Un referendum contro le trivellazioni

«A mio pare si accorgeranno, più passa il tempo, che non conviene continuare su questa strada. Dopo l’enciclica del Papa e la Cop21 chi mai, fra i politici, insisterà su questo campo?» Vincenzo Balzani coordinatore del comitato ‘Energia per l’Italia‘ e professore emerito dell’Università di Bologna e accademico dei Lincei, non ha dubbi sul fatto che le politiche governative non possono più puntare sull’estrazione ma, al contrario, dovrebbero puntare sulle energie rinnovabili (e non solo), e quindi favorevole ad un Referendum contro le trivellazioni nelle acque territoriali.

«Economicamente è assurdo continuare così. Se andiamo più nel dettaglio i combustibili fossili prima o poi finiranno. Anzi prima che finiscano, dobbiamo terminare noi di usarli. Nessuna si ricorda degli 84 mila morti di cui si parlava qualche giorno fa? Morti a causa dell’inquinamento. Il nostro Presidente del Consiglio dovrebbe rottamare il carrozzone dei combustibili fossili, perché è destinato a finire. In Italia ci sono piccolissime riserve di petrolio, per circa 17 mesi. Noi non possiamo garantirci l’indipendenza. Qui c’è un passato compromettente. Ad esempio Prodi l’anno scorso ha scritto un articolo su ‘Il Messaggero’ in cui diceva che l’Italia galleggia su un mare di petrolio. Questo è un messaggio sbagliato. Innanzitutto non è vero, è una quantità minima. Poi non possiamo dire alle persone ciò, dovremmo dire il contrario di consumare di meno. Lo ripeto sono messaggi pericolosi e molto erronei».

«Il Ministero dell’Ambiente è come se non ci fosse. Noi siamo 22 professori bolognesi uniti in Energia per l’Italia, che dopo aver visto la strategia energetica nazionale, che il Governo ha preso dal precedente governo Monti, una strategia basata sullo sviluppo dei combustibili fossili e pochissimo sulle rinnovabili. Abbiamo scritto a Renzi e non solo, per avere un incontro nel quale spiegare che non è proprio il caso di continuare ad insistere in questa direzione. Il futuro non è  lì. Siamo riusciti a parlare con il presidente della Regione Bonaccini, che è un sostenitore delle trivellazioni. Ma niente. Ho anche chiamato Galletti. La sua risposta è stata che lui no  è il Ministro dell’Energia ma dell’Ambiente. Questo dice tutto. E’ giusto, in questo contesto, proporre questo referendum contro le trivellazioni. L’Enel sta cambiando le politiche energetiche, l’Eni assolutamente no. Non è più possibile pensare oggi di fare una nuova centrale a carbone ma anche petrolio o gas. La politica si deve convincere che bisogna cambiare direzione: le trivellazioni non sono la risposta».

«Adesso tutti i fondi di investimento internazionali disinvestono dal petrolio e dal carbone, perché non renderanno più. Anche le agenzie di rating hanno dichiarato che le Nazioni saranno giudicate anche in base alle loro politiche energetiche. Una Nazione che continua ad investire sul petrolio prima poi si suicida».