sabato, Aprile 17

Un fumetto noir tutto pugliese field_506ffb1d3dbe2

0

Fumetto LadyMafia

Da sabato 22 febbraio 2014 sarà nelle edicole il fumetto noir ‘Lady Mafia’ il primo edito dalla Cuore Noir Edizioni. Nato da un’idea di Pietro Favorito con i disegni sferzanti e dinamici di Domenico Naglierio, narra la storia di Veronica De Donato che ha visto distrutta la propria famiglia per mano della mafia pugliese. I genitori e il fratello Andrea sono morti di morte violenta e il fratello minore Giacomo è scomparso. Lei è stata affidata ad una casa-famiglia del Nord e tornerà, sotto falso nome, a Foggia, dove è nata, per vendicarsi dei suoi nemici e per diventare una persona che conta nella mafia locale, detta Nostradaunia.

Il fumetto consta di 132 pagine su carta patinata ed è il primo, ristampato dalla prima edizione di tre albi già pubblicati, disponibili e distribuiti finora soltanto in Puglia, e che ora si fa largo nella distribuzione nazionale. La serie completa sarà formata da dieci albi che usciranno a cadenza bimestrale nelle edicole. La protagonista è una donna della mala assetata di vendetta, un killer spietato e infallibile, pronta a tutto per raggiungere il suo scopo, anche travestirsi da uomo per entrare nella società mafiosa di stampo maschilista. Le ambientazioni sono principalmente quelle delle città del Sud, anche se nella rubrica ‘Flashback’ della sezione ‘Extra’ del primo numero del fumetto comparirà la riproposizione della città di Parma, dove la protagonista ha vissuto in una casa-famiglia prima di fare ritorno a Foggia.

La copertina del fumetto è apparsa il 26 gennaio scorso in mano ad uno dei protagonisti della fiction televisiva ‘Braccialetti rossi’, messa in onda da una delle più importanti emittenti televisive italiane, Rai 1. È un segno che questo lavoro non sta passando inosservato. Non è tuttavia un semplice fumetto noir, ma nella sezione ‘Extra’ dà anche spazio a temi sociali della quotidianità, trattati con l’aiuto di esperti del settore: la violenza sulle donne, l’omofobia, lo stalking e molti altri argomenti.

 

Pietro Favorito, perché avete optato per un’antieroina come Lady Mafia e come mai la scelta di questo nome per il suo fumetto?

Perché volevo raccontare una storia forte, con una protagonista femminile che facesse quello che solitamente le donne non fanno. Quando iniziai a scrivere questo fumetto, lo feci pensando di poter raccontare anche una sorta di rivincita del femminile sul maschile e di riuscire a creare su di esso tanto interesse per affrontare poi argomenti più impegnativi e che purtroppo non finiamo mai di ascoltare nei notiziari: violenza sulle donne, stalking, femminicidio, ecc. Infatti, Lady Mafia, oltre ad essere un fumetto, tratta anche di queste tematiche. Il nome lo abbiamo scelto perché era abbastanza forte e spiegava da solo quello che poi sarebbero stati i contenuti del fumetto stesso. È una storia ambientata in una regione del sud, la Puglia. E Lady Mafia è la madre della protagonista che, prima di essere uccisa, aveva scalato i vertici della malavita locale, diventando una sorta di boss e meritandosi questo soprannome. La protagonista Veronica, dopo essere stata in una casa-famiglia al Nord, torna in Puglia per vendicarsi di chi le ha ucciso la famiglia. Ma dietro questa sua escalation di violenza c’è anche l’ambizione di diventare a sua volta come la madre, quindi una specie di donna emergente della mafia locale.

Nel fumetto le ambientazioni sono quelle reali del Sud d’Italia, precisamente della Puglia. Come mai questa particolare scelta?

Soprattutto per mostrare il bello dei luoghi pugliesi. Con questa edizione del fumetto, tra l’altro, non ci sarà come protagonista soltanto la Puglia o il Sud, ma anche il Nord, in quanto la protagonista Veronica, quando era in una casa-famiglia dopo la decimazione dei suoi, ha vissuto in provincia di Parma. Grazie ad una radio del Nord che si chiama Radio Bruno, abbiamo creato una rubrica denominata ‘Flashback’. In pratica narra la storia prima della partenza di Veronica per tornare al Sud: la storia prima della storia, così mi piace chiamarla. E per dirla con una parola più tecnica, siamo in un “prequel” a puntate che si svolge in Emilia Romagna.

La sua antieroina vive di e per vendetta: cosa ha spinto la protagonista ad utilizzare questo metodo?

È la formazione mentale di chi vive in quegli ambienti malavitosi, dove per riscattare il torto subito bisogna ricorrere alla violenza. Il dolore va riscattato con il sangue: questa è la forma mentis dell’antieroina che è cresciuta in un ambiente mafioso, per cui ha introiettato questa necessità di vendicarsi per ristabilire l’equilibrio.

In che modo questo fumetto riflette sul ruolo odierno della donna e i suoi drammi personali e sociali?

Nonostante la vicenda si svolga in un mondo decisamente ‘maschile’ (oltre che maschilista), tanto che Veronica è costretta ad assumere l’identità del defunto fratello Andrea per entrare a far parte di Nostradaunia, Lady Mafia è un fumetto decisamente dalla parte delle donne. Così come, infatti, Superman è la metafora delle difficoltà incontrate dal ragazzo di campagna per inserirsi in un contesto cittadino; Spiderman traccia le problematiche che ogni adolescente vive con il trasformarsi del proprio corpo; gli X-Men rimandano alla paura di ciò che è ‘diverso’; Lady Mafia riflette sul ruolo odierno della donna e sui suoi drammi, personali e sociali.

Come Veronica, per entrare in affari con la mafia, è costretta a fasciare il proprio corpo per nasconderne la femminilità, così anche la donna ‘moderna’ in ambiente lavorativo si vede penalizzata, nel confronto con un collega uomo. Allo stesso modo, la lacerazione interna della personalità dell’ antieroina rimanda allo strappo, che le donne oggi vivono dinanzi alla scelta tra carriera e famiglia.

Decisamente più esplicita, la posizione presa dal fumetto sulla tematica scottante della violenza sulle donne.

Come si pone questo fumetto con la tematica della violenza sulle donne?

Decisamente contro e tende a sottolineare anche i limiti della giustizia italiana nel tutelare appunto le donne. Attraverso la fondazione ‘Mai più sole’, Veronica e l’amica Elvira offrono un aiuto concreto a tutte le donne in cerca di una mano tesa. Per mezzo di conferenze e campagne esplicative, il tema attualissimo della violenza sulle donne viene affrontato sia all’interno della storia del fumetto, sia in maniera più approfondita nella sezione Extra di Lady Mafia. A dar voce ai protagonisti, sono qui psicologi ed esperti, che danno consigli alle donne oggetto di soprusi e tracciano identikit, per riconoscere predisposizioni e comportamenti violenti.

All’interno del fumetto Lady Mafia c’è una sezione intitolata ‘Extra’….

Si, la sezione ‘Extra’ di Lady Mafia contiene delle ulteriori tavole in cui noi anticipiamo il numero successivo, poi abbiamo la rubrica ‘Flashback’ e degli spazi in cui andiamo ad approfondire le tematiche a sfondo sociale che man mano si presentano nella storia principale. Su questo primo numero, grazie ad un dottore di Roma, lo psicologo e psicoterapeuta  Marco Salerno, approfondiamo in maniera tecnica il problema della violenza sulle donne. Lo facciamo utilizzando il linguaggio del fumetto: in realtà questo dottore si è prestato molto gentilmente ad interpretare un ruolo in questa sezione del fumetto per spiegare e fare luce sulla tematica della violenza sulle donne.

Come è stato lavorare ad un fumetto come questo?

Per me, che ho la passione della scrittura, è stato molto entusiasmante. In realtà il fumetto ha avuto una prima edizione in Puglia, prima di diventare nazionale. Il riscontro che abbiamo ottenuto è stato davvero eccezionale e ci ha spinto a tentare questo grande salto con la distribuzione nazionale. È, quindi, frutto di un primo test che ha riscontrato ampio successo.

La copertina del fumetto è apparsa nelle mani di uno dei protagonisti della fiction ‘Braccialetti Rossi’ in onda su Rai 1, domenica 26 gennaio. Come considera questo interessamento per questo suo prodotto da parte di una delle più importanti emittenti televisive italiane?

In un primo momento stentavo a crederci, perché io non stavo seguendo quella fiction e non ero a conoscenza dell’esistenza di essa: adesso non ne perdo un secondo. Il giorno dopo l’uscita di Lady Mafia su ‘Braccialetti Rossi’ iniziarono ad arrivare telefonate e messaggi che dicevano di aver visto il fumetto sulla Rai. Continuavo a non crederci, poi siamo riusciti a prendere dei fermo immagine grazie ad alcuni collaboratori e anche il particolare con la scena in cui il protagonista leggeva il nostro fumetto. È stato emozionante ed è una testimonianza che il lavoro che stiamo facendo non sta passando inosservato.

Siete arrivati al terzo numero. Quali caratteristiche sono rimaste e quali sono cambiate nelle tre uscite del fumetto?

Come tutti i fumetti la prima cosa che balza all’occhio sono i disegni. In genere tutti i fumetti sono utili per notare l’evoluzione dei disegni stessi e i miglioramenti del disegnatore: si cresce quasi con lui. Questo è ciò che soprattutto si nota: un crescente miglioramento dei disegni. La particolarità poi è che il testo è molto romanzato, quasi una graphic novel: il testo tende ad avere lo stesso valore dei disegni. Chi legge Lady Mafia lo fa soprattutto invogliato da una storia avvincente e che appassiona perché ha ritmo e nello stesso tempo è cruda e reale, e i disegni tendono quasi a passare in secondo piano.

Quali sono le difficoltà in tutti i campi che una casa editrice emergente ha trovato nel produrre un fumetto del genere?

Per quanto riguarda le librerie il mercato è praticamente sbarrato dai grandi editori, quindi non c’è possibilità di accesso, anzi è difficilissimo: i distributori nazionali non prendono neanche in considerazione questa eventualità. Lo stesso stava accadendo per la distribuzione nazionale nelle edicole, però avendo potuto testare il prodotto soltanto in Puglia, abbiamo poi potuto presentare al distributore nazionale dei dati incoraggianti di vendita. In Puglia, per dirla breve, abbiamo saputo dell’ esistenza di fumetti che vendono quaranta, cinquanta copie. Avendone vendute molte di più, siamo stati presi in considerazione e quindi hanno accettato di distribuirci in tutta Italia. Molto probabilmente se non avessimo fatto questo test di partenza e di gavetta in Puglia, non saremmo potuti arrivare ad una distribuzione nazionale, partendo da zero.

Parliamo del rapporto mafia – cultura?

Quello che noi vogliamo fare con il fumetto è cercare di porre il massimo dell’attenzione sul problema cultura, perché riteniamo che sia alla base della risoluzione, se vogliamo, del problema più grande che si chiama mafia. In pratica ognuno di noi dovrebbe, come diceva Falcone stesso «fare, prima di ogni altra cosa, un’analisi di coscienza: non pensare a combattere la mafia, ma iniziare a combattere quella parte di essa che vive in noi».

Quanto il fumetto può diventare strumento per formare le coscienze?

Non so se questo può essere possibile, però noi intendiamo provarci, quindi cerchiamo di sensibilizzare il nostro lettore, oltre alla semplice lettura del fumetto, anche  verso i libri, e ad avere interessi che si spingano oltre la semplice lettura di un fumetto. Abbiamo tra gli obiettivi quello di essere più di un semplice fumetto.

Cosa significa oggi il fumetto nell’industria culturale italiana?

Inizialmente il fumetto veniva visto come un prodotto di secondo livello, inferiore, rispetto ai libri. Ultimamente c’è stata una crescita notevole: noi abbiamo voluto dare il nostro contributo in questa direzione, andando quindi a collocarci in una via di mezzo tra il romanzo (ritenuto dal lettore medio un prodotto di maggior peso) e il fumetto. Non ci siamo fermati alla semplice narrazione di una storia che fosse banale, o semplicemente violenta (come a volte è il filone dei fumetti), ma abbiamo tentato di percorrere questa nuova strada: essere qualcosa di più.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.
End Comment -->