lunedì, Aprile 19

Un antenato bizantino del matrimonio gay? Ecco perché la fratellanza spirituale dell'Impero Bizantino è da ritenere fosse anche carnale

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Si pensa che il matrimonio con un partner dello stesso sesso sia un rito moderno, ma la storia ci dimostra altro. Durante il Medioevo, infatti, nell’Impero Bizantino, la fratellanza spirituale (‘spiritual brotherhood’) era un rito che veniva praticato spesso e si ipotizza, addirittura, che fosse un’antenata del matrimonio omosessuale.

L’argomento è alquanto controverso perché certi studiosi ritengono che il rapporto fra questi ‘fratelli’ non implicava alcuna intimità sessuale, altri, invece, sostengono il contrario. Qualcosa di riconducibile a questa ipotesi ci può essere stato e i bizantini ne erano a conoscenza.

Per diventare fratelli spirituali, i due uomini dovevano recarsi in chiesa e ricevere la benedizione di un sacerdote, il quale pronunciava davanti a loro una preghiera. Molte di queste preghiere sono state custodite.

Ecco una parte di preghiera risalente all’ 800: «Questi tuoi servitori che si amano l’un l’altro con amore spirituale sono venuti alla tua santa chiesa per essere benedetti da te: concedi loro la fede senza vergogna, l’amore senza sospetto...». Dopo la benedizione del sacerdote, gli uomini diventavano fratelli per la vita.

La Chiesa Ortodossa e gli scrittori bizantini mostrano, però, delle titubanze su come avvenisse il rito. Perché questi uomini entravano nelle confraternite spirituali? Per motivi sessuali, per avere facile accesso alle famiglie e alle donne degli altri, o addirittura per scopi criminali? Purtroppo non abbiamo molte prove e il rito non era sicuramente pensato per consentire agli uomini di avere rapporti sessuali, ma si può ipotizzare che durante l’impero bizantino qualcosa sia accaduto.

L’Imperatore Basilio I (metà 800) amava circondarsi di fratelli spirituali. Gli storici bizantini che scrivevano a metà 900, notarono che il suo sguardo catturava l’attenzione degli altri uomini.

Theophilo, ad esempio, membro della corte imperiale di Basilio, desiderava l’imperatore. Anche l’imperatore Michele amava Basilio ed era attirato dalle sue qualità fisiche che superavano tutte le altre. Dopo che Basilio e il compagno prescelto ricevevano la benedizione dal sacerdote, «si rallegravano tra loro». Questa ‘allegria’ ricorda ciò che c’è scritto nei Proverbi 5:18 nei quali è riportata questa frase: «Rallegratevi con la moglie della vostra giovinezza».

Prima di diventare imperatore, Basilio si unì come fratello a Giovanni che era il figlio della vedova Danelis. Basilio beneficiò delle risorse economiche della vedova e, successivamente, la vedova beneficiò del rapporto del figlio con l’imperatore. Più tardi quando Basilio divenne imperatore, Danelis visitò la corte imperiale, fu trattata con grande rispetto e fu persino chiamata ‘madre dell’imperatore’.

Ma non è tutto. Le lettere, che gli uomini si scrivevano tra loro e che sono giunte fino a noi, mostrano un sentimento di grande affetto. La lingua dell’amore maschile, che risale ai tempi degli antichi greci, è stata usata costantemente. Un fisico bello scatenava senza dubbio il desiderio maschile.

Un’altra storia dimostra queste dimostrazioni di affetto. Ecco il racconto di quattro uomini vicini a Santa Maria Giovane. La biografia di Santa Maria Giovane è un testo anonimo scritto probabilmente intorno al 900 o intorno all’anno 1000.

Santa Maria, che visse nell’800, aveva un figlio, Vaanes. Vaanes era un soldato che è stato amato da altri soldati, suoi compagni. Egli era particolarmente vicino al suo amico Theodoros: «Vaanes stava con un certo Theodoros … che lo aiutava in tutte le sue eccellenti prodezze … un uomo coraggioso e forte nelle questioni militari, ma più coraggioso ancora nel condurre una vita al servizio di Dio. Lo stringeva a lui, come un toro di buon lignaggio, essi si sentivano ricchi come se fossero stati dei proprietari di terreni agricoli che stavano seminando semi di ottima qualità, come se fossero i migliori agricoltori»

Il termine ‘Yoked’ (soggiogato) è spesso usato per riferirsi a queste coppie e sembra che questa vita spirituale fosse in realtà piuttosto carnale. Ma non è solo il figlio di Maria ad essere citato. Suo marito Nikephoros aveva una relazione con un altro uomo, chiamato Vardas. Vardas era sposato con la sorella di Maria ed ha suggerito al suo amico Nikephoros di sposare Maria.

Un’unione matrimoniale che li avrebbe fatti sentire più vicini: «Poiché, carissimi uomini, siamo diventati profondamente coinvolti l’uno con l’altro e siamo legati dalla nostra intima relazione, penso sia giusto rendere questo nostro legame d’amore più forte e applicare i legami di parentela affinché possiamo essere uniti in due modi: forgiando una connessione familiare insieme alla nostra intima relazione d’amore».

E’ ipotizzabile che lo scrittore anonimo della vita di Maria ci stia comunicando che questi uomini siano stati fratelli spirituali che nutrivano un affetto particolare, proprio come l’imperatore Basilio con il suo primo fratello.

Una confraternita spirituale ha una serie di cose in comune con il matrimonio con partner dello stesso sesso: la relazione è benedetta da un sacerdote, è presente un profondo affetto, così come il desiderio e il rapporto carnale.

Possiamo affermare che il grande impero medievale fu sorprendentemente sconvolgente.

 

Il testo è stato realizzato da Mark Masterson dell’Università di Wellington e originariamente pubblicato in lingua inglese

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