mercoledì, Dicembre 8

Un fisco più equo e semplice, ma come? La riforma del sistema fiscale in Italia, lo stato dell'arte, luci e ombre

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Anche se si parla di un fisco dal volto più umano, in sostanza si tratta di un obiettivo inavvicinabile. Un aspetto, questo, che non fa perdere l’ottimismo a Rossella Orlandi, Direttore dell’Agenzia delle Entrate. Durante un’intervista recente ha voluto ricordare che sono in partenza, o già partite, ben 210 mila lettere, che vedono protagonisti professionisti o lavoratori soggetti agli studi di settore, per dare loro la possibilità di mettersi in regola, a costi contenuti, con una sorta di disclosure ‘domestica’. Inoltre, sono in partenza altre 5 mila lettere che vedono protagonisti gestori di slot machine non in regola, e privati che non hanno denunciato, pagando quanto dovuto, per la proprietà di appartamenti o case detenute all’estero.

Insomma, non si tratta più solo della possibilità di rientrare in possibili controlli fatti a campionatura, ma di una macchina di confronti e valutazioni che sta funzionando molto bene, forse al di là delle aspettative, visto anche il disagio al quale sono andati incontro 40 mila dipendenti delle agenzie fiscali, con la decadenza di ben 800 dirigenti (per pronunzia della Consulta) in quanto passati al ruolo dirigenziale senza aver vinto alcun concorso.
Intanto il Ministro dell’Economia punta anche alla riorganizzazione delle varie agenzie, per ottenere maggiore efficienza, e un conseguente abbassamento dei costi, mentre la Orlandi, da parte sua, si auspica un cambiamento di cultura, che è il vero nodo ancora da sciogliere, visto che il livello di tolleranza nei confronti di chi evade, anche semplicemente non pretendendo di ricevere quanto spettante (come uno scontrino o una fattura), contribuisce ad alimentare un malcostume che è in discesa, ma solo per l’irrigidimento dei controlli, e non per una maturazione del senso civico.

D’altronde, però, si punta anche sulla maturazione della consapevolezza che chi vuole continuare ad ingrossare le fila degli evasori fiscali, si vedrà sempre più messo all’angolo, da una parte dalla constatazione che i nuovi strumenti utilizzati, e non ancora messi a punto in modo perfetto (con notevoli margini di miglioramento), funzionano bene, e dall’altra dai riflettori accesi su situazioni poco chiare, grazie alla platea di Paesi che, tramite la cooperazione internazionale, stanno erodendo i paradisi fiscali, dove permangono poche eccezioni.

Per il resto, al di là di un possibile, anche se non del tutto probabile, rilancio o prolungamento delle voluntary disclosure, non ci sono all’orizzonte grandi novità, riguardo temi già dibattuti, che hanno esaurito la forza di inerzia per giungere alla loro approvazione.
Infatti, i 5 decreti legge incentrati proprio sul tema della fiscalità, si concentrano, e per lo più confermano, la maggioranza delle condizioni esistenti, con scarse eccezioni a favore dei contribuenti. Tra queste ci sono: un procedimento di riscossione e adempimento dei versamenti all’erario semplificato; un sistema di sanzioni che sfrutta il principio della proporzionalità rispetto al reato commesso (fermo restando che non sono previsti sconti per quanto riguarda la pena massima), e soprattutto agevolazioni per chi deve mettersi in regola con piani di rateizzazione più facili da ottenere, con un orizzonte temporale più lungo, così da ridurre l’impatto delle singole rate sulle concrete capacità di riuscire a farvi fronte.

 

 

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