mercoledì, Settembre 22

Un college di Oxford bandisce un’associazione cristiana Decisione della commissione studentesca di escludere la partecipazione di associazioni cristiane alla fiera di orientamento dedicata ai nuovi iscritti

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Un college dell’università di Oxford ha vietato ai rappresentanti dell’Unione Cristiana di partecipare alla fiera di orientamento dedicata ai nuovi iscritti, i cosiddetti ‘freshers’. ‘Balliol Christian Union‘ (CU), così si chiama l’associazione, ha avuto quindi solamente la possibilità di esporre cataloghi e locandine in uno stand multifunzionale.

Ciò ha provocato delle polemiche, soprattutto quando è stato segnalato alla CU che un movimento, formato da studenti, ha approvato all’unanimità la decisione di escludere la partecipazione di specifiche organizzazioni cristiane dall’evento. L’Unione Cristiana ha descritto il loro comportamento come una violazione della libertà di parola e una violazione della libertà religiosa.

In uno scambio di posta elettronica, il Vicepresidente della JCR (Balliol’s Junior Common Room), Freddy Potts, riferisce ad un rappresentante della CU questo: «Riconosciamo i meravigliosi vantaggi di avere i rappresentanti della CU nella fiera dei freshers, ma siamo preoccupati del fatto che le giovani matricole possano essere danneggiate».

Ciò è avvenuto perché, secondo la maggior parte degli studenti, il cristianesimo avrebbe un’influenza negativa su alcune comunità perché i suoi metodi di conversione, poco ortodossi, vengono ancora usati per scatenare comportamenti omofobi e plagiare i fedeli.

Il ‘Rev Nigel Genders’, centro responsabile della scuola di Inghilterra, ha dichiarato che «la libertà di religione e di credo è un principio fondamentale che sostiene il Paese e le sue grandi istituzioni e università. I sindacati cristiani rappresentano alcune delle più grandi organizzazioni guidate dagli studenti in molte università del Paese e per escluderle in questo modo è stata fraintesa la natura del dibattito e del dialogo, in contrasto con il tipo di società che stiamo cercando di promuovere».

L’università cristiana e dei collegi (UCCF) ha dichiarato che i sindacati cristiani forniscono assistenza a 20.000 studenti, sparsi in tutto il Paese ogni anno, e l’anno scorso, 40 sindacati sono stati nominati e premiati per il loro contributo dato alla vita universitaria. Dunque, viene da chiedersi se questo accanimento sia stato necessario o sia stato frutto di un terribile pregiudizio verso la comunità cristiana.

Oggi, la chiesa cristiana è profondamente cambiata e, al suo interno, sono state apportate delle modifiche sostanziali, non tanto nel credo religioso, quanto nelle pratiche effettuate. Alcune chiese, ad esempio, hanno autorizzato rituali per la benedizione dei matrimoni dello stesso sesso. Altre chiese stanno ordinando sacerdoti transgender. Allo stesso tempo, alcune chiese radicate in contesti più tradizionali tendono ancora a tenere separati, nel santuario, le donne dagli uomini.

Grazie a questi profondi cambiamenti, anche le donne sono diventate più attive e aperte alla vita liturgica. In molte chiese inglesi, infatti, le donne hanno ricoperto posizioni di leadership pastorale e ciò ha portato all’aumento delle voci femministe nella chiesa; mentre altre comunità cristiane anglosassoni si stanno sforzando, tuttora, per accogliere fedeli cristiani gay, lesbiche, bisessuali e transgender.

Questo tipo di rivoluzione, all’interno dell’ambiente ecclesiastico, è sostenuta, ovviamente, da tendenze culturali contemporanee ( come l’accresciuta accettazione sociale dei diritti gay, le preoccupazioni LGBT) che tendono ad eliminare la discriminazione e condannano atteggiamenti omofobi.

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