sabato, Ottobre 16

Un nuovo Presidente per una nuova Ucraina Votazioni tormentate, vittoria di Poroshenko

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Poroshenko ucraina

Leopoli – Per la prima volta le elezioni in Ucraina si sono svolte nel bel mezzo di una profonda crisi nazionale e internazionale e in una difficile situazione vissuta dalle regioni del Donetsk e Lugansk, condizioni in cui la ‘guerra non dichiarata’ e la guerra dell’informazione minacciavano lo svolgimento della competizione elettorale. Sabato 24 il capo dell’amministrazione centrale dell’ufficio del procuratore generale ucraino Nikolai Goshovsky ha dichiarato che i terroristi stavano cercando di boicottare le elezioni con tutti i mezzi possibili. Secondo l’ufficio stampa della sede regionale di Luhansk del Comitato degli Elettori Ucraini, esponenti armati della cosiddetta Repubblica popolare di Luhansk hanno percorso in lungo e in largo i seggi elettorali di Siverodonetsk rastrellando tutta la documentazione disponibile.

In precedenza, UNIAN (Ukrainian Independent Information Agency), citando le parole dei residenti locali, aveva riportato il fatto che ad Artemivsk (regione di Donetsk) attivisti dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetska avrebbero preso il controllo del Consiglio comunale e bloccato il lavoro della commissione elettorale del distretto. Ma prima che le elezioni partissero, il segretario del Parlamento dell’OCSE, Spencer Oliver aveva affermato di non vedere ragione per la quale non si dovesse riconoscere la legittimità delle elezioni presidenziali in Ucraina. Al contrario, il presidente russo Vladimir Putin, aveva ripetutamente e preventivamente dichiarato che la Russia non avrebbe riconosciuto le elezioni presidenziali, in quanto riconosceva Victor Yanukovych come presidente legittimo.

Nel giorno delle elezioni, nessuno dei seggi di Donetsk ha aperto le porte. La grande maggioranza di questi erano controllati da esponenti armati della non riconosciuta Repubblica popolare di Donetsk. Gli elettori della Crimea occupata avrebbero potuto votare sulla terraferma continentale. Già alcuni dei seggi della regione di Donetsk erano stati aperti per il voto. Secondo rapporti recenti, l’affluenza al voto nella regione di Donetsk è stata del 12,9%. Domenica 25 maggio il Ministro per le politiche sociali Lyudmila Denisova, nel briefing che si è tenuto presso la sede del Governo, ha parlato di 13 mila immigrati giunti dalla Crimea, dalla città di Sebastopoli e dalle regioni di Donetsk e Lugansk, che sono stati registrati nel registro elettorale statale.

Almeno 3000 osservatori stranieri provenienti da 19 regioni e appartenenti a 20 organizzazioni hanno assistito alle presidenziali ucraine. Il CEC (Commissione Centrale Elettorale) non ha registrato osservatori dalla Russia (nelle precedenti elezioni del 2010 la delegazione russa contava 39 membri). Gli osservatori OSCE non hanno supervisionato le elezioni presidenziali nella parte orientale del paese, a causa della situazione di rischio nelle regioni di Donetsk e Lugansk.

Domenica 25 maggio il vice direttore del Consiglio nazionale di sicurezza Victoria Syumar ha annunciato che le presidenziali erano caratterizzate da un’alta affluenza. UNIAN, facendo riferimento a CEC, ha riferito che l’affluenza media per le presidenziali in Ucraina è del 61%. Le regioni più attive sono state le regioni centrali e occidentali dell’Ucraina, meno attive le orientali. Le elezioni sono anche state notevoli per le lunghe code presso i seggi elettorali di Kiev. Alcuni di essi hanno lavorato fino a mezzanotte, proprio a causa dell’affluenza elevata. 

Le liste riportavano 21 candidati. In precedenza, 4 dei contendenti per il ruolo di presidente hanno annunciato di volersi ritirare: Zorian Shkiryak Alexander Klimenko, Petro Symonenko e Vasily Tsushko. Si ritiene in patria (e non solo) che il neoeletto presidente dell’Ucraina si troverà a fronteggiare una situazione difficile a oriente, così come problemi geopolitici quali l’annessione della Crimea da parte della Federazione Russa. Il nuovo presidente sarà costretto ad arrestare l’aggressione dell’est sull’Ucraina, a indire elezioni parlamentari prima dei termini regolari e a ripristinare un equilibrio nella sfera economica.

Dal principio della campagna elettorale, i due leader più evidenti – Petro Poroshenko e Yulia Tymoshenko – hanno cominciato a contendersi la presidenza. Quasi tutti i candidati, nei loro programmi elettorali hanno promesso la decentralizzazione del potere, il rafforzamento delle capacità difensive, le riforme giudiziarie. Sotto la minaccia di una possibile ‘guerra del gas’ contro la Russia, quello dell’indipendenza energetica dell’Ucraina è stato uno dei punti principali dei programmi elettorali. Molti candidati concordavano sui temi della lotta alla corruzione così come sulla necessità di promuovere la piccola e media impresa.

La campagna di Poroshenko è stata condotta sotto lo slogan “Acchiappami se ci riesci”. Dal principio della campagna elettorale, il proprietario della Roshen Confectionery Corporation ha mostrato alte probabilità di successo. Tre giorni prima delle elezioni, secondo numerosi sondaggi, il distacco tra Poroshenko e Tymoshenko non si era comunque ridotto. I politologi e i giornalisti hanno spiegato le quotazioni elevate del primo con l’auto-discredito della ‘Trinità di Maidan”. Durante i tre mesi di Maidan, non sono riusciti a vincere, e – cosa ancor peggiore – hanno siglato un accordo con Yanukovych dopo l’uccisione di oltre 100 manifestanti nelle vie di Kiev. In più, Poroshenko è stato personalmente coinvolto negli eventi dell’amministrazione presidenziale il 1° dicembre, nel tentativo di fermare le provocazioni, mentre i leader di Maidan rilasciavano una conferenza stampa presso la sede del sindacato.

Era piuttosto ovvio che il principale avversario, Yulia Tymoshenko, non avrebbe gradito il fatto che i consensi a suo favore stessero declinando. La Tymoshenko, che è uscita dalla prigione dopo due anni e mezzo, molti dei quali li ha passati in un ospedale giudiziario, è tornata a Maidan nel giorno nel quale l’intero Paese stava piangendo i “100 celestiali”. Più tardi, ha ripetutamente argomentato sulla memoria dei morti di Kiev. I suoi alleati hanno cercato di convincerla ad uscire dalla competizione elettorale, ma lei ha rifiutato. In ogni proiezione sociologica condotta durante la campagna elettorale, risultava evidente che la Tymoshenko avrebbe perso il secondo confronto delle presidenziali con qualunque candidato tranne Serhiy Tihipko. Essendo già stata primo ministro nel vecchio regime, non ha considerato che il cambiamento è associato alla generazione dei nuovi politici. Le basse quotazioni della Tymoshenko possono anche essere spiegate con la firma degli svantaggiosi contratti sul gas, firmati con la Russia nel 2009. Molti hanno dunque considerato la Tymoshenko come l’unica candidata accettabile per Putin.

Il principale slogan elettorale di Petro Poroshenko era “Un nuovo modo di vivere.” In ogni caso non proponeva innovazioni particolari. La prima preoccupazione del candidato è stata quella di fissare un contenzioso politico e diplomatico per recuperare la Crimea, occupata dalla Russia. Il politico, in questo programma ha promesso di decentralizzare le strutture di potere, con la concessione di nuovi diritti, competenze e risorse per i governi locali. Poroshenko ha sottolineato che unirsi all’UE sarebbe stata una garanzia aggiuntiva per l’Ucraina, in termini di sicurezza, e che un abbattimento dei visti per gli ucraini sarebbe stato introdotto nel primo anno di presidenza. In modo tradizionale, il candidato ha promesso di combattere la corruzione. Ha anche dichiarato di voler agevolare l’accesso delle merci ucraine nei mercati mondiali, che avrebbero compreso una zona di libero scambio con l’UE. Fin dal principio della campagna, Poroshenko si è assicurato il sostegno di Vitali Klitschko, il quale – secondo i sondaggi – era considerato il secondo possibile presidente.

Durante tutta la campagna elettorale Poroshenko ha evitato il confronto televisivo con la Tymoshenko. Il quartier generale elettorale dell’ex primo ministro ha cercato in ogni modo di screditare la candidatura del principale avversario. L’immagine dell’oligarca Poroshenko è stata utilizzata ampiamente come simbolo negativo nella campagna di Tymoshenko. Il fatto che Poroshenko fosse uno dei fondatori del “Partito delle Regioni”, già screditato dall’ex presidente e dal suo entourage, non parlava a suo favore. Così come la sua appartenenza all’SDPU (u) (Partito Social Democratico Ucraino (unito)) e la partecipazione a tutti i governi più recenti.

Il “re del cioccolato” è anche stato ripetutamente accusato dalla Tymoshenko del fallimento della “rivoluzione arancione”, nel 2005. E il fatto di non avere un gruppo di riferimento e di essersi dovuto appoggiare su alleati occasionali, che spesso erano emanazione delle autorità pregresse, non ha giocato a suo vantaggio. In ogni caso, è difficile dire che questo abbia influito sulle sue quotazioni. Poroshenko ha insistito sulla necessità di eleggere un nuovo presidente al primo turno per l’immediata stabilizzazione della situazione ucraina. Il secondo turno di presidenziali avrebbe comportato altre tre settimane di una situazione difficile e oscura nel paese e avrebbe richiesto 500 milioni di UAH come fondi aggiuntivi al budget pubblico.

Di domenica pomeriggio, gli exit poll nazionali, realizzati da un consorzio di rilevatori che includevano la Fondazione per le Iniziative democratiche, l’Istituto Internazionale di Sociologia di Kiev e il centro Razumkov, hanno dato i risultati. Secondo i sondaggi, Poroshenko ha avuto il 55.9% dei voti. Il secondo posto è andato a Yulia Tymoshenko, con un sostegno del 12.19%. in terza posizione, il capo del partito radicale Oleg Lyashko – 8%. L’ex ministro della difesa Anatoly Gritsenko ha avuto lo 6.3%, Tihipko – 4.7%, MyhayloDobkin – 2.1%. secondo i risultati degli exit poll televisivi condotti da quattro canali TV – “1+1”, “ICTV”, “Inter” e “Ukraina”, Poroshenko ha avuto il 57.3%, Yulia Tymoshenko il 12.4%. Al terzo posto, Oleg Lyashko – 8.7%. Anatoly Gritsenko ha avuto il 6% dei voti. Il 25 maggio in un incontro con la stampa, la Tymoshenko ha riconosciuto che le elezioni sono state corrette. Ha anche ringraziato i cittadini che hanno partecipato alle elezioni e in particolare ha ringraziato i residenti dell’Ucraina dell’est. Al contempo, la Tymoshenko non ha spiegato se fosse pronta a congratularsi con il suo avversario Poroshenko prima che i risultati delle elezioni venissero annunciati ufficialmente.

Ancora il 25 maggio, Poroshenko e Klitschko hanno indetto una conferenza stampa dopo la conclusione del voto delle presidenziali. Poroshenko ha dichiarato che le aspirazioni europeiste dell’Ucraina sono cruciali, ha anche detto che le elezioni per il parlamento si svolgeranno quest’anno. “I primi passi del mio team saranno diretti alla conclusione della guerra, del caos, del malcontento e a riportare la pace nella terra ucraina” ha dichiarato Poroshenko. Considerando l’inevitabile collaborazione con la Russia, Poroshenko ha detto che la Russia è il nostro vicino e vuole iniziare a risolvere i problemi reciproci. Ieri, Poroshenko ha presentato a Kiev il primo sindaco eletto da molti anni, il campione peso massimo di pugilato e leader del partito “Udar” nonché membro del parlamento Vitali Klitschko.

Secondo la “Ukrainska Pravda”, che cita l’ufficio stampa del governo, il procuratore generale ucraino ha riconosciuto le elezioni presidenziali che si sono svolte come le più democratiche della storia recente del Paese. «Per la prima volta nella storia recente delle competizioni elettorali dell’Ucraina, il procuratore non ha ricevuto lamentele circa l’utilizzo delle risorse amministrative».

Domenica notte il presidente Obama, nel suo profilo Twitter, ha salutato il popolo ucraino per aver portato a compimento la tornata elettorale: «Mi congratulo con il popolo dell’Ucraina per aver alzato la voce fino a poter votare per le presidenziali», ha scritto. Allo stesso modo, la Casa Bianca, nel suo sito, ha emesso una dichiarazione nella quale si dice che gli Stati Uniti hanno la volontà di collaborare con il neo eletto presidente e con il parlamento democraticamente eletto. «Gli USA attendono di lavorare con il nuovo presidente e con il nuovo Parlamento democraticamente eletto, per sostenere gli sforzi dell’Ucraina impegnata a mettere in atto importanti riforme politiche ed economiche. Continueremo anche a sostenere la sovranità dell’Ucraina e la sua integrità territoriale, condannando e respingendo l’occupazione russa e il tentativo di annessione della Crimea, e ci riteniamo impegnati per il futuro a lavorare con l’Ucraina e con altri partner per trovare una soluzione pacifica al conflitto».

Secondo Radio Svoboda, il segretario generale del Consiglio d’Europa Thorbjørn Jagland si è congratulato con il popolo ucraino per l’elezione di un presidente e con Poroshenko per la sua vittoria al primo turno. Inoltre, il presidente lituano recentemente rieletto, Dalia Grybauskaite, si è congratulata con il popolo dell’Ucraina, via Twitter, per le elezioni democratiche.

La BBC Ukraine ha dato la notizia che il presidente polacco Bronislaw Komorowski si è congratulato con Poroshenko nel corso di una telefonata, per la vittoria alle presidenziali, e lo ha invitato ad una visita in Polonia il 3-4 giugno prossimi. Anche questa volta i media russi non hanno potuto fare a meno di citare Dmytro Yarosh, il leader dell’organizzazione di estrema destra Right Sector. L’immagine di Yarosh era stata attivamente utilizzata dalla propaganda russa per screditare Maidan e le elezioni ucraine. Nel suo profilo Twitter, Alexei Navalny, noto politico e attivista russo, ha scritto che “Pervyi natsionalnyi” (Il primo canale nazionale) ha dichiarato che Dmytro Yarosh era giunto tra i primi nelle competizioni ucraine. Nel suo Twitter Carl Bildt, politico e diplomatico svedese, ha risposto: «Notevole: la TV russa dice che l’estrema destra di Pravy Sektor ha preso il 37% alle elezioni in Ucraina, non l’1% come è effettivamente accaduto». Oggi, 26 maggio, ITAR-TASS ha pubblicato una dichiarazione di Victor Yanukovych dove si legge che lui rispetta le scelte del popolo ucraino a conclusione delle presidenziali di domenica, ma le considera illegittime.

BBC Ukraine dice che il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov ha affermato che la Russia è pronta a intraprendere un dialogo con Petro Poroshenko, attendendosi che diventi il prossimo presidente ucraino. Per quanto riguarda i dati CEC, Petro Poroshenko guida la classifica con il 53.75 (al 70% dello scrutinio) secondo Interfax-Ukraine.

Il nuovo presidente dovrà affrontare grandi sfide. Il trionfo in tutte le regioni lo costringe a dover tener fede alla grande fiducia che gli elettori ripongono in lui, per evitare che torni il malcontento, così come è accaduto nel 2005.

(Traduzione a cura di Valeria Noli)

 

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