giovedì, Agosto 5

Un buco del Sole che ci preoccupa Individuato un buco coronale sul Sole da un telescopio spaziale della Nasa. Nessun allarme per la Terra

0
1 2


C’è qualcosa di inquietante che ci giunge dal cosmo vicino e, forse proprio per questo, particolarmente meritevole di attenzione: le immagini appena catturate dal telescopio solare SDO (Solar Dynamics Observatory) e diffuse dalla NASA mostrano un gigantesco buco apertosi nella corona solare, che è la parte più esterna dell’atmosfera del Sole, quella che si vede chiaramente durante le eclissi totali, in cui Luna e Terra si allineano, fenomeno che accade solo quando la Luna, la cui orbita è inclinata di cinque gradi rispetto all’eclittica, la interseca in un punto detto nodo. L’ultima eclissi totale fu quella del 15 febbraio 1961.

Si tratta di rappresentazioni estremamente affascinanti e piene di messaggi che il Sole ci invia attraverso sistemi di osservazione sofisticatissimi prodotti dalle mani dell’uomo.

 

Telescopio SDO

L’occhio indiscreto che ha consegnato l’allarme è un telescopio spaziale prodotto da United Launch Alliance e lanciato l’11 febbraio 2010 dall’ente spaziale americano proprio per studiare da vicino le attività della nostra stella madre. Il suo costo ha superato gli 800 milioni di dollari e si può definire un vero gioiello, sotto tutti i punti di vista. Dunque, prima di addentrarci nelle specificità riportate a Terra -ma le informazioni sono ancora prive delle rifiniture scientifiche che impongono un’analisi rigorosa- riteniamo opportuno dare qualche dettaglio su questo apparecchio, proprio per validarne la veridicità e scacciare la possibilità di immaginare che quanto affermato oltre oceano sia una montatura mediatica di qualche ricercatore desideroso di visibilità.

Il telescopio SDO è una sonda stabilizzata da tre assi con allineamenti solari e due antenne ad alta ricezione; lo strumento, pesante tre tonnellate, è stato lanciato mediante un razzo Atlas V dal Kennedy Space Center. Dopo il perigeo iniziale a circa 2.500 km da terra, il sistema ha compiuto una serie di manovre orbitali in salita fino al raggiungimento di 36.000 km in un’orbita geosincrona a 102° di longitudine ovest e un’inclinazione di 28,5° per inviare i dati scientifici in banda Ka tramite le sue antenne maggiori, e i dati tecnici in banda S tramite le due antenne onnidirezionali. Sono sigle che possono dir poco o tutto, ma che assicurano comunque la ricezione delle informazioni anche in caso di avversità meteorologiche. E queste notizie vengono captate da due antenne da 18 metri posizionate a White Sands, nel Nuovo Messico, e a Soith Point, nelle Hawaii. Questo apparecchio dell’agenzia americana è la versione aggiornata del SOHO (Solar and Heliospheric Observatory), un progetto congiunto dell’Agenzia Spaziale Europea e della NASA che ha ripreso immagini dettagliate dell’intera superficie solare in luce ultravioletta, individuando fenomeni altamente energetici che influenzano l’intera atmosfera solare.

 

Il parere di uno scienziato

Quanto rilevato dallo SDO dovrebbe essere un fenomeno noto, stando alle prime informazioni giunte dalla NASA: è il buco coronale e appare come una macchia più scura e fredda sul disco del Sole. Lo si può vedere qui.
Secondo Marco Galliani, astrofisico dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) “I buchi coronali, da cui si origina gran parte del vento solare, il flusso di particelle emesso continuamente dalla nostra stella, sono una caratteristica tipica presente nell’atmosfera del Sole”.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->