giovedì, Ottobre 21

Un Brasile che arranca Intervista all'economista Marcos Cintra sulla situazione economica del Paese

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Marcos Cintra

Rio de Janeiro – “Il Governo brasiliano dà la colpa all’economia internazionale che cresce poco e agli analisti di mercato che cercano di mostrare la realtà dei fatti. Ma non può nascondere le sue responsabilità”. Esordisce così l’economista brasiliano Marcos Cintra, quando gli chiediamo un’opinione sulle responsabilità dell’attuale Governo rispetto alla debolezza dell’economia nazionale.  “L’economia brasiliana sta vivendo una situazione di bassa crescita e inflazione alta. Oltre a questo sta facendo molta fatica a competere con il resto del mondo”.

 

Perchè? Cosa ha scatenato questo scenario?
Tutto parte dagli errori commessi nella conduzione della politica economica e dalla mancanza di una strategia di sviluppo a lungo termine. Per non parlare degli effetti deleteri causati da una gestione della cosa pubblica errata, strumentalizzata dagli interessi dei partiti politici basati su ideologie obsolete e poco pratiche. Tutto questo ha generato l’attuale quadro di scoraggiamento e preoccupazione.

Stando alle ultime dichiarazione di Dilma Roussef, però, ci sono troppi pessimisti in giro per il Paese.  Secondo il Presidente il Brasile è ancora un’economia stabile, appetitosa per gli investitori internazionali …
Pessimisti o meno, gli analisti economici si limitano ad analizzare i fatti concreti. Il Brasile ha passato un periodo di forte crescita economica tra il 2004 e il 2008, grazie agli incentivi concessi alle famiglie che hanno stimolato un consumo maggiore.  La produzione è aumentata, grazie anche al coinvolgimento dei lavoratori nel procedimento produttivo e l’inflazione si è mantenuta ad un livello relativamente basso e sotto controllo. Bisogna ricordare che questo è stato reso possibile dalle politiche di stabilizzazione promosse nei primi anni 90. Tutto è stato pensato e messo in pratica per  aiutare l’economia a crescere, per esempio con l’aumento del credito per case e automobili. Oltre a questo è giusto dire che i venti positivi giunti dall’estero sono stati determinanti per la crescita.  Dal 2009 in poi è cambiato tutto: il PIL ha rallentato e i prezzi hanno cominciato a salire.  Il Governo tenta di nascondere le sue responsabilità , gli errori che ha commesso; tenta di attribuirli al resto del mondo colpevole di non essere capace di aiutare il Brasile nel modo giusto. Lo staff della Roussef sta cercando di convincere gli investitori a non dare credito alle profezie pessimiste degli analisti economici. Il fatto è che, nonostante la crisi globale castighi persino i Paesi ricchi, l’aspettativa di crescita per le economie in via di sviluppo, come il Brasile, si colloca sempre intorno al 5% all’anno per il periodo compreso tra il 2014 e il 2016. Peccato che allo stato attuale la crescita del PiL brasiliano sia prevista sotto l’1% quest’anno e non più sopra del 2% nei prossimi 2 anni. Perciò serve a poco tentare di nascondere la polvere sotto i tappeti. I fatti parlano.

Qualche suo collega sta rischiando grosso per aver reso pubblici alcuni punti deboli dell’economia brasiliana …
E’ una situazione assurda e ridicola. Non c’è nulla di male se un analista allerta i propri clienti  rispetto ai problemi economici del Paese … Il Presidente del PT Rui Falcao  ha addirittura definito ‘terrorista’ un collega analista per aver esposto le fragilità dell’economia brasiliana e la cupola del partito ha minacciato di processare la banca per la quale questo ‘terrorista’ lavora. Ma siamo pazzi? Che modi sono? Che democrazia è questa? La situazione oggi è molto chiara: la produzione di montaggio di automobili sta calando vertiginosamente, le richieste nel settore della costruzione civile sono diminuite, le vendite del commercio al dettaglio sono in calo e il numero dei posti di lavoro si sta riducendo ogni giorno di più.  Gli analisti economici stanno solo facendo il proprio dovere, vale a dire che stanno mostrando la realtà effettiva delle cose; realizzano proiezioni rispetto a ciò che servirà nel 2015, gli aggiustamenti severi nella politica econômica necessari per permettere al Brasile di tornare a far parte degli assi.

Ma se è tutto così evidente perchè il Governo continua a parlare di pessimismo eccessivo?
Il Governo nega l’evidenza. Il Governo vuole convincere il mondo che è tutto bianco anche se il mondo vede nero. E questo preoccupa gli agenti economici e genera insicurezza nel mercato.  L’attuale gestione politica funziona così: aggredisce chi mostra la realtà dei fatti, la vera situazione economica del Paese.  Il Governo cerca di convincere la società intera che l’inferno sta da un’altra parte, quando in verità l’ambiente è stato inquinato proprio dai suoi errori e dalle sue proprie inefficienze.

 

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