lunedì, Settembre 27

Un battesimo che ci piace image

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no italicum:

La prima uscita politica della bandiera di L’ALTRA EUROPA – CON TSIPRAS, lunedì davanti a Montecitorio per dire “NO all’italicum, porcellum mascherato!”

E che c’entra l’Europa – e la sinistra che va in Europa per cambiarla – con la riforma elettorale italiana? C’entra moltissimo!
Perché questa pessima proposta di riforma non è che l’ennesimo attacco da parte degli interessi dominanti sulla scena globale, contro i diritti democratici e le tutele per i lavoratori e gli spunti di progresso sostenibile che la Costituzione italiana, nata dalla Resistenza contro il nazifascismo, consacrò quasi settant’anni fa e ha presidiato finora.
Il potere vero, quello del capitalismo finanziario transnazionale, quello che smantella il welfare da più trent’anni, quello cui sta stretta la democrazia stessa – e ormai anche la pace tra i popoli -, l’ha detto espressamente: «ultimo ostacolo al pieno esercizio dei privilegi del neoliberismo, sono le costituzioni dei paesi del sud-Europa ancora troppo intrise di quel po’ di socialismo e solidarismo che servì alla ricostruzione, ma che ormai è d’impaccio alla guerra di classe dall’alto».

Infatti, la classe politica che ci dis-governa da anni – ora con l’accordo esplicito tra i due poli cosiddetti di centrodestra e centrosinistra (e con la foglia di fico fresca dell’opposizione anti-tutto grillina, lì apposta per tenere in piedi il sistema senza disturbare i manovratori veri) -, ha già manomesso la Costituzione, le leggi sui diritti, lo Statuto dei lavoratori, la pratica dei beni pubblici e la teoria di quelli comuni, e soprattutto la testa della gente col suo formidabile apparato delle armi di distrazione di massa.

Quindi, fategli calcinare definitivamente – perfino in peggio, rispetto a oggi – pure l’istituto massimo di autogoverno del popolo, cioè il metodo di formazione democratica del legislativo, per di più tra gli applausi – come si trattasse di una conquista -, e i banchieri mondiali alla JP Morgan e i burocrati continentali alla Merkel o Lagarde, non avranno più remore a chiudere storicamente la partita con l’Europa stessa dell’Umanesimo, speranza di giustizia del mondo intero!

Per questo, noi sostenitori romani della lista L’ALTRA EUROPA eravamo in piazza contro l’italicum! 
Per questo la nostra bandiera, in prima uscita politica vera e propria!
Perché la lotta per un’altra Europa passa e passerà per tutte le piazze del continente, fino al voto di maggio – in ogni specifica vertenza di diritti ed equità, democrazia e occupazione, pace e cultura.
Ed è propriamente il fatto che finalmente torniamo a unirci, a camminare insieme verso lo stesso obiettivo – donne e uomini, compagne e compagni, lavoratrici e lavoratori, cittadine e cittadini di sinistra di tutti i Paesi europei – è questo che forse essi, i detentori di potere e interessi e privilegi, non avevano messo nel conto.

Ma è appunto solo questo, questo comprendere insieme e insieme agire, ciò che – se vinceremo, se arriveremo a cambiare l’Europa – ce l’avrà reso possibile!

 

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