sabato, ottobre 20

Un moderno progetto di uscita dalle antiche Cappelle Medicee Da Firenze un’indicazione: premiare i progetti e non il progettista, secondo il Soprintendente Pessina non sarà un Isosaki bis, fermo da 20 anni, si realizzerà nel 2020

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Il Museo delle  Cappelle Medicee strettamente legato alla Basilica di S.Lorenzo,  la Chiesa dei Medici fin dalla prima metà del Quattrocento, avrà una nuova uscita, separata dall’entrata. Detta così l’operazione sembrerebbe facile, invece   si trattava di trovare una soluzione architettonica innovativa e al tempo stesso rispettosa del prezioso e delicato tessuto storico artistico e architettonico rappresentato dalla  Sagrestia Nuova, opera magistrale di Michelangelo per progettazione architettonica e decorazione scultorea, dalla Cappella dei Principi, ovvero il monumentale mausoleo della dinastia medicea realizzato in preziosi e rari marmi policromi; dalla Cripta, dove sono sepolti i Granduchi Medici e i loro familiari; dalla Cripta lorenese, che accoglie, oltre alle spoglie della famiglia dei Lorena, il monumento funebre a Cosimo il vecchio ‘Pater Patriae’. Dal 2014 il Museo delle Cappelle Medicee è diventato parte del gruppo dei Musei del Bargello e oggi è tra i monumenti più visitati a Firenze e in Italia. Ogni intervento moderno sul patrimonio artistico del passato è soggetto a rischi, errori e critiche feroci, com’è accaduto per la Loggia Isosaki, l’archistar giapponese cui fu affidato l’incarico di realizzare la nuova uscita dagli Uffizi che celebra quest’anno i suoi primi vent’anni dalla sua progettazione, e che  ancora non si sa se e quando verrà realizzata. Di fronte all’ondata di critiche ( tettoia, sgabello, rete di materasso: questo il giudizio liquidatorio di alcuni personaggi dell’arte e dello spettacolo) nessuno trova il coraggio di prendere una decisione. Addirittura, il Direttore della celebre Galleria Eike Schmidt ha lanciato l’idea di un referendum cittadino poiché la questione non sarebbe più estetica ma politica. Noi abbiamo seguito un percorso diverso – risponde così alle nostre domande Paola D’Agostino, direttore dei Musei del Bargello sotto la cui competenza ricade anche il Museo delle Cappelle Medicee- “quella del concorso internazionale ( il relativo bando  è stato pubblicato il 15 novembre 2017)  che ha visto la partecipazione di ben 118 concorrenti qualificati (tra professionisti abilitati, società di ingegneria, società temporanee di professionisti). Le proposte sono state valutate dalla Commissione di esperti che, al termine di una procedura aperta, anonima e integralmente informatizzata conclusasi lo scorso 22 giugno 2018, ha stilato una classifica diretta a indicare le migliori soluzioni progettuali”. La commissione era composta da  dirigenti e funzionari del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, dell’Educazione e ricerca, del Bargello, della città metropolitana dell’Ordine e della Fondazione degli architetti.   

Sia in occasione della presentazione ( il 5 luglio  scorso) del progetto vincitore e degli altri, che ieri durante la cerimonia di consegna dei Premi  nella michelangiolesca Sacrestia Nuova, che accoglie le tombe di Giuliano Duca di Nemours  figlio di Piero e nipote del Magnifico, e di Lorenzo Duca d’Urbino ( i cui lavori iniziarono nel 1520),  le parole più ricorrenti  sono state: “Trasparenza” e  Competenza”.  Aspetti che il Presidente della Commissione di valutazione Gennaro Miccio, segretario del Mibac  del Piemonte, sottolinea quando ricorda che la commissione  da una prima scrematura ha ristretto la rosa a 99 progetti ritenuti più rispondenti ai dettami del bando sui quali è avvenuto il confronto più ampio, fino a restringere la rosa a 10 con le migliori soluzioni  progettuali tra le quali è stata scelta, con “giudizio quasi generale”  quella  presentata dallo  Studio di Architettura Zermani e Associati di Parma cui è stato assegnato il premio di 16.936,28 e  l’incarico di realizzare il progetto preliminare e poi l’esecutivo. Quali le caratteristiche del Progetto?

“Un progetto semplice” – dice l’architetto Zermani – “costruito per riuscire a tenere collegato ciò che è considerato erroneamente  morto, cioè il Museo con la parte viva e moderna della città”. Tale progetto prevede l’impiego di un’area interrata, collegata alle Cripte, per la realizzazione dei nuovi servizi museali e la creazione di una nuova piazzetta soprastante, incastonata tra le mura della Sagrestia Nuova di Michelangelo e della Cappella dei Principi, dove i visitatori emergeranno salendo attraverso una scalinata di pietra che sbocca sul Canto de’ Nelli, tra le Cappelle e la Basilica, uno spazio attualmente transennato. Per rispettare il contesto così ricco d’arte e di storia lo Studio Zermani ha scelto di impiegare forme lineari e materiali come la pietra forte di tradizione fiorentina, in armonia con le fabbriche adiacenti.

Secondo i commissari, il  progetto è “un deciso inserimento contemporaneo a fianco dell’opera dei grandi maestri del passato, e l’intervento, attraverso un linguaggio preciso e minimale, stabilisce con chiarezza la propria autonomia formale”. Le Cappelle Medicee sono  un museo la cui storia e articolazione architettonica è strettamente legata alla Basilica di San Lorenzo. In questo complesso monumentale si rispecchia la storia della città di Firenze e della sua famiglia più rappresentativa, i Medici, che ne ha adibito alcuni ambienti a luogo di sepoltura e memoria dei propri avi. In questo complesso maestri quali Brunelleschi e Michelangelo hanno dato forma alle loro innovative soluzioni architettoniche. Dal 1869 alcuni ambienti del complesso sono diventati un Museo Statale con un proprio accesso autonomo. Particolarmente negli ultimi tempi è cresciuto il numero dei visitatori, per cui si poneva l’esigenza di separare i flussi in entrata e in uscita.

Secondo Andrea Pessina, Soprintendente ai beni  Archeologici Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato, “la sfida lanciata agli architetti di oggi era quella di confrontarsi con questa storia e con questi esempi e proporre una soluzione architettonica innovativa per dotare il Museo delle Cappelle Medicee di una nuova uscita per il pubblico. Insomma, si trattava di elaborare una soluzione progettuale moderna e, allo stesso tempo, compatibile con il delicato contesto architettonico e urbanistico nel quale dici troviamo”. E questa soluzione è stata trovata, con piena soddisfazione anche dell’Ordine e della Fondazione degli Architetti di Firenze, che hanno sostenuto il concorso. Soddisfatti sia per l’alta partecipazione dei progettisti che per la qualità e gli ottimi risultati poiché si trattava – dice Silvia Moretti, che presiede i due organismi –  “di trovare soluzioni rispetto a un’architettura di storica importanza in un’area non risolta, e ciò ribadisce ancora una volta il grande valore di uno strumento come il concorso, che premia il progetto e non il progettista e che quindi mette le idee al centro, rendendole protagoniste. Adesso il nostro auspicio è che il progetto vincitore venga portato a termine, dimostrando così come il concorso sia e possa rappresentare un valore aggiunto per la realtà fiorentina e italiana tutta”.

“Una sfida importante” – sottolinea ancora il Soprintendente Pessina – “in quanto si tratta di inserire un manufatto moderno in un contesto storico e  architettonico e artistico antico. Questa sfida è stata raccolta e saranno rispettati i tempi per il progetto esecutivo e l’assegnazione dei lavori. A giugno 2020 l’opera sarà già in fase esecutiva. No, non sarà un Isosaki bis questo. E non escludo che anche quello non venga realizzato”.

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