martedì, Maggio 18

Un Governo al femminile

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Joko Widodo

Bangkok – L’Indonesia che non ti aspetti: più donne nel proprio Governo di qualsiasi altra Nazione dell’area asiatica. Nel Paese islamico più popoloso al Mondo, nella quarta Nazione al Mondo per estensione. Per caso o per scelta, la compagine governativa del Presidente indonesiano Joko Widodo – composta nel suo gabinetto di Governo da 34 Membri – ha oggi un numero record di donne che rivestono il ruolo di Ministro, il che contribuisce ad un notevole innalzamento del profilo femminile governativo soprattutto nella gestione di alcuni ministeri con portafoglio di non scarso rilievo.

Tutto ciò comprende un mix di politici e di burocrati ed include qualche sorpresa, in special modo per quel che riguarda i titoli di studio, soprattutto dopo l’ingresso di alcuni elementi come la proprietaria di una compagnia charter Susi Pudjiastuti nel ruolo di Ministro per la Pesca e le questioni marittime e la diplomatica Retno Marsudi che riveste il ruolo di prima donna nella delicata posizione di Ministro degli Esteri. La prima volta in Indonesia, corre l’obbligo di ribadire. «Almeno cinque donne vestono ruoli chiave a livello ministeriale collocate in posizioni strategiche per ridurre o qualora sia possibile eliminare la povertà aspetto verso il quale le donne sono particolarmente vulnerabili», ha affermato Dian Kartikasari, Segretario Generale della Coalizione delle Donne, un gruppo di attiviste impegnate nell’ambito del Diritto.

Il suo predecessore, Susilo Bambang Yudhoyono, aveva quattro donne ministro nel suo primo Gabinetto di Governo e sei nel secondo. Si trattava di donne altamente rispettate come il suo Ministro per le Finanze ed oggi Direttrice Manager della Banca Mondiale Sri Mulyani Indrawati e prima Commercio e successivamente Ministro per il Turismo e l’Economia Creativa, Elka Pangetsu.

Mentre l’economia più vasta del Sud Est Asia ha vissuto il suo pieno boom economico nel decennio scorso, le donne hanno ancora dovuto vivere in ruoli di subalternità rispetto agli uomini e spesso sono state marginalizzate nel settore informale. Gli attivisti affermano che non vi è né importanza né attenzione focalizzata sulla questione dell’innalzato numero di donne nel Governo. In ogni caso, vi è speranza che la crescita delle donne ministro possa anche significare che tematiche di questo tipo possano essere meglio definite nel futuro del Paese.

Le otto donne ministro costituiscono di fatto il 24 per cento del Gabinetto dei Ministri ponendo l’Indonesia al di sopra della media locale del 17 per cento, secondo quanto confermato dalla Unione Interparlamentare che ha sede a Ginevra, una associazione dei Parlamenti di tutto il Mondo. Questa percentuale è più alta di quella della Gran Bretagna dove cinque donne su 22 sono Ministro e 3 su 16 negli Stati Uniti mentre è più bassa che rispetto alla Francia con 17 donne ministro su 34 componenti del Gabinetto di Governo. Singapore ha una sola donna ministro su 18 componenti, il che rappresenta il 6 per cento.

Alcuni studiosi di materie sociologiche e politiche locali confermano che l’Indonesia si basa su una società di stampo patriarcale ma bisogna anche riconoscere che vi è una effettiva crescita progressista nella regione in termini di champagne attiviste in difesa dei Diritti delle donne. Gli stessi studiosi ricordano che poche nazioni nel Sud Est Asia hanno avuto una donna come Presidente. Megawati Sukarnoputri divenne Presidente nel 2001 e prima di lei Corazon Aquino divenne Presidente delle Filippine nel 1986.

Ma tutto ciò non è rose e fiori, le critiche anche velenose non mancano. Gli scettici affermano che alcune scelte sono un risultato  più dell’interferenza di Megawati, il Presidente del Partito Indonesiano Democratico per la Lotta PDI-P di Joko Widodo che un risultato ottenuto dalle donne basandosi sulle loro specifiche capacità. Gli stessi critici citano a mò di esempio gli impegni della figlia di Megawati, Puan Maharai come Coordinatrice Ministeriale per lo Sviluppo Umano e della Cultura ed il suo precedente impegno come Ministro per il Commercio e l’Industria e la lealista Rini Soemamo, come Ministro per l’Imprenditoria a Proprietà Pubblica. Ma Puan Maharani ha respinto tali annotazioni e critiche mentre il predecessore di Rini Soemarno, Dahlan Iskan, ha difeso le sue credenziali affermando che lei era un reale Amministratore Delegato nella casa produttrice automobilistica Astra.

Allo stesso tempo, il Ministro per la Pesca e le questioni marittime Susi, è madre di tre figli, i cui tatuaggi su temi sportivi sulle sue gambe sono stati variamente mostrati online, nel momento in cui è stata fotografata sul prato presidenziale a fumare in attesa della dichiarazione ufficiale dei Membri del Gabinetto governativo. Tatuaggi per i quali nella sua vita è stata anche estromessa. In risposta agli attacchi personali, ha risposto: «Sono un po’ infastidita poiché la questione mi distrae». Ma ha poi subito aggiunto: «Proverò che ho senso di responsabilità e manderò avanti il mio nuovo incarico».

Coloro che l’hanno difesa hanno affermato che lei è una che lavora sodo e ciò è molto più importante di qualsiasi altro aspetto o qualifica nel grado di istruzione. «I tatuaggi sono affari suoi. La cosa più importante è che non è una criminale e che  nella vita ha raggiunto il successo solo grazie al suo duro lavoro», ha affermato un noto navigatore web Eddy Yusran nel suo profilo Facebook. La esponente politica Sumenep Dwita Andriyani del Partito Mandato Nazionale ha anch’essa difesa la collega Susi ed ha affermato che la scelta del Presidente Joko a favore di donne come lei e Rini mostra che non vi è alcuna materia di interesse nelle divisioni di genere in quanto i Ministri sono stati scelti solo in base alle loro capacità. «Il successo non dipende dal livello di istruzione. D’altro canto, queste donne hanno dimostrato che hanno avuto successo nei loro singoli settori specifici d’azione che sono risultati loro più congeniali nelle loro vite». «In quanto donne, vogliamo anche noi che esse dimostrino di avere le stesse capacità degli uomini, senza compromettere in alcun modo le loro differenze», come riportato da vari media e quotidiani locali.

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