giovedì, Aprile 15

Un futuro verde in Scozia

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Londra Una Scozia sempre più verde. Il paese facente parte del Regno Unito si dimostra un leader per quanto riguarda le energie rinnovabili. Nel paese conosciuto in tutto il mondo per il kilt, i meravigliosi castelli, i bellissimi paesaggi e parchi, e anche il clima rigido e ventoso, non sorprende che si stia investendo molto sulle energie rinnovabili.

Secondo un recente studio, portato avanti dall’agenzia di consulenza DNV GL, la Scozia potrebbe essere interamente supportata da energia verde già nel 2030. Uno studio che è stato anche revisionato da esperti del settore provenienti dal mondo accademico e ha ricevuto l’approvazione e diffusione da parte del WWF. Un’analisi tecnica che suggerisce che, una Scozia libera dai combustibili fossili, oltre ad essere una possibilità, è una strada molto più sicura ed economica che continuare sulla strada dello sviluppo e utilizzo delle tradizionali fonti di energia. Paul Gardner, autore principale dello studio di DNV GL, sottolinea a margine dello studio che l’analisi « dimostra che con una rete con una alta percentuale di produzione di energia da fonti rinnovabili in Scozia può essere sicura e stabile. Non c’è nessuna ragione tecnica che richieda l’uso di combustibili fossili tradizionali o energia nucleare. La Scozia ha abbondanza di rinnovabili in fase di sviluppo da poter eliminare il carbone dal suo rifornimento di energia nel 2030, in particolare se continuiamo nel ridurre la domanda di energia. E, fondamentalmente, la Scozia può continuare ad essere una nazione che esporta elettricità».

Una fotografia istantanea della situazione della produzione di energia nella Scozia ci è fornita da un insieme di dati analizzati dal WWF ad inizio anno, che sottolineano come il 2014 sia stato un ‘anno enorme’ per quanto riguarda la produzione di energia solare e eolica nel paese. I dati, inizialmente forniti da WeatherEnergy, che si occupa di fornire informazioni riguardanti energie rinnovabili e le loro applicazioni, dimostrano come la Scozia sia decisamente un paese molto ‘verde’. Le turbine eoliche nel 2014 hanno fornito alla rete elettrica nazionale abbastanza energia da poter supportare il fabbisogno del 98% delle case in Scozia. Con dei picchi durante i mesi di dicembre e febbraio, e dei minimi durante giugno e settembre, in media ogni mese le turbine producevano 746,510MWh ogni mese. E se è noto che il vento non manchi nei paesi del Nord, non mancano anche i dati sull’uso dei pannelli solari usati in Scozia. Le analisi sui pannelli solari installati nelle case di varie città, hanno dimostrato che c’è stato abbastanza sole per generare il fabbisogno energetico di un’abitazione media durante i mesi estivi di giugno e luglio, ed anche in altri mesi l’apporto di energia è stato considerevole sebbene non abbastanza per rendere le abitazioni indipendenti. «Nel Regno Unito siamo famosi per la nostra ossessione con il tempo, ma quanto spesso lo vediamo in una luce positiva», spiega Karen Robinson di WeatherEnergy in una nota, «In un momento in cui il mondo sta disperatamente cercando fonti di energia a bassa emissione, i dati dimostrano che le rinnovabili pulite stanno già avendo un significativo e crescente ruolo in Scozia, e nel resto del Regno Unito, nel mix energetico. Dobbiamo solo usarle un po’ di più».

Volgendo lo sguardo verso il futuro, la Scozia si pone due obiettivi principali per quanto riguarda la sua produzione energetica. Tra 5 anni, ovvero nel 2020, l’obiettivo è quello di sopperire alla domanda con il 100% di energie rinnovabili. I dati dal 2013 suggeriscono che sia al 46%, e secondo gli esperti potrebbe anche riuscire nell’obiettivo. Il secondo, e allineato con i parametri dettati dall’Unione Europea, è quello di decarbonizzare la produzione di energia nel 2030, con l’obiettivo di produrre solamente 50g di CO2/kwh. Per raggiungere questi obiettivi, sono stati messi in atto diversi investimenti da parte del Governo che puntano soprattutto ad una rapida diminuzione della presenza di CO2 nell’atmosfera. Lo studio, supportato dal WWF UK, conclude però che sarebbe meglio abbandonare i piani e gli investimenti per quanto riguarda ‘la cattura e il sequestro del carbonio’ per decarbonizzare il settore energetico scozzese, poiché, come suggerisce l’analisi portata avanti da DNV GL, un sistema elettrico basato sulle rinnovabili, che sia efficiente e flessibile, è perfettamente attuabile nel 2030.

Nel frattempo si sono scatenate le polemiche di coloro che vedono un eccessivo uso dell’eolico e suggeriscono una differenziazione della produzione energetica. Già in primavera, Alex Salmond, allora Primo Ministro Scozzese, era stato criticato per l’eccessiva fiducia nei confronti dell’eolico, e per il fatto che oltre la metà delle turbine eoliche del Regno Unito fossero proprio in Scozia. Anche nei giorni scorsi, dopo questo studio, vengono fatte critiche al SNP, al Partito Nazionale Scozzese, di aver scommesso troppo su questa fonte di energia e di dover pagare cifre troppo alte alle compagnie per spegnere le turbine quando non necessario. Secondo dei dati diffusi e riportati anche dal The Telegraph’, una cifra record di 53.2 milioni di sterline sono state pagate nell’anno appena conclusosi per spegnere le turbine che stavano producendo energia non necessaria o che avrebbe sovraccaricato the National Grid. Il parco eolico più grande del Regno Unito, il Whitelee Wind Farm, che si trova nell’East Renfrewshire, ad esempio, ha ottenuto in questo senso 12 milioni di sterline. Ma non è solo sull’eolico che punta il Governo Scozzese, ma anche sul solare e sul marino. Un progetto che ha richiesto grandiosi investimenti è quello del Pertland Firth, che punta ad utilizzare l’energia delle maree.

 

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