mercoledì, Dicembre 1

Uganda: lavoro minorile nelle piantagioni della Chiesa Cattolica?

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Altra piaga viene dallo sfruttamento dei bambini mandati a chiedere l’elemosina nella capitale e nelle principali città del Paese. Affiancato ad esso vi è la prostituzione minorile.
Questi due fenomeni si registrano sopratutto presso le famiglie del Karamoja, una delle regioni più povere ed arretrate dell’Uganda. Il Presidente Yoweri Museveni ha varato un ambizioso programma di sviluppo del Karamoja legato alla presenza di importanti giacimenti di oro. Il bilancio di questo programma potrà essere tratto solo tra qualche anno. Un primo passo verso lo sviluppo del Karamoja è stato il disarmo della popolazione, prevalentemente composta da nomadi e pastori in continuo conflitto con simili tribù nomadi del vicino Kenya. Il disarmo è stato possibile grazie ad un sostanziale sforzo finanziario del Governo: una mucca per ogni 15 Kalasnikov consegnati alla Polizia. Sforzo finanziario risultato conveniente dinnanzi alle spese militari fino ad ora sostenute dal Governo per far fronte alle continue guerre tra Karamojini e le tribù nomadi del Kenya concentrate sulla razzia di bestiame e di donne in età fertile.

L’inchiesta della ‘BBC‘ è stata ignorata dal Governo ugandese. Nessuna inchiesta della magistratura è stata aperta, nonostante che il lavoro minorile sia considerato un grave reato penale. L’immunità offerta alla Chiesa Cattolica rientrerebbe nei taciti accordi e nell’alleanza politica siglata informalmente tra il Presidente Yoweri Museveni e il Vaticano, secondo alcuni. La sua visita nel Paese, avvenuta nel novembre 2015, sarebbe di fatto servita per appoggiare la campagna elettorale del Presidente, al potere dal 1987.

L’alleanza politica avrebbe evitato vari guai alla Chiesa Cattolica in Uganda, composta da un clero locale tra i più reazionari e affaristici della regione dei Grandi Laghi dopo il clero cattolico della Repubblica Democratica del Congo. L’alleanza Stato-Chiesa avrebbe garantito l’immunità non solo sul reato di sfruttamento minorile, ma anche sui frequenti casi di abusi sessuali e di pedofilia consumati all’interno delle scuole private cattoliche e delle diocesi. Il Vescovo di Kampala, Charles Lwanga, eminenza grigia del Vaticano in Uganda, è stato coinvolto in un  caso di proprietà su alcuni terreni rubati a degli orfani, tramite raggiro.

La Chiesa Cattolica ha abbandonato la difesa delle minoranze sessuali nel Paese (garantita fino al 2009) assumendo, durante il periodo della approvazione della legge anti gay (2012 – 2013), un ruolo reazionario più marcato rispetto alla Chiesa Protestante, storicamente omofobica in Uganda. L’abbandono della difesa delle minoranze sessuali ugandesi è stato sottolineato dal rifiuto di Papa Francesco a incontrare la delegazione gay ugandese e a sostenere la loro lotta politica per i riconoscimenti dei diritti civili nel Paese.

 

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