venerdì, Ottobre 15

Ultima possibilità per l’indebolito Presidente del CHP field_506ffb1d3dbe2

0

kilicdaroglu

«Siamo una grande famiglia. Abbiamo ragione, siamo forti. Concorriamo in un mondo civilizzato». Parole apparentemente conciliatorie quelle pronunciate nella giornata di venerdì, in seguito alla sua rielezione, da Kemal Kılıçdaroğlu, vecchio e neopresidente del CHP, Partito Popolare Repubblicano. Tuttavia, il periodo intercorso tra le elezioni parlamentari del 10 agosto e il 18° Congresso straordinario del CHP, tenutosi il 5 settembre, è stato tutt’altro che pacifico. I Kemalisti ortodossi, opposizione interna al partito, il ramo più tradizionalista, sono rimasti delusi dall’esiguo 38% dei voti ottenuto dal candidato presidenziale Ekmeleddin Ihsanoğlu, appartenente alla coalizione formata da CHP e MHP (Partito del Movimento nazionalista, di estrema destra), ed ex presidente dell’Organizzazione della Cooperazione Islamica (OCI) tra il 2004 e il 2014. «Quando ho sentito il nome Ihsanoğlu, non ho pensato che il nostro Presidente stesse correndo dei rischi bensì andando incontro a un totale fallimento. Non si tratta di un rischio, ma di non saper anticipare il futuro né comprendere la politica», ha criticato Muharrem Ince, avversario di Kılıçdaroğlu al Congresso in un’elezione per il Presidente del partito. Ma Ince, membro del partito originario di Yalova, ha anche mosso una critica procedurale. «Sono uno dei tre vicepresidenti. Ho appreso del nostro candidato alla TV…senza dubbio Kılıçdaroğlu è una persona rispettabile. Tuttavia, a causa di politiche errate ha “regalato” la Presidenza a Erdogan».

Dal canto suo, Kılıçdaroğlu ha difeso la propria linea politica dimostrando di aver sostenuto politiche e movimenti di sinistra, dalle proteste di Gezi Park ai diritti dei lavoratori in seguito alla tragedia della miniera di Soma. Ha poi replicato ai suoi critici: «Sostengono che il CHP sia un partito elitario. Rispetto le élite, sono intellettuali. Ma ci sono anche quegli snob che salvano la Turchia ai tavoli di rakı e di cui voglio ripulire il partito. Ho bisogno di persone che lavorano e non di chi conversa ai tavoli di raki».

All’inizio del Congresso, 944 delegati hanno presentato le loro firme per il candidato Kılıçdaroğlu mentre 177 per Muharren Ince. Tuttavia, al momento dell’elezione, il primo ha ottenuto solo 740 voti contro 415 del secondo e ciò equivale a dire che 204 delegati, che inizialmente hanno firmato per Kılıçdaroğlu, hanno poi votato per il suo avversario. In termini di percentuale, è un 64% versus 36%, un risultato finale inaspettato.

A seguire, nella giornata di sabato, si sono tenute le elezioni dell’assemblea del partito composta da 60 membri, fortemente contestata. Hanno presentato la propria candidatura 474 candidati. Kılıçdaroğlu ha presentato una lista di candidati con cui vorrebbe collaborare, così come ha fatto Ince ed era presente anche una terza lista di candidati di sinistra. Dopo ore di votazione, non c’è stata alcuna svolta politica significativa in seno all’assemblea, in cui erano e sono rappresentati gli stessi schieramenti.

Tuttavia, ciò non significa che nulla è cambiato. Kılıçdaroğlu ora è consapevole della presenza di un’opposizione rafforzata alla sua leadership in seno al partito, che si aspetta migliori risultati alle elezioni e una minore apertura nei confronti degli elettori di stampo conservatore e religioso, bensì una maggiore attenzione agli elettori fedeli. È questo il dilemma del partito. I suoi seguaci raggiungono circa il 25%. Se si apre a elettori religiosi-conservatori o curdi, corre il rischio di perderne dei propri, che potrebbero preferire il raggruppamento MHP, ultra-nazionalista e anti-curdo. Kılıçdaroğlu ha tentato cautamente questa apertura politica dal 2010, anno della sua prima elezione da presidente del partito, invitando personaggi curdi di chiaro orientamento politico come candidati all’assemblea o democratici sociali liberali. Potrebbe ora continuare in questa direzione avvalendosi di più candidati per conquistare elettori non storici. Ciò non è senza rischio. Se alle prossime elezioni parlamentari il CHP rimarrà di nuovo al di sotto del 30% dei voti, si terrà un altro Congresso straordinario ed è improbabile che Kılıçdaroğlu vinca di nuovo. Se invece il partito aumenta i propri seggi, allora Kılıçdaroğlu ne uscirebbe rafforzato e potrebbe finalmente trasformare la coalizione in una di stampo più social-democratico e meno nazionalista, per cui sarebbe anche necessario un nuovo programma di partito. Diventerebbe questa la vera sfida.

 

Traduzione di Patrizia Stellato

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->