giovedì, Maggio 13

Un giorno da Draghi field_506ffb1d3dbe2

0

Draghi3

Oggi è stato il giorno di Mario Draghi, ormai il mondo economico-politico aspetta le comunicazione del Presidente della BCE con lo stesso pathos con cui si aspetta una finale dei Mondiali. E tutta questa attesa è stata ben ripagata, la Bce ha infatti deciso (anche se in modo non unanime) di abbassare di 10 punti base tutti i tassi , che passano dallo 0,15% allo 0,05%.

Scende anche il tasso marginale che passa allo 0,30%, mentre quello sui depositi passa a –0,20%.

Queste misure, afferma Mario Draghi, sono state prese per «fermare il processo di indebolimento della crescita dell’Eurozona e per sostenere le aspettative d’inflazione», la BCE stima infatti in ribasso la crescita dell’Eurozona per il 2014 e il 2015, rispettivamente da +1% a +0,9% e da +1,7% a +1,6%.  Meglio nel 2016: da +1,8% a 1,9

Al ribasso anche le stime dell’inflazione, prevista con una crescita dello 0,6%, mentre quella del 2015 resterà praticamente invariata (+1,1%)

Veniamo ora ai temi caldi, Riforme strutturali e Flessibilità, per quanto riguarda le prime devono secondo Draghi «a questo punto devono chiaramente prendere slancio», mentre la flessibilità «già esiste nel Patto di stabilità» permette ai Paesi di sostenere i costi delle riforme strutturali e «sostenere la domanda».

Non esiste, ha detto Draghi «nessuno stimolo monetario, o di bilancio, che possa rilanciare la crescita senza forti e decise riforme strutturali», occorre usare i margini del Patto UE «tagliando le tasse molto distorsive e tagliando la spesa più improduttiva» e a chi gli chiedeva dei suoi rapporti con Matteo Renzi se l’è cavata con un laconico «la nostra conversazione rimane confidenziale, non ho nulla da aggiungere a quanto detto».

Il consiglio della BCE si è comunque espresso in modo unanime nell’uso di misure aggiuntive non convenzionali se necessario, entro naturalmente «il suo mandato».

Si è discusso oggi anche di ‘quantitative easing’, l’acquisto massiccio di titoli finanziari (inclusi i bond governativi) «alcuni governatori avrebbero voluto fare di più, altri meno, inizieremo ad acquistare semplici e trasparenti asset backed securities di attività non finanziarie e acquisteremo inoltre un ampio portafoglio di covered bond denominati in euro emessi da istituzioni finanziare monetarie domiciliate nell’area euro, e questi acquisti, ha chiarito Draghi, avranno un impatto considerevole sul bilancio dell’Istituto centrale».

Le parole di Mario Draghi hanno prodotto risultati immediati , i listini si sono rafforzati ( + 2,82 la chiusura della Borsa di Milano) , il valore dell’Euro è crollato, scendendo ai minimi dal 2013 toccando quota 1, 3 dollari.

Lo Spread infine tra Btp e Bund  chiude a 138 punti base, 13 in meno rispetto ai livelli di ieri.

Sempre oggi ha parlato Jeroen Dijsselbloem, nelle valutazioni dei bilanci pubblici di ottobre/novembre: ha detto Il Presidente dell’Eurogruppo «la Commissione europea dovrà applicare la flessibilità senza danneggiare l’attendibilità di quanto concordato», delle norme del patto di stabilità e crescita, i dati recenti, secondo Dijsselbloem confermano «che  la ripresa dell’Eurozona rimane fragile e le cifre sul Pil nascondono risultati diversi a seconda dei paesi, siamo entrati in una fase differente della crisi che richiede di concentrarci sulla crescita, con un mix di politiche di bilancio e la possibilità di sostenere gli investimenti nel rispetto delle regole, la politica monetaria» ha ammonito «non può sostituirsi alle politiche fiscali, è necessario  che contemporaneamente alle misure di politica monetaria e agli investimenti vengano anche attuate le riforme non si può pensare di lasciare tutto com’è, senza migliorare la competitività: non tutte le risposte verranno dalla spesa pubblica».

Intanto in Italia i  consumi si muovono, ma con un passo lentissimo. 
Lo certifica  l’indicatore dei consumi di Confcommercio che registra a luglio una crescita dello 0,3% rispetto a giugno e un calo dello 0,1% tendenziale.

Questo avviene, spiega Confcommercio  «anche in considerazione di un quadro congiunturale che resta fiacco e ricco di contraddizioni, indica che è ancora prematuro parlare di inizio di una fase di recupero della spesa delle famiglie. Infatti, i deboli segnali di miglioramento sul versante dei consumi sono offuscati dal terzo calo consecutivo della fiducia, con l’indice che torna nel mese di agosto sui valori di marzo; la produzione industriale non mostra un deciso recupero e i dati mensili sull’occupazione sono caratterizzati da una perdurante alternanza valori positivi e negativi; inoltre, il sentimento delle imprese ad agosto è tornato a scendere, condizionato dalle aspettative negative manifestate dagli operatori di tutti i settori economici, dopo che a luglio aveva registrato un significativo miglioramento».

Gli occupati, continua Confcommercio sono diminuiti di 35.000 unità rispetto a giugno, confrontandoli su base annua si registra una diminuzione di 71.000 posti, queste dinamiche hanno portato a Luglio ad un innalzamento del tasso di disoccupazione dal 12,3%  al 12, 6%

Commenta negativamente i dati diffusi da Confcommercio il Codacons secondo cui i dati diffusi oggi dimostrano come non via sia alcuna ripresa da parte delle famiglie.

L’incremento degli acquisti dello 0,3% rispetto al mese di giugno , secondo il Codacons, si è verificato solo «per  la spinta data dai saldi, partiti in 5 luglio in tutta Italia».

Per il Presidente Carlo Rienzi «La ripresa dei consumi è ancora lontana, la riduzione degli acquisti proseguirà nel corso del 2014, incentivata dalla scarsa fiducia dei consumatori registrata lo scorso agosto, e si farà sentire in modo particolare nei prossimi mesi, confermando la necessità di interventi urgenti sul fronte del potere d’acquisto delle famiglie».

E buone notizie non arrivano neanche dall’Istat, nel secondo trimestre 2014 infatti, l’indice generale del fatturato dei servizi ha segnato una diminuzione dello 0,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->