come produttore dei Beatles (che seguì fino allo scioglimento del gruppo nel 1970), fu anche musicista, compositore, direttore d’orchestra e scrittore. Al suo attivo la regia di opere teatrali e televisive e la direzione di orchestre sinfoniche in varie parti del mondo. Ha ricevuto premi internazionali da ogni parte del mondo. Si è spento nei giorni scorsi in Inghilterra all’età di 90 anni. Ecco il suo racconto.

Ho 71 anni ma non so cosa sia la musica. Cioè devo ancora imparare”. Eppure: “Non riesco a immaginare un mondo senza musica”. Cioè dalla musica c’è sempre da imparare. E ancora: “Sono stato fortunato perché non ricordo un periodo della mia vita senza musica”. “Negli anni ’40 la musica non era qualcosa da prendere in considerazione come carriera, e per questo io l’ho presa in considerazione”.

Ma come ha iniziato allora?

Un giorno (nel 1955, ndr) mi hanno chiamato alla EMI (la multinazionale britannica della cosiddetta musica leggera, all’avanguardia nell’incisione di dischi di vinile ndr) per suonare l’oboe. Di giorno lavoravo alla BBC e la sera li’, suonavo per l’opera di Gilbert and Sullivan (librettista e compositore britannici di epoca vittoriana famosi per le loro operette, ndr). Ora non suono più l’oboe. (Sarà George Martin a introdurre negli spartiti dei Beatles strumenti musicali mai prima usati nelle composizioni rock, come l’oboe e il violino, ad esempio ndr)

E la sua attività di produttore?

Ho iniziato come produttore di musica classica. Non sapevo niente di dischi ma molto di musica. Così ho lavorato con gente leggendaria. Peter Ustinov ad esempio: lui amava il rock e ho composto un pezzo per lui imitando lo stile dell’opera. Alla EMI hanno pensato che mi fossi ammattito. Ma il disco è stato prodotto ed ha avuto successo. Ho così approfondito il settore dell’insolito, ho analizzato quello che c’era di disponibile e ho conosciuto altri attori: Elizabeth Taylor ad esempio. Era deliziosa. C’era anche Peter Sellers con lei e The Goons (un gruppo britannico che lanciò lo stile della commedia musicale in voga fino all’inizio degli anni 1960 di cui faceva parte anche Peter Sellers, ndr). Iniziai così a produrre dischi di commedie musicali. Con il gruppo “Beyond the fringe” abbiamo prodotto un disco che si è piazzato al primo posto nella classifica delle vendite.

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