domenica, Settembre 26

Un nuovo corso per la Grecia? field_506ffb1d3dbe2

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Salonicco – Dopo anni di profonde difficoltà e sacrifici legati alla dilagante crisi economica internazionale e del debito sovrano che ha quasi condotto alla bancarotta lo Stato greco, il momento della positività e del cambio di rotta sembra essere finalmente arrivato anche per il popolo ellenico.

Gli ultimi difficili (e per questo lunghi) anni, hanno visto un Paese come la Grecia (che, è bene non dimenticarlo mai, è stato la culla della civiltà più antica del mondo) diventare il ‘malato d’Europa’ e trasformare le sue città ricche di arte e storia millenaria, nel teatro di furibonde manifestazioni di protesta. L’apice di questo terribile scenario è stato raggiunto nel biennio 2011-2012, periodo in cui quasi tutti i maggiori centri urbani della Grecia diventarono teatro di veri e propri episodi di guerriglia urbana.
Il vento di tempesta che ha soffiato finora pare, però, che stia per cambiare. Il Paese sembra essere finalmente pronto a quella ripartenza che tutti, finora, hanno creduto quasi impossibile. Un nuovo corso, sopratutto politico sta per cominciare, questa volta diretto su una strada che prevede un nuovo programma di lungo termine, meno orientato all’austerità finora imposta dalla Troika e più attento alle esigenze del popolo e di un Paese che attualmente versa in condizioni economiche drammatiche (sopratutto riguardo le situazioni creditizie e debitorie di imprese e famiglie).

Dall’inasprirsi della battaglia politica, ingaggiata in questi mesi dai rispettivi leader di maggioranza e opposizione, il Premier greco, Antoni Samaras e la guida del partito Syriza, Alexis Tsipras (conosciuto anche in Italia, grazie alla lista civica candidata alla scorse elezioni europee che portava il suo nome) è scaturita, infatti, la necessità (condivisa, ma contesa) di dover fare qualcosa di concreto per fornire una svolta alla situazione greca.
Per entrambe le fazioni, l’occasione sarà la prossima Fiera Internazionale di Salonicco, che si svolgerà a partire dal prossimo 6 settembre. L’antichissimo centro urbano, intitolato a Thessalonika (sorellastra di Alessandro Magno), sarà teatro di questa svolta, la prima su basi socialiste che il Paese potrebbe vedere da diversi anni. Alla kermesse internazionale il Premier Samaras parlerà (come da tradizione) a imprenditori e addetti del mondo di impresa (ma in realtà si rivolgerà a tutto il Paese) e presenterà il suo piano di lungo termine per l’alleggerimento delle posizioni creditizie e debitorie di famiglie e imprese greche.

La Fiera internazionale di Salonicco (l’acronimo è DETH) è una esposizione commerciale annuale che riveste un ruolo molto importante per l’economia greca, specie per la zona della Macedonia e dell’Europa sud orientale. La prima edizione risale al 1926 e conta circa 180 mila metri quadrati di spazi espositivi. È una consuetudine che risale al 1928 che il Primo Ministro greco esponga durante la cerimonia di inaugurazione della Fiera la sua linea politica e quella della sua Amministrazione per far fronte ai problemi del paese in un ottica di medio-lungo termine.
In dettaglio, il piano che sarà presentato nella giornata inaugurale della kermesse, prevede di fornire a circa 3.5 milioni di contribuenti, in ritardo con il pagamento delle tasse e 1.2 milioni di sottoscrittori di debito privato che non hanno più la possibilità di pagare le rate dei finanziamenti a causa della crisi, di correggere il ‘peso’ mensile del loro debito, allungando la durata di una forbice compresa tra le 24 e le 100 rate mensili finanziamento (riducendo, quindi, l’importo singolo della rata).
Analizzando con più precisione il piano che verrà annunciato ufficialmente tra pochi giorni, vediamo che questo agirà in modo diverso a seconda del tipo di ritardo che i contribuenti (o i debitori) hanno accumulato e di quanto ancora dovranno corrispondere come rimborso, oltre che dalla situazione finanziaria generale del soggetto. Un trattamento speciale verrà riservato a chi ha accumulato ritardi nei pagamenti dal 2010, che prevede una rata minima da corrispondere (che comunque dipende dall’ammontare totale da rimborsare) ma che, si auspica, possa addirittura arrivare a 50 euro.
Altre misure previste dal piano di Samaras sono la capitalizzazione del debito, la cancellazione delle penali e degli aumenti fino al 90 per cento da valutare, però, sempre caso per caso.
Inoltre, il Premier annuncerà delle importanti correzioni per la tassa di proprietà degli immobili (un po’ come l’IMU italiana, che per i greci assume l’acronimo di ENFIA) entro il mese di settembre e la prima tranche di tassazione verrà posposta fino alla fine del mese.

Una svolta, quella che potrebbe muovere concretamente i suoi primi passi proprio da Salonicco, che finalmente darebbe più di una semplice boccata di ossigeno allo stremato popolo greco, permettendogli di tornare a consumare e, sopratutto, di riappropriarsi (gradualmente) di una normalità molto lontana da troppo tempo. Sarebbe interessante sapere come reagirà il leader del partito Syriza a questo annuncio, dato che, per tradizione nazionale, la settimana dopo il discorso inaugurale della Fiera Internazionale del Premier greco, è proprio il leader dell’opposizione a dover arringare il pubblico di imprenditori presenti alla kermesse.
Bisogna tenere conto che anche Tsipras nel recentissimo passato (parliamo di meno di un mese fa) ha incontrato gli imprenditori della Macedonia proprio a Salonicco per discutere delle loro esigenze e del futuro dell’economia greca. In quella sede il leader di Syriza ha chiesto ai capitani di industria riuniti per ascoltare le sue parole di supportarlo elettoralmente. In cambio, lui avrebbe realizzato delle manovre sulla stretta creditizia e sulla pressione fiscale che avrebbero dato ossigeno al tessuto imprenditoriale (e per estensione anche alle famiglie) del Paese ellenico.

La contesa politica tra i due maggiori partiti greci, quindi, può vedere i leader politici distanti nella forma, ma non nella sostanza, con la differenza che Samaras ha il vantaggio ‘tattico’ di non aver bisogno di guadagnarsi la poltrona. Semmai deve lavorare per mantenerla.
Una poltrona che non è mai stata più incerta, per diversi motivi, non ultimo per la necessità di convincere la Troika della bontà e della realizzabilità (anche in chiave di stabilità dei conti pubblici) delle manovre di prossima adozione. Un compito davvero arduo aspetta il Premier Samaras, che molti greci vedono come un uomo non abbastanza risoluto per poter imporre con sufficiente autorità in sede internazionale le decisioni che potrebbero giovare davvero ad un nuovo corso per il popolo greco.
Un avviso del quale è anche Nikolaos I. Papastamatiou, Segretario generale della Camera di Commercio e dell’Industria del Dodecaneso. Papastamatiou (che sarà presente in qualità di delegato del Distretto alla cerimonia di inaugurazione della Fiera Internazionale di Salonicco) ci dice che “le misure che sono state prospettate dal Capo del Governo rappresentano certamente un auspicio positivo, ma che siamo certi non sarà mai realizzabile”. Non per un atto di pregiudizio, ma semplicemente perché “il manico del proverbiale coltello è sempre nelle mani della Troika,  che difficilmente lascerà che Samaras realizzi ciò che sta promettendo al popolo greco. Infatti, già sono stati fatti alcuni passi indietro da altri membri del Governo in questi giorni. Si parla da troppo tempo di auspici che, purtroppo, rimarranno tali. Al momento non esiste un politico al Governo capace di far rispettare le necessità del popolo greco in sede internazionale e con gli esponenti della Troika”.

E allora Tsipras? Sulla questione Papastamatiou sembra essere sicuro di una cosa, che il leader di Syriza possa rappresentare la vera svolta politica per la Grecia, anche se mette le mani avanti nel dire che “c’è bisogno prima che presenti un suo programma dettagliato, specialmente sull’economia. Fino a due settimane fa non avevamo idea di come Tsipras intendesse realizzare ciò che prometteva. Inoltre, c’è bisogno che Syriza rediga una lista di papabili per le cariche di governo”.
In ogni caso, il terreno di intervento, secondo quanto propone Papastamatiou, deve essere quello dell’economia reale: “Bisogna che si intervenga non a livello macroeconomico, ma direttamente sull’economia iniziando da una riduzione della pressione fiscale, che qui in Grecia arriva (in alcuni casi) anche al 50 per cento. Inoltre c’è bisogno che le banche ricomincino a fornire credito a imprese e famiglie: su questo terreno sarebbe utile una riformulazione del sistema di ‘Basilea’. Il problema è che rimane una scelta politica, quindi pesantemente condizionata. Vedremo ciò che accadrà a Salonicco”.

La scelta di una delle più antiche città del mondo (ma anche una delle più moderne della Grecia) come teatro di uno scontro cosi importante per il popolo greco sembra avere anche altre ragioni, piú profonde della ‘semplice’ politica dello scontro. Qualcuno ha definito l’antica Thessalonika come ‘l’altra Grecia’, ma (per l’esattezza) è semplicemente il simulacro del ‘la’ Grecia, quella che vuole tornare a vivere.
La ‘povera Madre’ che per decenni è stata il baluardo contro le mire espansionistiche nei Balcani dei Paesi del Patto di Varsavia e che oggi è la principale porta d’ingresso per i cittadini di questi Stati vero l ‘Occidente, con il suo traffico caotico, la sua operosità a tutti i livelli e le sue ambientazioni a cavallo tra antico e nuovo, tra mondanità e vero e proprio squallore (i cantieri in città sono tantissimi e non è raro che accanto ad edifici modernissimi ce ne siano molti altri decadenti, o addrittura abbandonati), sintetizza ciò che la Grecia ha vissuto nel recente passato, da un lato, ma anche la voglia e la determinazione del popolo greco di voler voltare pagina.
Giovani di tutte le età che affollano la strada con il sorriso sulle labbra e negli occhi la speranza che il futuro riservi loro ancora qualcosa di buono, sono la risposta a chi credeva che la Grecia, martoriata dalla crisi e dalla cattiva politica (quella dei bilanci nazionali truccati) non ce l’avrebbe mai fatta.
Non solo. Sempre parlando di Salonicco, l’humus culturale che si respira palpabile in città è impressionante e non è solo legato all’arte e alla storia che (come è facile immaginare) la città stessa trasmette (e che il più delle volte è inaccessibile o semplicemente nascosto agli occhi da mostruosi abusi edilizi).
Dai ragazzi che ballano all’ombra della ‘Torre Bianca’ a passo di ‘ragtime’, a quelli che trascorrono le giornate nelle aule delle numerose università presenti in città o, ancora, nelle tante caffetterie a sorseggiare ‘frappuccino’ e a discutere di filosofia o scienza con i colleghi di studio: è qui che la nuova Grecia nasce, è qui che la vecchia Grecia ha una nuova speranza. Ed è questa la Grecia, oltre a quella dell’economia di impresa, di cui Samaras e Tzipras dovrebbero tenere conto, per costruire davvero la Grecia del futuro.

 

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