lunedì, Maggio 17

UKIP: posizioni ed elettorato

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Londra – Quando il Partito Indipendentista del Regno Unito, UKIP, è diventato il partito di maggioranza alle scorse elezioni europee, nessuno dei suoi rappresentanti sedeva nella Camera dei Comuni. Da maggio, però, le cose sono cambiate. Grazie a due elezioni suppletive, Nigel Farage può finalmente dire che due dei suoi siedono tra i banchi di Westminster. Tecnicamente i due eletti già risiedevano in quell’aula, perché entrambi appartenenti al Partito Conservatore. Si tratta di Douglas Carswell, che in ottobre ha mantenuto il suo seggio di Clacton, e più recentemente di Mark Reckless, che la settimana scorsa è stato riconfermato per il collegio di Rochester and Strood.

Una legittimazione questa che ha anche portato all’ascesa di UKIP nel gruppo dei partiti che saranno invitati ai dibattiti all’americana pre-elezioni e che ne rende in assoluto uno dei più interessanti partecipanti. L’antieuropeismo, le posizioni sull’immigrazione e il suo populismo sono al centro dell’attenzione dei media, e stanno in molti versi influenzando anche il dibattito politico poiché spingono i Tories verso destra, con una conseguente crescita esponenziale delle critiche verso il Primo Ministro David Cameron. Un partito che intercetta i voti di coloro che non sopportano l’idea di un’Europa burocratica che decida da Bruxelles le sorti del Regno Unito, che fa leva sulla paura del cambiamento dovuta all’immigrazione e sullo scetticismo e disaffezione verso l’attuale classe politica.

Una formazione politica non giovanissima, dato che UKIP fu fondato subito dopo il Trattato di Maastricht, la cui lenta ascesa sembra non arrestarsi e preoccupa tutti i maggiori partiti che cercano in ogni modo di arginare l’emorragia di voti. Il titolo di terza forza politica è già stato strappato ai Lib-Dem di Nick Clegg da parte di UKIP, e anche Labour e Conservatives non sono a rischio di perdita punti percentuali. Ma chi sono gli elettori di questo partito? Quali ne sono le caratteristiche sociologiche? Per rispondere a queste e molte altre domande per capire la fenomenologia di UKIP e dei suoi elettori, noi de L’Indro, ci siamo rivolti all’esperto di elezioni nel Regno Unito Stephen Fisher, Professore Associato in Sociologia Politica al Trinity College della Oxford University.

UKIP non è un nuovo partito, ma solo recentemente ha avuto un grande successo alle elezioni, quelle europee, e negli ultimi mesi ha mandato due rappresentanti a Westminster. Perché sembra essere questo il momento giusto per UKIP?

Una combinazione di vari motivi. Il primo è che ha un leader carismatico, Nigel Farage era a capo del partito nel 2009 e fece molto bene alle elezioni europee, ma poi si dimise e, nelle elezioni generali del 2010, UKIP non ebbe grandi risultati. Tornato in carica, è stato molto bravo come comunicatore per i media, ma anche ricostruendo il partito in una più efficiente macchina organizzativa nella campagna elettorale. Un altro fattore è l’attuale governo di coalizione. Prima i Liberal Democrats, così come un partito pro-euro, centrista, liberale erano anche un partito di protesta, laddove le persone stanche dei due maggiori partiti votavano per i Lib-Dem. Adesso che questi sono in una posizione di governo, i voti di protesta devono andare altrove e sembra che stiano andando verso UKIP. In questo senso anche i Green stanno andando meglio attirando i voti di coloro che avrebbero votato Lib-Dem. Bisogna inoltre considerare il calo di popolarità dei leader dei partiti di maggioranza: Cameron, Miliband e Clegg stanno andando tutti male nei sondaggi. Ci sono inoltre delle questioni strutturali di lungo termine in questo contesto, UKIP attira persone che sono antieuropeiste, circa il 50% della popolazione del Regno Unito, votanti che vogliono la riduzione dell’immigrazione, circa il 75% della popolazione, e i due partiti maggiori non si sono accordate con l’opinione pubblica su queste questioni. Queste problematiche sono particolarmente popolari tra persone che sono anziane, bianchi e maggiormente nella ‘working class’ con un basso livello di istruzione, tra le persone più povere con salari bassi, poca conoscenza politica e solitamente uomini.

Parlando di voto di protesta, Farage ha dichiarato più volte che non si tratta di questo nel caso di UKIP. Ma politicamente, come altre formazioni europei, UKIP può essere considerato un partito dell’antipolitica?

UKIP è molto simile ad altri anti-partiti europei, ci si interroga se sia il caso di indicarlo di estrema destra come alcuni di questi partiti del continente. La cosa da dire è che UKIP è fortemente contro l’immigrazione e fortemente contro l’Unione Europea, non è a favore di uno ‘sciovinismo del welfare’ e cerca di restringere i sussidi agli immigrati più recenti.

Con un relativamente nuovo partito è molto difficile stabilire da dove provenga il supporto e c’è molta confusione su quale sia l’origine di questi voti. Da dove provengono questi voti e quali sono le proiezioni verso le prossime elezioni?

I voti arrivano un po’ da tutti i partiti, ma maggiormente dal partito Conservatore e anche da coloro che in precedenza non votavano. È molto difficile anticipare il numero dei seggi per UKIP alle prossime elezioni, perché ci sono così grandi cambiamenti dalle scorse. E anche perché lo schema del loro supporto geograficamente e nei collegi sta cambiando. L’altro fattore da prendere in considerazione è che non basta predire il numero dei seggi basandosi su un cambiamento uniforme per le elezioni; bisogna assumere o avere prove che faranno particolarmente bene in specifiche constituencies che hanno selezionato e in cui si concentra la loro campagna elettorale. Quindi la possibilità che ottengano dei seggi dipende fortemente da quanto faranno campagna elettorale e da quanto questo sia un successo. Quindi al momento è molto difficile fare una previsione, ma in molti parlano di ottenere, potenzialmente, circa dieci, dodici seggi.

Guardando all’enorme successo di UKIP alle scorse elezioni, quali sono le aspettative in termini di supporto percentuale che possiamo prevedere?

intorno al 15% dei voti per quanto riguarda i sondaggi al momento, ma questi numeri tendono a cambiare un po’ e in certi casi vengono riferiti numeri più alti, fino al 20%. Le previsioni non furono confermate alle elezioni europee, quindi probabilmente siamo più vicini al 15%. Con le elezioni che si avvicino, ci possiamo aspettare che questo valore cali un po’, perché la campagna si concentrerà più su chi possibilmente formerà il Governo e il voto di protesta parzialmente tende a diminuire. Ciononostante, basandosi sull’esperienza di partiti minori nel passato, difficilmente scenderà più di un paio di punti percentuali e quantomeno non possiamo aspettarci che diminuisca drammaticamente.

Osservando le politiche messe in campo da UKIP, è il partito che va incontro agli interessi di una certa popolazione o è l’umore delle gente che sta cambiando riguardante certe tematiche?

Non tutti sono ovviamente d’accordo con ciò che UKIP propone, ma sembra che il Partito suggerisca politiche che sono popolari. Hanno iniziato essenzialmente come un partito antieuropeo, aggiungendo successivamente l’elemento contro l’immigrazione, che probabilmente era già presente ma non così enfatizzato, e adesso stanno adottando battaglie di cui si discute molto e cambiando le loro posizioni per essere più popolare. Prima era in favore di una bassa tassazione anche per i ricchi, adesso solo per i salari più bassi e per i medi. Un tempo in favore della privatizzazione del sistema sanitario, adesso non più poiché è una posizione molto impopolare. Ci sono quindi necessariamente dei segnali che stanno costruendo una più ampia agenda politica di quella usata in passato, e che spesso seguono proprio ciò che il pubblico vuole.

Qualche altra considerazione su UKIP che ci aiuti a capire questo partito in vista delle prossime elezioni?

Si può osservare come sia importante notare che i risultati di UKIP nelle prossime elezioni, e il modo in cui prenderanno i voti dai due partiti principali, potrebbe finire per influenzare enormemente l’esito della competizione dei due maggiori partiti nelle circoscrizioni. E che ciò in ultima analisi influenzerà ovviamente l’equilibrio di potere dei due partiti alle prossime elezioni, poiché i sondaggi suggeriscono che ci sarà probabilmente un ‘hung Parliament’, e una conseguentemente una coalizione, e quindi sarà interessante vedere quali dei due partiti sarà il maggiore e prenderà in mano le negoziazioni per formare la coalizione.

Possiamo immaginare una coalizione Conservatives-UKIP?

UKIP ha dichiarato che saranno disponibili a formare una coalizione con chiunque porterà avanti un immediato in-out referendum sulla permanenza nell’Unione Europea. I due partiti principali in realtà non hanno ancora detto niente e potrebbero non dire nulla fino alle elezioni per quanto riguarda la loro volontà di fare un patto di coalizione con UKIP. Ma certamente non possiamo escludere la possibilità di UKIP di essere in una coalizione, o, quello che in effetti c’è da dire è che Nigel Farage ha suggerito che sono disposti ad adottare la strategia definito ‘confidence and supply’, ovvero non formano una vera coalizione e non vanno al Governo, ma fanno un patto in cui appoggiano il Budget del Governo e alcune politiche, in modo che un Governo di minoranza possa durare. Questa opzione sembra in effetti più verosimile che una coalizione.

 

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