giovedì, Ottobre 28

Un fumetto contro il melanoma field_506ffb1d3dbe2

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melanoma

Le avventure di Neo2’ è la seconda edizione di un fumetto realizzato dalla Scuola Italiana di Comix di Napoli, fondata nel 1994 e punto di riferimento nel Mezzogiorno per la formazione di figure professionali legate alla comunicazione attraverso l’immagine con corsi storici di disegno, di fumetto, di illustrazione, di design e d’animazione (anche in 3D), e anche dalla Fondazione Melanoma, nata grazie al sostegno di due istituzioni pubbliche, l’Istituto Nazionale Tumori Fondazione G. Pascale di Napoli e la Seconda Università degli Studi di Napoli. La Fondazione è diretta e coordinata dal prof. Paolo Ascierto, Dirigente medico dell’Unità di Oncologia Medica e Terapie Innovative dell’Istituto Pascale, mentre il Presidente Onorario è il prof. Nicola Mozzillo, Direttore del Dipartimento Melanoma e Tessuti Molli dell’Istituto Pascale stesso.

Le avventure di Neo2’ costituisce lo spunto per parlare in modo leggero del tumore della pelle, il melanoma, che colpisce sempre più persone e in genere gli under 40, che sottovalutano i rischi dell’esposizione ai raggi UV sul proprio corpo. In dieci anni, infatti, i casi di melanoma sono raddoppiati, passando da meno di 6.000 nel 2004 agli 11.000 previsti per il 2014. Per sensibilizzare i ragazzi, ma non soltanto loro, sull’importanza della prevenzione in campo medico, che aiuta in 7 casi su 10 ad individuare la malattia allo stadio iniziale e consente la guarigione nel 90% di essi, questo fumetto verrà distribuito fra settembre e ottobre nelle scuole superiori del Mezzogiorno, anche se la striscia può essere scaricata anche ora dal sito della Fondazione.

Nella sua seconda edizione questo fumetto narra la storia di Giacomo, un ragazzo al quale è stato diagnosticato il melanoma, e parallelamente alterna nell’immaginaria Derma City all’interno del corpo dello stesso giovane le avventure di Neo, Melanì e dell’investigatore T, che cercano di sconfiggere i colpevoli della sua malattia (i geni Braf e Mek) per tentare di salvarlo. Ne ‘Le avventure di Neo2’ si dà spazio, oltre ai consigli per la prevenzione, anche per illustrare i nuovi trattamenti in campo medico, che nel 2011 ha visto una svolta nella lotta al melanoma metastatico, dopo un trentennio che non aveva registrato novità sostanziali in tale campo. Nella vita reale, infatti, sono attualmente disponibili in medicina diverse molecole rivoluzionarie, in grado di cambiare la storia della malattia, a partire dall’ipilimumab che agisce attraverso l’attivazione delle difese immunitarie contro il cancro. Nel 50% dei casi è presente la mutazione di una proteina, codificata dall’oncogene Braf V600, che svolge un ruolo chiave nello sviluppo del tumore. Gli inibitori di Braf V600, vemurafenib e dabrafenib, sono le prime forme di terapia personalizzata attive nei pazienti con questa mutazione genetica. Sono inoltre in fase di sperimentazione avanzata altre molecole, come gli inibitori di un’altra proteina, chiamata Mek, in combinazione con gli inibitori di Braf, e altri anticorpi immunomodulanti con meccanismi di azione complementari all’ipilimumab, oltre a molte nuove sperimentazioni cliniche su nuovi farmaci in questa patologia in fase avanzata.

Abbiamo intervistato sull’argomento Pako Massimo, vicedirettore della Scuola Italiana di Comix e art director della produzione e della didattica legata alla sezione ‘fumetto’ della stessa scuola.

 

Come è nata l’idea di un fumetto per sensibilizzare al problema sociale del melanoma legato alla Fondazione Melanoma?

In realtà la Scuola Italiana di Comix, che è molto radicata sul territorio campano e nel Sud Italia dove esiste da vent’anni, ha avuto il primo contatto qualche anno fa proprio con la Fondazione che lotta contro il melanoma e con il professor Ascierto in particolare. E da cosa nasce cosa: noi ci occupiamo d’intrattenimento e di comunicazione attraverso il linguaggio del fumetto, dell’illustrazione e dei cartoni animati, e il professore cercava degli strumenti diversi e alternativi per poter portare avanti una sensibilizzazione verso le problematiche della prevenzione e presentare in maniera più diretta i risultati raggiunti in questi anni grazie alle ricerche della Fondazione Melanoma. Così nacque l’idea di partire con un fumetto ‘Le avventure di Neo’, che quest’anno ha raggiunto il secondo episodio; si sta lavorando da un po’ di tempo anche su delle pillole in animazione (attraverso il cartone animato), per utilizzare canali diversi dalla carta stampata, e forse si sta pensando, ma ciò è solamente un rumors e non è ancora stato deciso nulla a proposito, di una app per telefonini, alla quale dovremmo collaborare in qualche maniera anche noi, come scuola.

 

Ci racconta come è stato lavorare ad un fumetto, che potremmo definire ‘a scopo sociale’?

Non è la prima volta, e non sarà neanche l’ultima, che si tratta un tema a scopo sociale. Per questo tipo di esperienza al piacere di fare questo lavoro, ossia disegnare fumetti, che nascono principalmente come linguaggio d’intrattenimento, si aggiunge il fatto che esso può diventare veicolo per motivare e informare: nel caso de ‘Le avventure di Neo’ è stato proprio questo lo scopo. Questo lavoro ci ha fatto piacere farlo perché noi lo lasciamo realizzare ai nostri allievi più bravi, e diventa anche una sorta di corsa a fare meglio tra gli allievi, per poter partecipare alla sua realizzazione. I ragazzi in realtà sono molto attenti a queste tematiche e hanno gusto a lavorare e produrre qualcosa che abbia un utilizzo concreto e reale, come quello di sensibilizzare verso alcune problematiche. Ci siamo divertiti, ma è stata anche una bella responsabilità fare bene questa cosa.

 

Quali tecniche di disegno e non soltanto sono state usate per la realizzazione delle due edizioni del fumetto?

Quando si parla di realizzazione di un fumetto, si deve sempre distinguere tra almeno due fasi fondamentali: una prima, che è la fase della scrittura, dell’ideazione e della progettazione, coinvolge figure come sceneggiatori e soggettisti, coloro che scrivono tutto ciò che si andrà a disegnare e danno voce ai personaggi del fumetto; mentre la seconda fase, che io ho curato in maniera più diretta, è quella della realizzazione pratica del disegno, della colorazione, dell’impaginazione e della produzione del file che andrà in stampa. Per quanto riguarda il disegno, tutti i ragazzi hanno utilizzato la tecnica classica a matita e china, chiusa in una tavola con tutte le vignette. La tavola, realizzata su un foglio di carta, viene poi acquisita al computer attraverso uno scanner e colorata con programmi adatti alla colorazione dei fumetti. In fase finale, il prodotto ultimo della tavola, chiusa e colorata, viene passato ad un impaginatore, quindi al reparto grafica, che provvederà a mettergli tutti i ‘ballons’, cioè le nuvolette attraverso i quali i personaggi del fumetto parlano e interagiscono tra di loro, così da completare il lavoro e farlo leggere a tutti coloro lo avranno tra le mani, una volta pubblicato.

 

Quale è la trama della prima e della seconda edizione del fumetto?

Nella prima edizione l’attenzione è stata fissata più a far capire ai lettori di cosa si stava parlando e quali erano gli elementi più direttamente interessati, quando si parlava di prevenzione e di lotta al melanoma. Come in ogni fumetto abbiamo cercato di creare dei personaggi protagonisti, in questo caso l’investigatore T, che si occupa di andare a caccia delle cellule cattive che creano il tumore alla pelle. Egli interagisce in una sorta di amore e odio con Melanì, la co-protagonista nel bene e nel male di queste avventure. Nella seconda edizione, avendo già presentato i personaggi e l’ambientazione, posti chiaramente su un doppio canale di racconto, quello realistico con personaggi umani e quello più fantastico e fantasioso rappresentato da ciò che accade all’interno dei corpi con i due protagonisti su citati, il professore Ascierto ci aveva chiesto di mettere un accento sulle novità rispetto alla ricerca che si erano sviluppate nell’anno intercorso tra il primo e secondo episodio: così si è parlato di alcune terapie particolari che si stanno applicando per la lotta al melanoma e della prevenzione dello stesso.

 

Nella seconda edizione cosa è cambiato e cosa è rimasto uguale rispetto alla precedente?

In realtà è cambiato molto poco, perché la metodologia è sempre la stessa, visto che funzionava, come si dice, squadra che vince non si cambia. Noi, e anche il professore Ascierto e tutta la Fondazione Melanoma, siamo rimasti molto soddisfatti della prima edizione del fumetto e del risultato ottenuto, sicchè abbiamo pensato di mantenere un metodo di approccio molto simile al precedente nella realizzazione e nella distribuzione di questo prodotto, l’unica cosa cambiata è il racconto, cioè la storia con fatti differenti; i personaggi però sono rimasti sempre gli stessi.

 

Quanto avete dovuto richiedere la ‘consulenza scientifica’ della Fondazione per descrivere e illustrare l’immaginaria Derma City all’interno del corpo del giovane Giacomo?

In realtà questa fase è importante e preliminare al lavoro e si esaurisce nella stesura della sceneggiatura, per evitare di scrivere strafalcioni o cose sbagliate, dato che gli argomenti trattati non riguardano il nostro campo di interesse diretto. Anche in fase di realizzazione del disegno, qualche volta (ma ciò è successo più con la prima edizione che in questa seconda, dove abbiamo avuto meno problemi) abbiamo dovuto richiedere un supporto fotografico, o qualche descrizione, per capire bene cosa si andava a disegnare, come ciò poteva essere reso nel migliore dei modi possibili, e anche se bisognava illustrare in maniera precisa, o se si poteva inventare con una piccola licenza creativa. La Fondazione Melanoma è stata sempre molto disponibile e molto puntuale nel risponderci, anche venendoci incontro, visto che non era il nostro settore, e cercando di semplificare quello che ci stava raccontando nei casi più complicati per noi.

 

Il fumetto verrà distribuito fra settembre e ottobre nelle scuole superiori del Mezzogiorno. Pensa che questo aiuterà a sensibilizzare i ragazzi sull’importanza della prevenzione in questo campo?

Sì, lo penso sicuramente e non perché il fumetto è stato prodotto da noi, ma perché sono fermamente convinto della potenza e della penetrazione che può avere uno strumento come questo per i giovani, con il suo linguaggio diretto, semplice ma non semplicistico, che riesce a comunicare anche messaggi molto articolati in maniera assolutamente lineare. I ragazzi sicuramente saranno più interessati e portati a capire meglio certe problematiche che li riguardano molto da vicino.

 

Questo fumetto è lo spunto per parlare in modo leggero di un tumore della pelle. Pensa che attraverso un’informazione di questo tipo si avvicini una più ampia fetta di pubblico al problema?

Sì, sicuramente e in qualche modo la risposta che davo prima è legata anche a questa problematica. Il fumetto, in quanto strumento di comunicazione di massa e d’intrattenimento, ha un pubblico molto ampio ed è molto facile raggiungere anche fasce di età che non sono ad esso direttamente interessate; inoltre è una cosa leggera e chiunque è disposto a spendere pochi minuti della sua vita per leggere qualcosa che in questo caso è ben realizzata, ben strutturata e spiega bene un problema. La prevenzione, per noi che abbiamo a che fare con i giovani, è una cosa importante; nonostante facciamo un lavoro molto diverso da quello del medico, crediamo molto nella forza di questo strumento.

 

In questa seconda edizione del fumetto si dà spazio, oltre ai consigli sulla prevenzione, anche ad illustrare i nuovi trattamenti medici a riguardo. Il fumetto diviene un mezzo per la sensibilizzazione sociale e preventiva sull’argomento. Quanto questo è in linea con la missione della Scuola Italiana di Comix?

Questo è molto in linea con la missione della Scuola Italiana di Comix, nel senso che essa è obbligata e tenuta a stare al passo con i tempi e siamo molto contenti di utilizzare qualsiasi strumento perché, anche grazie ad argomenti diversi, con la curiosità e l’informazione i nostri ragazzi possono essere pronti ad affrontare qualsiasi evenienza. Riguarda proprio il nostro lavoro, che passa anche attraverso la prevenzione, progettare il lavoro preparandoci a qualsiasi tipo di necessità. Anche se il campo medico e quello della scuola del fumetto sono diversi (nel primo si parla di malattie e quindi la prevenzione è fondamentale ed è una specie missione per la Fondazione Melanoma, che vede questo punto come molto importante e sentito fortemente; nel secondo si fa un lavoro molto simile, in quanto i ragazzi vengono qui per fare un lavoro bellissimo, ma molto difficile, e quindi essere preparati e pronti a qualsiasi tipo di evenienza professionale, per noi e loro è fondamentale e sensibilizzarli da questo punto di vista è importante), per noi è stato facile produrre e lavorare ad un fumetto di questo tipo, dove si parla di un argomento abbastanza vicino a loro, anche se in apparenza lontano dalla realtà della scuola di fumetto.

 

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