martedì, Giugno 15

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Francesco non appare troppo preoccupato dall’upgrade dell’attacco di chi vuole farlo fuori, e forse non solo metaforicamente. Troppo ‘rivoluzionante’ questo Vicario di Cristo. ‘Che già il Capo, a pensarci bene, poteva darci meno problemi, e beati i poveri qua, e porgi l’altra guancia là, ma come si può, che poi c’è gente che ci crede davvero’, sembra la base del mugugno dei suoi avversari. Anzi, ormai suoi nemici e sempre più scatenati, mentre via via cresce la possibilità (il rischio?) che gli succeda ‘qualcosa’.

È questa la chiave dell’ultimo attacco mediatico sulle sue condizioni di salute. Sul quale non si può che apprezzare, sottoscrivere e  riprendere l’apertura di ‘Avvenire‘ di Giovedì 22 Ottobre: ‘L’informazione è malata. Il Papa invece sta bene‘, titola il Direttore, Marco Tarquinio. Mentre, per rimanere in tema stampa, ‘Oggi‘, settimanale della Rizzoli Corriere della Sera, diretto da Umberto Brindani, ha, a tutta copertina, ‘Papa sotto tiro. Ma che cosa sta succedendo dentro la Chiesa?‘.

 

Ecco, appunto: cosa sta succedendo?

 

Jorge Mario Bergoglio sembra non preoccuparsi più di tanto, convinto di sapere il mestiere suo, peraltro tanto atipico che è difficile prepararsi. E fiducioso di sapersi ben difendere, con altre armi. E sarà pure FranCHEsco, ma non andrà a infilarsi in un cul de sac di boschi boliviani come il suo vecchio amico Ernesto. ‘Un bravo ragazzo, seguro, ma troppo moderato. Troppo!’, forse penserà di lui. Anche perché, oltre che Papa Francesco, sembra pure Papa Monzon. Ha preso il nome del poverello d’Assisi (che certo avrà molto gradito), ma sta anche seguendo gli insegnamenti di un altro suo conterraneo, il massacratore di San Javier, Carlos. Straordinario esempio di umiltà il primo, straordinario esempio di macchina da demolizione il secondo. E anche Francesco, senza più mezze misure, sta massacrando stereotipi e ipocrisie, spazzando via le influenze delle ‘potenze infernali’, quel ‘fumo di Satana’ penetrato sin dentro il Vaticano, e la Chiesa tutta, come ebbe a denunciare Paolo VI. E pensare che siamo ancora quasi solo all’inizio della fase ‘calda’ dell’attività più radicale del Papa venuto dai confini del mondo’. E dalle sue ‘periferie esistenziali’.

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