martedì, Settembre 21

Un referendum per tutti Come ad Hong Kong ora anche Macao vuole il suffragio universale per l’elezione del proprio Presidente

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macao

Bangkok – Un referendum popolare sulla materia delle riforme elettorali è in fase di discussione in un’altra delle cosiddette Regioni Amministrative Speciali SAR della Cina, si tratta di Macao, dopo il voto non ufficiale tenutosi nello scorso mese di Giugno a Hong Kong.

Tre gruppi attivisti, Coscienza Macao, Macao Dinamiche Giovanili e Società Aperta Macao hanno formato una “Commissione per gli Affari Elettorali sul Referendum Popolare 2014 sulle Elezioni Esecutive Principali” in unione con la quarta elezione esecutiva di Macao del 31 Agosto.

Programmato per essere tenuta tra il 24 ed il 31 Agosto, il referendum chiede ai votanti se sostengono il suffragio universale per i cittadini di Macao per l’elezione esecutiva principale del 2019 ed allo stesso tempo se hanno fiducia nel candidato unico in occasione del voto principale esecutivo del 2014, attualmente a ricoprire quel ruolo di Capo Esecutivo Nazionale è Fernando Chui.

Nessun altro candidato ha annunciato le proprie intenzioni in termini di partecipazione alle elezioni. Vi dovrebbe essere un contendente per il principale ruolo direttivo della città ed il referendum dovrebbe appunto chiedere ai cittadini quale candidati essi preferiscono.

Macao, l’ex colonia portoghese posta a circa un’ora di traghetto da Hong Kong, è stata ufficialmente restituita alla Cina il 20 Dicembre 1999. Ribattezzata “La Montecarlo d’Oriente”, oggi è famosa in tutto il Mondo per il turismo finalizzato al gioco d’azzardo. In un processo simile a quello di Hong Kong, il suo massimo leader viene eletto ogni cinque anni da una commissione elettorale di 400 componenti. La Commissione, che si compone di rappresentanti di vari settori di Macao, nomina anche i candidati per l’elezione esecutiva principale.

Nello spiegare il bisogno del referendum popolare, la commissione per il referendum ha sottolineato che le Nazioni Unite hanno proposto una specie di transizione verso il suffragio universale ed equitario nelle sue osservazioni conclusive del 2013 su Macao.

Per “universale” si intende che il diritto al voto dovrebbe essere consentito alla generalità dei votanti di Macao. “Ognuno dovrebbe poter prendere parte alle elezioni del proprio leader” c’è scritto nel sito web ufficiale della coalizione dei gruppi attivisti. “Equo” vuol dire che il diritto alle selezioni dei nominativi dei candidati dovrebbe essere aperto a tutti i cittadini, per assicurare ad ognuno la possibilità di poter partecipare alla possibilità d’esser eletto, così come garantito dagli Accordi”. La Commissione ha affermato che i risultati del referendum popolare non avranno alcun effetto legale mentre il suo impatto politico dipenderà dall’affluenza.

Si consiglia anche vivamente alla popolazione di cogliere al volo l’opportunità di votare e sperimentare l’esercizio dei diritti civili come essa merita, aggiungendo che i residenti di Macao sui 16 anni sono accreditati al voto nel referendum popolare. In ogni caso, le Autorità di Macao hanno sminuito la valenza del referendum popolare, affermando che non ha alcuna base legale costituzionale, è da considerarsi già da ora illegale e senza validità.

 

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