mercoledì, Aprile 21

Un giorno di molestie a Roma field_506ffb1d3dbe2

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Nessuna cifra, nessuna statistica, solo vita reale, racconti di un giorno qualunque, con gli occhi di tutti addosso e fossero solo quelli… Se ci basassimo sui freddi numeri, dovremmo quasi tirare un sospiro di sollievo perché tra le sedici città più pericolose al mondo non ce n’è una italiana.
Il malcostume, però, c’è, la mentalità arretrata che considera la donna essere inferiore o addirittura oggetto da plasmare a proprio piacimento è più diffusa di quello che si può pensare e le storie raccontate sono molte meno di quelle vissute, per paura o per quel sentirsi in colpa che caratterizza il genere femminile troppe e ingiustificate volte.
Silvia è una ragazza come tante, bella come il sole, sorridente, purtroppo sempre di meno. Ha la fortuna/sfortuna di avere un bel fisico, cura molto il suo aspetto e fa attività fisica costantemente.
Viaggia da tanti anni, alla ricerca di un lavoro che al momento non c’è, ha vissuto in diversi ambienti, ha conosciuto diverse persone ed è abituata a stare sola.
Vive a Roma, ma ha vissuto in altre grandi città come Milano, ha 26 anni e da un po di tempo affida i suoi sfoghi ad un diario. Non che i suoi amici non capiscano o comprendano quello che prova, ma il bisogno di mettere tutto per iscritto e di incidere le negatività che le capitano durante la giornata l’accompagna costantemente. Questi eventi riguardano quasi esclusivamente le molestie che Silvia subisce giornalmente. Non ha un modo di fare o un vestire provocante, mette in risalto, giustamente, il fisico che tanto cura e le piace camminare per la città, perché ama le bellezze di Roma.
Forse per gridare al mondo la sua frustrazione, forse per contribuire a far conoscere un problema di cui poco si parla, ha deciso di consegnarmi una pagina ideale del suo diario, una lettera dove condensa le sue sensazioni e le sue esperienze.

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