mercoledì, Aprile 21

Un nuovo Sarkozy? field_506ffb1d3dbe2

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Parigi – Prima un post su Facebook e poi una lunga intervista andata in onda la scorsa domenica su France 2. Con questa doppia mossa, Nicolas Sarkozy ha finalmente annunciato il suo ritorno sulla scena politica francese. Dopo mesi di falsi proclami, voci di corridoio e appelli da parte dei suoi fedelissimi, l’ex Presidente della Repubblica Francese ha ufficializzato il suo rientro. «Dobbiamo far emergere nuove risposte dinnanzi alle preoccupazioni dei francesi» si legge sulla sua pagina personale. Tutta la Francia si sta chiedendo quale tattica adotterà per fornire risposte adeguate. La curiosità sul suo nuovo programma cresce di giorno in giorno e gli opinionisti hanno già cominciato a fare previsioni sulle sue prossime mosse. A nulla sembra essere servita la sconfitta ricevuta due anni fa contro Hollande e gli innumerevoli scandali che l’hanno coinvolto in questi anni: Sarko sembra essere determinato e pronto a riprendere in mano le redini del suo partito, definito da lui stesso la sua “famiglia politica”.

La prima sfida con cui si dovrà misurare sarà l’elezione per il Presidente del partito prevista per il 29 novembre. A questa, seguiranno le primarie del 2016 per designare un rappresentante dell’UMP da portare alle presidenziali l’anno successivo. Abbiamo interpellato il politologo Jean Petaux, professore all’Istituto Science Po di Bordeaux, che ci ha spiegato in questa intervista cosa è realmente cambiato in Nicolas Sarkozy e che tipo di strategia adotterà nei prossimi mesi.

 

Sarkozy ha detto di aver capito dagli errori compiuti in passato e che è pronto a tornare sulla scena politica. Cosa è realmente cambiato?

Faccio parte di quella folta schiera di persone che crede che in realtà Nicolas Sarkozy non sia cambiato di una virgola. Si tratta di un opportunista nel senso più profondo del termine: ha sempre cavalcato l’onda del momento indipendentemente dal colore politico o dall’idea legata a essa. Ascoltando la famosa intervista di domenica scorsa su France 2, è possibile ritrovare alcuni elementi già presenti nei discorsi del 2012: l’immigrazione, la revisione del trattato di Schengen e le regole imposte da Bruxelles.  Nel caso in cui si dovesse presentare alle prossime presidenziali nel 2017, sarebbe capace di rifare gli stessi errori di 5 anni fa.

In quel caso quale fu il principale sbaglio?

Nel 2012 l’allora Presidente della Repubblica sottovalutò le capacità di Hollande, ritenendolo un avversario non all’altezza della situazione. Il risultato di quelle elezioni deve esser visto più come una sconfitta di Sarkozy che come una vittoria del Partito Socialista. Gli elettori ne avevano abbastanza della politica portata avanti dal leader del centrodestra e per questo optarono per l’altro candidato.Questo spiegherebbe anche lo scarso successo di Hollande in termini di popolarità: il PS è salito al potere grazie agli sbagli del suo avversario.

Con l’avanzata del Front National, come si posizionerà Sarkozy rispetto a temi come l’immigrazione e l’Europa? In passato ha  utilizzato toni molto forti su questi argomenti. Riprenderà la sua linea dura o si ”ammorbidirà” per risultare meno estremo?

Nel 2007 ha completamente ignorato il Front National riuscendo comunque ad accaparrarsi i voti dell’elettorato di estrema destra. Nel 2012, invece, lo ha combattuto assumendo in alcuni casi toni più estremi di Le Pen. Anche se è ancora troppo presto per fare previsioni per il 2017, Sarkozy potrebbe sostenere tematiche care all’estrema destra per rubargli ancora una volta gli elettori o potrebbe ignorare certe posizioni per concentrarsi sul pubblico centrista e, eventualmente, recuperare una parte dei sostenitori di Hollande delusi dalla politica del Partito Socialista. La sua linea si definirà nel tempo a seconda degli effetti che  certe proposte avranno sul pubblico. Questo significa che in un primo momento il leader dell’UMP si limiterà a lanciare alcune idee per studiare le reazioni dell’opinione pubblica.

Durante un’intervista a France 2, Sarkozy ha accuratamente evitato di rispondere ad una domanda riguardante la legge Taubira sui matrimoni omosessuali. Questo atteggiamento  ha provocato una pioggia di critiche, sia da parte dei  favorevoli che dei contrari. In futuro potrebbe proporre l’abolizione di questa legge?

Questo punto verrebbe inserito nel suo programma solo nel caso in cui gli portasse dei voti. Il suo è un approccio pragmatico, quasi camaleontico: Sarkozy non si fa alcun problema a cambiare colore a seconda del luogo in cui si trova. Ogni sua mossa è dettata da un ritorno in termini elettorali e non certo ideologici.

Sarkozy ha già avuto l’appoggio di molti nomi importanti del partito, come Jean François Copé e Christian Estrosi . Si può affermare che ha ormai ipotecato la vittoria delle primarie?

Bisogna fare una distinzione tra le elezioni per presidenza dell’UMP e l’organizzazione delle primarie aperte. Per la prima, che si svolgerà tra qualche settimana per scegliere il nuovo presidente del partito, Sarkozy non dovrebbe avere particolari problemi, anche se non riuscirà certo a ottenere gli stessi risultati del 2004. Per quanto riguarda invece la seconda, che nominerà il candidato dell’UMP da presentare nel 2017, il risultato non sarà così scontato. Secondo recenti sondaggi, Sarkozy può contare sull’appoggio degli aderenti al partito, ma non si può dire la stessa cosa  dei simpatizzanti, ancora diffidenti nei suoi confronti.

Al di là di alcuni fedelissimi come Frederic Pechenard, Michel Gaudin e Brice Hortefeux, nella nuova equipe di Sarkozy  si affiancheranno molti giovani trentenni sconosciuti al grande pubblico. Un ”restyling” dovuto alla necessità di rinnovare la propria immagine o una scelta naturale dettata dall’inizio di un nuovo corso politico?

Inserire volti nuovi e giovani nella sua squadra è una scelta obbligata  dal bisogno di svecchiare l’immagine del partito. Sarkozy ha sempre avuto voglia di apparire come ‘’il capo dei capi’’: una sorta di padrino al di sopra di tutti che distribuisce i  ruoli e organizza le diverse funzioni all’interno del gruppo. Non bisogna poi dimenticare che l’ex Presidente si è sempre circondato di ex-poliziotti, un fattore che secondo me non dovrebbe essere trascurato. Frédéric Péchenard, suo amico di vecchia data che è stato capo della Polizia dal 2007 al 2012, e Michel Gaudin, ex prefetto della Polizia di Parigi, sono due esempi che rendono bene l’idea di questo particolare vezzo.

Anche il modo di comunicare sembra essere cambiato. Sembra che adesso utilizzi molto social network e siti internet. A cosa è dovuta questa novità?

Questo rientra in quel pragmatismo di cui le parlavo prima. In passato Sarkozy ha letteralmente prosciugato le casse del partito e ora deve fare molta attenzione alla gestione del budget. Internet ha il vantaggio di essere diretto ed economico: due qualità essenziali vista la situazione finanziaria in cui versa in questo momento l’UMP.

Che influenza avranno gli ultimi scandali sulla candidatura di Sarkozy?

Quelli scoppiati quest’anno potrebbero essere il vero tallone d’Achille di Sarkozy. Anche se nell’intervista su France 2 si è dichiarato ancora una volta totalmente estraneo ai fatti, la sua immagine di leader ne è uscita comunque rovinata. Se non è stato capace di gestire i conti del suo partito, come potrà risolvere il deficit dell’intera nazione? Questa è una domanda che i francesi si porranno in maniera naturale e che influenzerà  il risultato delle prossime elezioni. Ad oggi ci sono una decina di giudici che stanno seguendo 6 casi differenti. Se Sarkozy riuscirà a uscire pulito da queste inchieste sarà un vero miracolo.

Prima di pensare alle presidenziali, Sarkozy dovrà occuparsi dell’UMP, attualmente in crisi dopo i tanti scandali e le differenti correnti interne in lotta tra loro. Quali saranno le prime misure da adottare per ricompattare il partito?

Prima di tutto cercherà di cambiare l’immagine del centrodestra, cosa che ha già cominciato a fare visti i nuovi nomi all’interno della sua equipe. Dopo questa apparente ‘’trasformazione’’, sarà più facile per lui presentarsi come nuovo presidente dell’UMP.  

Quale sarà l’atteggiamento di Sarkozy nei confronti del partito centrista dell’UDI?

Secondo i sondaggi, l’elettorato di centro non si è ancora riconciliato con l’ex Presidente. Sarà veramente dura per lui riuscire a riconquistare quella fetta e per farlo dovrà lavorare molto su alcuni temi  cari all’UDI.

Come ad esempio quali?

L’Europa è forse l’argomento principale. Ultimamente Sarkozy ha attaccato apertamente Bruxelles  dichiarando che per far ripartire l’economia del paese non bisogna sottostare alle regole imposte dall’Europa. Idee in netto contrasto con quelle del centro, che storicamente si inserisce nella tradizione radicale europea.

Che strategia dovrebbe adottare il PS di fronte al ritorno del suo vecchio rivale?

Invece di cercare un freno alla forte crisi economica, tutti i partiti europei perdono il loro tempo ad attaccarsi l’uno con l’altro. Per il PS il ritorno di Sarkozy dovrebbe essere considerato come un dono dal cielo. Non dovrebbe essere difficile contrastare un avversario già battuto in passato e per giunta implicato in molteplici scandali.

 

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