domenica, Settembre 19

Uganda: servizi segreti militari supportano ribelli ruandesi contro Kagame Piano segreto dell'intelligence ugandese, che si spinge a supportare ex soldati ruandesi rifugiati in Uganda, con lo scopo di destabilizzare il Rwanda

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Lo scorso 2 dicembre il quotidiano keniota  ‘The Standard rivelò particolari assai inquietanti su questi campi di addestramento in Uganda e Congo. Gli istruttori sarebbero stati messi a disposizione dall’intelligence militare ugandese e si starebbe procedendo a reclutare presso i campi rifugiati di Nyakibava e Bweyale Kirayondongo nel nord dell’Uganda. Il reclutamento sarebbe facilitato dal fatto che il Governo ugandese e l’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati (UNHCR) hanno, insieme, deciso di smantellare i campi rifugiati ruandesi fissandosi come data il 31 dicembre 2017. Campi in cui risiedono ancora cittadini ruandesi fuggiti durante l’Olocausto del 1994.

Fonti locali informano il quotidiano keniota di una intensa attività di reclutamento in questi campi prossimi alla chiusura da parte di elementi del Rwanda National Congress, accompagnati da agenti dei servizi segreti militari ugandesi. «I miliziani del RNC stanno apertamente arruolando i giovani presso il capo rifugiati di Nyakivara. Sono facilitati dalle scarse prospettive di lavoro in Uganda per questi rifugiati. Desiderano reclutarli per trasformarli in carne da cannone ed impedendo loro un ritorno in Patria e una vita normale». Questa la testimonianza di un rifugiato ruandese al ‘The Standard’. Talpe all’interno dei servizi segreti ugandesi hanno confermato al quotidiano keniota i reclutamenti in corso informando che la propaganda del RNC trasforma i giovani reclutati in dispersi insinuando il dubbio di rapimenti ed esecuzioni extra giudiziarie commesse da agenti segreti ruandesi per  raffigurare il Rwanda come uno Stato ostile e dittatoriale.

Le notizie riportate dal quotidiano keniota trovano immediata smentita da parte del Rwanda National Congress,  che contrasta con il più assoluto silenzio del Governo ugandese. Un silenzio dovuto in quanto le inchieste del ‘The Standard‘ portano al Brigadiere Generale Abel Kandiho che sarebbe incaricato di fornire armi, supporto logistico e scorte armate agli ufficiali ruandesi ribelli del RNC.

È in questo torbido contesto che si inserisce la chiusura del quotidiano ugandese ‘Red Pepper‘. In ultimo analisi, l’intera Redazione del  ‘Red Pepper‘ è diventata vittima  del Governo ugandese in quanto avrebbe svelato i piani segreti del Presidente Museveni per destabilizzare il Rwanda. Piani strettamente legati al controllo di oro e coltan nel est del Congo e all’obiettivo di porre alla guida del Rwanda un Presidente tutsi più malleabile e controllabile.

La guerra segreta tra Uganda e Rwanda, di cui i rispettivi governi si ostinano negare l’esistenza, ostentando idilliaci rapporti di amicizia e collaborazione, inizia a riflettersi negativamente a livello regionale a scapito della stabilità e del rafforzamento della democrazia, creando imprevedibili conseguenze. Kampala starebbe manovrando dietro le quinte sostenendo i dittatori Joseph Kabila (Congo) e Pierre Nkurunziza (Burundi) in chiave anti ruandese, rompendo così la storica alleanza Watutsi contro la sempre presente minaccia hutu – bantu di cui il gruppo terroristico ruandese FDLR è la più estrema e violenta conseguenza. Kampala avrebbe aperto anche una collaborazione militare con il nemico numero uno del Rwanda, la Francia, e starebbe attuando una serie di boicottaggi economici per destabilizzare l’economia ruandese, mettendo così a rischio il progetto di unità economica della East African Community. Questi altri aspetti occulti di questa guerra fredda verranno trattati in dettaglio nel mio prossimo intervento su ‘L’Indro‘.

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