mercoledì, Ottobre 27

Un oceano di guai per i contribuenti americani L'inchiesta di Beth Daley del NECIR sulla vulnerabilità geografica e i risarcimenti negli USA

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Oceano Oceanside Drive

In un momento come questo, in cui l’Italia si riscopre, nuovamente, vulnerabile agli eventi climatici, la tragedia di Senigallia riporta alle cronache eventi visti, solo qualche mese fa, in Sardegna. Prima ancora, la piaga delle alluvioni, aveva colpito altre zone dello Stivale.
La vulnerabilità geografica, unita agli strascichi della crisi economica che ha spesso fatto passare in secondo piano lo sviluppo di una strategia forte di prevenzione da parte delle amministrazioni cittadine, inizia a fare i conti con un aumento dei fenomeni ambientali estremi collegati agli stravolgimenti climatici.

Come stanno affrontando tali difficoltà in aree a forte impatto ambientale?  Come operano le Amministrazioni straniere nella tutela della cittadinanza esposta a fenomeni di questo tipo?

L’Indro’ riporta in seguito un’inchiesta realizzata dalla Collega statunitense Beth Daley, giornalista al New England Center for Investigative Reporting, che alcune settimane fa, ha suscitato l’attenzione dei media americani come ‘Msnbc’.

 

Scituate – Più e più volte, l’Atlantico ha preso di mira il ‘48, Oceanside Drive’. Quasi quattro decenni fa, si è scagliato contro la casa spazzandone via le fondamenta. Tredici anni dopo, l’acqua dell’oceano è filtrata attraverso il tetto durante un ‘nor’easter’ [tempesta provieniente dal nord est, ndr]. Sempre più spesso il mare ha catapultato rocce della grandezza di un pompelmo attraverso le finestre della casa vacanza nella quale un ex proprietario aveva installato vetrate antiproiettile. Almeno nove volte la proprietà ha subito notevoli danni a causa delle inondazioni dovute alle tempeste costiere. E ogni volta, il Governo federale ha aiutato i proprietari nelle ricostruzioni tramite i fondi del National Flood Insurance Program.  Il fondo ha sovvenzionato i premi assicurativi destinata alla casa in oggetto e nel 2005 ha concesso ad un proprietario $ 40.000 per  l’elevazione dell’abitazione. Ora, l’attuale proprietario dell’ immobile, del valore di 1,2 milioni dollari, starebbe facendo richiesta per quello che gli esperti in costruzioni definiscono un progetto il cui valore potrebbe essere di $ 80.000 o più, sovvenzionato dal Governo federale, per il nuovo sollevamento della casa.

Quella del ‘48 Oceanside Drive’ è  una storia tormentata con il mare -gli incentivi discutibili che il Governo ha distribuito nel corso dei decenni là- hanno creato un problema gigantesco, ed il Congresso dibatte la riforma dell’assicurazione da alluvione: cosa dovrebbero fare gli Stati Uniti riguardo le proprietà che il mare tenta incessantemente di ingoiare? “Abbiamo sempre saputo che era un’area insostenibile“, ha detto David Cooney, 75 anni, oncologo del Maryland che ha venduto la casa, gravemente danneggiata, dopo la Tempesta Perfetta del 1991.

La saga di ‘48 Oceanside Drive’ e il mare si ripete in tutti gli Stati Uniti. Ci sono 534 immobili, solo nel New England, che sono considerati ‘Proprietà  a Grave Rischio di Danneggiamento Ripetitivo’, secondo la Federal Emergency Management Agency, che gestisce il programma di assicurazione. Spesso, queste proprietà assicurate dal NFIP, hanno avanzato quattro significative richieste di risarcimento danni dovuti ad alluvione -di cui due entro un decennio. A livello nazionale sono circa 12.000. 112 di loro sono situate nell’area di Scituate. Nel corso degli anni, tali proprietà hanno denunciato 689 danneggiamenti. Il totale dei sinistri ammonta a  21,3 milioni dollari, secondo la FEMA. Alle denunce non segue alcuna perizia.  Che i proprietari siano ricchi, poveri, o appartenenti alla classe media, l’assicurazione contro le inondazioni della FEMA è stata studiata per aiutare tutte le proprietà a rischio di inondazione, a prescindere dallo status economico.

Il programma di assicurazione, che ha avuto inizio nel 1968, dopo che le compagnie di assicurazione private avevano ​​in gran parte abbandonato le polizze di inondazione a causa dei rischi ricorrenti, è stato inizialmente progettato per ripagarsi da sé. Ma una serie di tempeste di rilievo, ad iniziare dall’uragano Katrina, nel 2005, hanno determinato l’impossibilità di tenere il passo con i versamenti da parte dei contraenti. Oggi, il programma è in debito di circa 24 miliardi di dollari, ed i contribuenti sono chiamati a pagarne il conto. Tale deficit è previsto ampliarsi nei prossimi anni, in quanto i livelli dei mari sono in aumento e le tempeste sono previste intensificarsi causa il cambiamento climatico. Le acque atlantiche da nord di Boston a Cape Hatteras, North Carolina, stanno innalzandosi 3-4 volte più velocemente che nel resto del mondo, secondo gli scienziati federali. Miliardi di dollari di proprietà sono in prima linea.

Proprietari di case, come quella al 48 Oceanside Drive, hanno tutto il diritto di usufruire dei programmi previsti dal Governo per proteggere le proprietà. La questione è se, in un momento di crescenti maree e deficit alle stelle, il programma di assicurazione da alluvioni crei incentivi che contravvengono sia l’ordine pubblico che il buon senso. Tali preoccupazioni hanno portato il Congresso, nel 2012, ad eliminare gradualmente le sovvenzioni ed aumentare i premi in modo tale da riflettere i veri rischi del vivere in case a rischio di inondazione.

Come la legge  -derivata dalle nuove mappe delle zone a rischio idrogeologico-  evidenzia, il Governo federale vorrebbe alzare i tassi di assicurazione per centinaia di migliaia di proprietari di case statunitensi. Il doppio-taglio ha creato un contraccolpo politico e molti esponenti, compresi quelli del New England che inizialmente hanno votato a favore della nuova legge, ne sostengono ora  il ritardo o il ritiro. Il Senato lavorava al disegno di legge nella prima metà di marzo, in ottica di aumento dei premi ma non così rapidamente come la legge del 2012 prevedeva.  Mentre gli aumenti potrebbero colpire maggiormente le proprietà classificate seconde case, i loro proprietari potrebbero ancora beneficiare di sovvenzioni consistenti per elevare e fortificare le case, senza che venga fissato nessun limite al numero di volte a cui una proprietà può accedere ai risarcimenti. “E’ come una barca con un buco sul fondo, essa (la National Flood Insurance Program) deve essere abbandonata”, ha detto Seth Kaplan, vice Presidente per la politica e l’avvocatura sul clima al Conservation Law Foundation, un’organizzazione no-profit con sede a Boston. “Rimane a galla solo fino a quando il Governo è disposto a metterci i soldi dei contribuenti”.

FEMA dice che le identità di coloro che hanno ricevuto sussidi, pagamenti di sinistri e sovvenzioni per la messa in sicurezza delle loro case, sono confidenziali. Il Centro New England for Investigative Report (NECIR) è stato in grado di ricostruire gran parte della storia di 48 Oceanside Drive attraverso le concessioni edilizie cittadine, i verbali delle commissioni di conservazione, gli archivi comunali ed una serie di interviste con precedenti ed attuali proprietari della casa. Mentre i proprietari non erano in grado o non vogliono condividere informazioni riguardo premi o sovvenzioni esatti, la domanda totale e le sovvenzioni concesse alla  proprietà nel corso degli ultimi 35 anni probabilmente supera i 750 mila dollari, stando alle le stime NECIR.

Il Senatore del Massachusetts Marc Pacheco, un ‘taunton’ democratico, ha presentato un disegno di legge nel mese di gennaio che offre un approccio alternativo: creare un fondo per riacquistare le proprietà dai proprietari disposti a vendere. Non vi è ancora alcun meccanismo di finanziamento di questo fondo, Pacheco dice di essere impegnato a studiarne uno. “Molto deve essere fatto perche non si ricostruisca nelle aree”, ha detto.

Trattenendo IL MARE

Harold Cooney, ragioniere di successo di Arlington, Massachusetts, non ha mai imparato a nuotare, ma ha sempre voluto una casa vista con sull’oceano. A metà degli anni ‘50, ha comperato una seconda casa composta di cinque camere da letto in Scituate, per la moglie ed i quattro figli, secondo David Cooney che è uno dei suoi figli, e stando ai documenti catastali.

La casa Harold è stata ricostruita una volta dopo essere stata distrutta da un incendio. David ha comprato la casa dopo la morte del padre. Un anno dopo fu distrutta insieme ad altri 188 in città, a causa del Blizzard del ’78.
In conseguenza Cooney ha ricevuto un risarcimento federale, di cui non riesce a ricordare l’esatto importo. Ha così costruito una casa bifamiliare  -che sperava sarebbe stata la sua casa per la vecchiaia- che si affaccia sull’Atlantico. Egli fortificò la casa con le persiane sicure ed elementi di design per permettere all’acqua di scorrere liberamente sotto di essa. Nuovamente, nel 1991 fu gravemente danneggiata e Cooney giunse alla conclusione che la casa sarebbe  stata colpita ancora e ancora. Così ha venduto.

Oggi, i funzionari della città sostengono che probabilmente la lottizzazione sviluppata di fronte all’oceano a Scituate non sarebbero mai dovuta essere edificata. Geografia e sfortuna hanno voluto che la costa si trovasse perpendicolare al mare, con poche barriere a separarla dal mare aperto per rallentare l’avanzamento delle onde di tempesta. Quando queste onde arrivano, si infrangono sulle dighe e scaricano l’acqua -insieme con massi-  sulla terra, dice Richard W. Murray, un consigliere comunale di Scituate e professore Scienze della Terra e Ambiente presso la Boston University. “E ‘il motivo per cui le persone sono dotate di persiane in acciaio sulle loro finestre”, ha detto Murray. “Ci sono sassi della misura di un piede che volano fin giù raggiungendo aree sensibili“.

Joseph Pizziferri, prossimo proprietario della casa, dice di aver speso 155 mila dollari per le riparazioni della casa danneggiata, tra cui travi in ​​acciaio. “Ho provato di tutto”, ha detto, ma comunque sono stato colpito tre volte. Considerato che i danni da alluvione stanziati per ogni tempesta, di solito sono limitati a $ 250.000 o meno per ogni edificio e non bastano a coprire tutto, Pizziferri ha detto che spesso ha dovuto mettere mano ai propri risparmi per riparare i danni. Stanco delle costante ricostruzioni, ha venduto la proprietà nel 1999 per 465 mila dollari a Donald F. Craig Jr., un ragioniere di Quincy, e sua moglie. A Craig è stato inizialmente fatturato un importo vicino ai 12 mila dollari per i premi di assicurativi da alluvione, ma ha detto di essere in grado di quasi dimezzare l’importo in quanto la struttura rispetta la clausola di salvaguardia -integrata al codice basato su mappe delle alluvioni in vigore al momento della costruzione. Craig ricorda anche di aver usufruito dell’ assicurazione due o tre volte. Ha deciso di elevare, espandere e proteggere la casa: ha usato travi 2×8 nelle pareti che si affacciano sull’oceano e per aumentarne la resistenza ha anche installato vetri antiproiettile da tre quarti di pollice ad alto impatto per fermare l’oceano. Mentre ha pagato di tasca propria per l’espansione, il Governo federale ha finanziato l’elevazione: poco meno di 40 mila dollari secondo i documenti governativi ottenuti da NECIR.

La storia delle sovvenzioni al 48 Oceanside Drive resta poco chiara, poiché i proprietari non ricordano o rifiutano di rivelare i dati a riguardo. Tuttavia, specialisti delle assicurazione, dicono che è probabile che, dopo l’espansione del 2005, la casa non abbia usufruito di agevolazioni sulla polizza. Studi economici dimostrano che, per ogni dollaro speso per elevare o proteggere gli edifici dalle inondazioni, si riducono le perdite future di $ 4 o più. Ma l’elevazione eseguita da Craig -superiore a quella che il Governo federale e la città ritengono obbligatoria- non è stata comunque sufficiente: da quando ha venduto a Gary e Margaret Motyl, della Florida, nel 2007, per $ 1,2 milioni, la casa è stata colpita due volte da tempeste che, più di recente nei primi mesi del 2013, hanno causato 160 mila dollari di danni, secondo una ricostruzione per cui è stata richiesta autorizzazione comunale.

Oggi, Margaret Motyl è in attesa di appurare se il Governo federale pagherà per elevare nuovamente la sua casa di vacanza. Motyl precisa che lei e suo marito avevano pagato più di 50.000 dollari di tasca propria per riparare il muro a mare posteriore alla struttura, che protegge anche la strada comunale e altre proprietà. Era preoccupata che se la storia della sua casa fosse finita sulle cronache la sua domanda alla FEMA potesse essere compromessa. Il Defunto marito di Motyl, Gary, è stato responsabile degli investimenti del Templeton Global Equity Group e presidente di Templeton Investment Counsel. L’assicurazione federale per le alluvioni comunque non è vincolata al reddito.

Annullare un’eredità

Non tutte le proprietà che hanno subito perdite gravi e ripetute, o che sono seconde case, sono di proprietà dei ricchi. Sono questi proprietari di case che hanno scarse possibilità di pagare gli ingenti aumenti dei premi derivanti dalla legge 2012 e dalle nuove mappe alluvionali. Senza agevolazioni -o contributi per l’elevazione della proprietà- hanno poche opzioni, come sostenuto dai politici locali. Questa fascia di proprietari è responsabile del ritardo della promulgazione della legge a Washington.

Coloro che possiedono seconde case, che nel frattempo continuano ad usufruire dei risarcimenti, dicono che semplicemente si avvalgono di un programma promosso dal Governo.

La seconda casa di Doris Privitera a 121 Turner Road, che paga un tasso di assicurazione agevolato, viene elevata con un fondo FEMA che pagherà il 90 per cento del costo. Lei e suo marito hanno acquistato la casa 45 anni fa.
Il programma assicurativo alluvionale “è controverso” ha detto, notando che il suo vicino aveva chiesto come mai FEMA stesse elargendole i suoi fondi di elevazione, così anche lui ha sottoscritto la domanda d’accesso. “Se è giusto che i contribuenti paghino? E ‘una cosa difficile da dirsi in quanto proprietario beneficiario“, ha detto, notando, però, che l’elevazione avrebbe fatto risparmiare sulle ricostruzioni future.

Alcuni esperti costieri sostengono che gli incentivi devono cambiare per incoraggiare le persone a lasciare le case che continuamente vengono  colpite; magari dando agevolazioni fiscali per spostarsi, negando l’assicurazione dopo un certo numero di sinistri o  incentivando acquisizioni volontarie. Nonostante la FEMA abbia acquistato oltre 20.000 immobili negli Stati Uniti dal 1993, non si è rivelato un programma popolare  lungo la fascia costiera.

Rachel Cleetus, anziano economista del clima per l’Union of Concerned Scientists, un gruppo di ricerca e di advocacy con sede a Cambridge, ha detto che la legge di assicurazione alluvionale che il Senato è incline a votare, prende misure importanti per portare i premi assicurativi in ​​linea con il rischio di gravi danni alle proprietà di stampo ripetitivo alle proprietà. Ha suggerito che l’aggiunta di un buon programma su base reddituale  -che agevoli le fasce a basso reddito- potrebbe aiutare ad ammortizzare il colpo finanziario per le famiglie che non possono permettersi un aumento dei tassi. “Queste proprietà stanno diventando un problema sempre più grande per il futuro, soprattutto se consideriamo l’inalzamento dei livelli dei mari”, ha detto Cleetus. “Non possiamo cambiare il passato, ma c’è la possibilità di fare meglio in futuro”.

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Il Centro New England for Investigative Reporting (NECIR) è una Redazione senza scopo di lucro con sede presso la Boston University e WGBH TV e Radio.
Oceans of trouble for U.S. taxpayers’ di Beth Daley è pubblicato in esclusiva per l’Italia da ‘L’Indro’, tradotto dal curatore delle relazioni internazionali con i media Maurizio Porcu.

 

 

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