mercoledì, Maggio 12

UK contro i matrimoni forzati field_506ffb1d3dbe2

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Londra – I matrimoni forzati sono un abuso dei diritti umani e rubano a migliaia di bambini e ragazzi nel mondo il loro diritto all’infanzia e all’adolescenza. Questo fenomeno, che colpisce soprattutto individui in giovane età, rappresenta una prassi abbastanza comune in certi Paesi. Secondo Plan UK, un’organizzazione che si occupa di infanzia, una ragazza su 3 nei Paesi in via di sviluppo si sposa prima del diciottesimo compleanno, una su sette prima dei quindici e alcune addirittura dall’età di 5 anni.

David Cameron, Primo Ministro Inglese, ha descritto questa pratica come «orribile» e  annunciò, nel 2012, il suo impegno nel renderla illegale. Il Regno Unito, primo in Europa, ha aperto la strada a dei provvedimenti legislativi che puniscono con il carcere -fino a 7 anni- chi si rende colpevole di perpetuare questa violenza.
La legge, introdotta il 16 giugno, ha lo scopo di aiutare le vittime in Inghilterra e Galles, ma copre anche i cittadini del Regno Unito che si trovano all’estero e che sono a rischio di essere costretti in un matrimonio forzato.  «I matrimoni forzati sono una tragedia per ogni singola vittima, e per la specifica natura spesso non vengo denunciati» dichiara in una nota Theresa May, Segretario di Stato. «Sono fiera di dire che l’UK è già un leader mondiale nella battaglia per sradicare questa pratica pericolosa con la Forced Marriage Unit (FMU) del Governo che lavora duramente per contrastare questa terribile pratica nel Regno Unito e all’estero».

La globalizzazione e i flussi migratori hanno portato i Paesi europei a doversi scontrare con questa pratica in maniera maggiore negli ultimi anni. Il matrimonio forzato, imposto, è spesso legato alla pratica del matrimonio combinato, anche se, le due cose sono ben distinte. Nel Regno Unito, ad esempio, questa distinzione è ben spiegata anche nelle ultime note diffuse dal Governo al riguardo. «Un matrimonio forzato è dove una o entrambe le persone non consentono – o in caso di disabilità non possono consentire – al matrimonio e pressioni e abusi vengono messi in atto. Un matrimonio forzato non è la stessa cosa del matrimonio combinato. In un matrimonio combinato le famiglie assumono un ruolo principale nella scelta dello sposo o della sposa, ma il matrimonio è accettato in libertà da entrambe le parti».
I casi ai quali assistiamo in Europa riguardano spesso cittadini originari di altri Paesi e, nella maggior parte dei casi, il matrimonio si svolge all’estero. Per questo motivo molte organizzazioni che  offrono sostegno alla popolazione a rischio suggeriscono alle ragazze -che sono le più colpite da questi abusi- di inserire un oggetto metallico, magari un cucchiaino, quando si accorgono che i genitori le stanno portando all’improvviso nel Paese di origine e temono che sia per il loro matrimonio. In questo modo, all’aeroporto, saranno portate in una stanza separata dove possono denunciare i loro dubbi alle autorità.

Ma quale è il profilo delle vittime di questi abusi? Il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio ha pubblicato recentemente il  rapporto ‘Il matrimonio forzato in Italia: conoscere, riflettere, proporre. Come costruire una stima del numero delle donne e bambine vittime in Italia di matrimoni forzati’, in cui si inizia a tracciare un quadro della situazione. Una tra le ragioni secondo lo studio del crescere di questo fenomeno in Europa è dovuta agli scontri generazionali tra prima e seconda generazione di emigrati. Genitori che combinano il matrimonio, e figli e figlie che cercano di opporsi a queste scelte perché cresciuti in una cultura con un’idea diversa dell’unione coniugali. Spesso l’imposizione dei genitori porta alla forzatura del matrimonio per i giovani. In Italia, come in molti altri Pesi europei, il fenomeno e la creazione di un quadro legislativo adeguato fatica e tarda ad entrare nel dibattito politico e pubblico.

Risulta molto difficile tracciare con precisione un quadro di queste pratiche, ma i primi passi sono stati mossi per monitorare la situazione.
In Svezia e in Gran Bretagna sono stati creati dei dipartimenti specifici per raccogliere dati e contrastare il fenomeno. Nel 2013, la FMU del Governo ha dato consigli e supporto a più di 1300 persone a rischio di essere costrette in un matrimonio forzato. La presenza di questa Unità, oltre ad aiutare le vittime, permette di avere delle stime e raccogliere dei dati per poter affrontare meglio questa pratica e fornire delle linee guida ai professionisti che potrebbero venire a contatto con dei soggetti particolarmente a rischio. I dati relativi al 2013, suggeriscono che è una pratica che coinvolge maggiormente le ragazze, ma circa una vittima su 5 è un ragazzo.97 dei casi monitorati dalla FMU hanno protagonisti vittime con disabilità, mentre in 12 dei 1300 casi si tratta di individui LGBT. Molto spesso, il fenomeno è legato a delle comunità di emigrati che impongono ai loro figli delle pratiche che sono molto comuni nei loro paesi di origine. I dati del FMU relativi al Regno Unito sono riferiti a casi in 74 paesi, ma la maggior parte sono legati al subcontinente indiano con Pakistan, India e Bangladesh che complessivamente coprono il 64% dei casi.

Critiche mosse al Governo suggeriscono che la criminalizzazione non sia la strada giusta, poiché è difficile aspettarsi che le vittime denuncino i propri genitori sapendo che potrebbero rischiare fino a sette anni di carcere. Le reazioni degli esperti alla nuova legge presente nel Anti-social Behaviour, Crime and Policing Act 2014, sono state miste, ma molte NGO e charities che aiutano le vittime di questa pratica si sono dette entusiaste della criminalizzazione.
Aneeta Prem, fondatrice di Freedom charity, organizzazione che informa i giovani sui matrimoni forzati commenta in una nota: «Nei casi più tragici, le persone costrette al matrimonio diventano schiavi domestiche di giorno e schiavi sessuali durante la notte. L’annuncio della nuova legge manda un forte messaggio che questo abuso dei diritti umani è indifendibile e non sarà tollerato. Ognuno dovrebbe avere la libertà di scegliere».
Secondo Ash Chand, direttore strategico per bambini di minoranze etniche a NSCPP, ha affermato che la nuova legge è «un grande passo», e che confida che «dissuaderà coloro che complottano verso i propri figli. Ma c’è ancora molto da fare», prosegue Chand in una nota «Scegliere un compagno per la vita è un diritto umano di base e nessuna religione o cultura giustifica i matrimoni forzati. Eppure molti bambini e ragazzi sono costretti o addirittura forzati a farlo senza il loro consenso». Secondo l’organizzazione NSPCC, che si prefigge di combattere la crudeltà contro i bambini, nel Regno Unito nel 2013 ci sono state 141 telefonate al loro centralino riguardo i matrimoni forzati, salendo di due terzi rispetto all’anno precedente. L’organizzazione caritatevole denuncia anche che un quarto di coloro che hanno contattato la loro Childline avevano tra i 12 e 15 anni, ed erano in maggior parte di sesso femminile. Molte delle vittime, inoltre, comunicavano di avere degli istinti suicidi riguardo a queste decisioni che venivano loro imposte.

 

 

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