sabato, Maggio 15

Un milione di soldati russi per liberare la Catalogna Secondo le autorità spagnole, Putin avrebbe offerto 10.000 soldati a Puigdemont per sostenere il processo di indipendenza della Catalogna. E’ la Spagna ridicola

0

È doloroso dover raccontare un film di spionaggio quando la pandemia sta uccidendo migliaia di cittadini e distruggendo le economie di tutto il mondo. Ma è che in Spagna accadono cose inaudite: ad esempio, mentre di giorno i ministri chiedono prudenza, distanziamento sociale e confinamento della popolazione, di notte celebrano sontuose cene con centocinquanta commensali tra politici, banchieri e giornalisti influenti. Questo, in pieno coprifuoco!

Ma questo non è niente in confronto alle delusioni di certe autorità. Mercoledì scorso alcuni giudici dallo spirito messianico (tutti per la patria) hanno ordinato alla Guardia Civile di effettuare una serie di perquisizioni e arresti assolutamente incredibili. Si trattava di scoprire una presunta cospirazione russa per inviare soldati di Vladimir Putin a combattere per l’indipendenza della Catalogna. I leader catalani sono stati anche accusati di aver avuto conversazioni con Julian Assange e Edward Snowden. In entrambi i casi l’obiettivo sarebbe stato quello di cercare di destabilizzare l’Unione europea.

Gli illuminati che hanno ordinato gli arresti e gli interrogatori non hanno potuto pensare a niente di meglio che designare l’operazione con il nome ‘Volhov’, in ricordo di una battaglia che la ‘División Azul’ franchista, insieme ai soldati di Hitler, ha combattuto contro l’Esercito sovietico. Esercito sovietico. Alcuni militari sognano un passato eroico, che per loro consiste nel combattere i bolscevichi al fianco dei nazisti.

L’assurdità non potrebbe essere più grottesca. Che alcuni catalani abbiano sognato un complotto internazionale per attuare la Repubblica catalana è plausibile, ma che ci sia del vero in queste accuse non è assolutamente plausibile. Se Putin avesse offerto 10.000 soldati a Carles Puigdemont (ipotesi stravagante laddove esistono) è evidente che il presidente della Catalogna non li avrebbe mai accettati. Puigdemont ha avvertito fin dal primo giorno che la violenza era inaccettabile per raggiungere qualsiasi obiettivo politico.

Se le autorità spagnole hanno cercato di screditare il movimento catalano collegandolo alla Russia di Putin, si sono ricoperte di gloria: l’unica cosa che avranno ottenuto è creare un conflitto diplomatico. L’Ambasciata russa non solo ha smentito l’ipotesi dei soldati di Putin, ma l’ha ridicolizzata.

Nel messaggio di risposta, i russi hanno alluso al fatto che i presunti soldati non sarebbero 10.000 ma un milione, e sarebbero stati trasportati su aerei ‘Mosca’ e ‘Xato’: modelli di design russo che furono fabbricati nella Catalogna repubblicana nel 1936 per combattere la rivolta militare di Franco. È chiaro che la menzione della battaglia di Volhov ai russi non è piaciuta.

Tutto questo è ridicolo, ridicolo agli occhi del mondo. I catalani però non si stupiscono più di nulla: assurdità come queste le vedono spesso da anni. Sono stati arrestati centinaia di attivisti catalani, molti dei quali accusati di terrorismo, e che dopo aver trascorso mesi in detenzione preventiva sono stati rilasciati senza accusa.
Lo Stato spagnolo reagisce sempre furiosamente alle battute d’arresto. La scorsa settimana si sapeva dell’assoluzione del maggiore Trapero, per il quale i procuratoripatriotticiavevano chiesto lunghe pene detentive con l’accusa di essere il braccio armato del movimento indipendentista. Il processo ha chiarito che le accuse erano false e che le dichiarazioni dei responsabili della Guardia Civile non avevano alcuna credibilità. La risposta della Guardia Civile è consistita nell’alzare il tono e inventare un film di spionaggio russo.

Tra i giudici della Corte suprema, i pubblici ministeri, i ministri degli interni e i commissari di Polizia ci sono individui con grande malvagità. Niente di nuovo per l’Occidente. Ma sono ancora capaci di sorprenderci avendo così poca brillantezza.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

Docente della Universitat de Vic, Departament d'Economia i Empresa

End Comment -->