venerdì, Ottobre 22

Un falso storico

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Lunedì 21 giugno 1976, durante lo spoglio delle schede, cominciò a trapelare che la Dc avrebbe resistito; e rivinto. Prima la Dc col 38%, secondo il PCI col 34. Milioni d’italiani, che non avrebbero comprato da un notabile democristiano neanche una penna Bic (sarebbe stata ricettazione), avevano votato democristiano per paura dei comunisti. Col pianto nel cuore. ‘L’Unità‘ intitolò ‘Impetuosa avanzata del PCI’. Ma i capitalisti si fregarono le mani per lo scampato pericolo. Quanto ai soldi, quelli restavano bene all’estero per qualche altro annetto. I comunisti entrarono in area di Governo, prima con la formula dell’astensione, poi con quella dell’appoggio esterno. Di seguito fu rapito Aldo Moro, un aereo pieno di civili innocenti fu abbattuto nel cielo di Ustica, i Servizi organizzarono la strage di Bologna, la banda Craxi prese a esagerare con le ruberie, eccetera eccetera… Nella mia famiglia vennero disfatti i bagagli. Non si partì più. Ci si riprese a lamentare dei ladri di regime, della mafia, dei servizi pubblici e della scuola. In quei tre anni di terrore rosso non si sentì mai pronunciare la parolina liberatoria, l’unica in grado di smascherare la pantomima italiana: Yalta.

«Oddio se vengono i comunisti ci prendono tutto!»

«Yalta!»

«Ah già è vero!»

Lo zio Filippo fu tra i pochi illuministi post-comunisti a ricordarsi che la bandiera rossa con la sigla Pci non sarebbe mai potuta sventolare su Palazzo Chigi.
La storia prese per fessi tutti, meno lui. La storia, infatti, era già scritta, e lui l’aveva letta da qualche parte nel suo salottino riminese. Ma non un intellettuale, non uno storico, non un giornalista era stato tanto onesto da avvisare i compatrioti che, in Italia, sarebbe potuta accadere qualsiasi cosa tranne quella. Si sarebbe potuto insediare un governo di pretoriani e di previtiani, di ballerine e affaristi improbabili… ma non di comunisti. Perché Yalta. Eppure nessuno me lo toglie dalla testa che il primo a saperlo fosse Enrico Berlinguer. Ma allora perché usare quegli ultimi venti secondi impugnando il pennarellone e illudendo chi nel comunismo credeva davvero. Poteva dire: «Compagne e compagni, purtroppo ci sarà impossibile in ogni caso andare al Governo. Vi è infatti una storia prescritta che rende completamente vana l’espressione del vostro consenso. Di fronte a questa realtà inoppugnabile, il Partito Comunista Italiano invita i suoi elettori e simpatizzanti a disertare in massa le urne. Nella fattispecie vi consigliamo un viaggio organizzato a Yalta»

Quanto a mia madre, a mio padre e a mio fratello, ormai è tanto tempo che si sono trasferiti. Tanto davvero.

 

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