mercoledì, Aprile 14

Uganda: Kizza Besigye, un Re senza Regno field_506ffbaa4a8d4

0
1 2 3


Kampala – «Io, Kizza Besigye, giuro davanti a Dio di rispettare l’esercizio delle funzioni di Presidente della Repubblica dell’Uganda, proteggendo la Costituzione e osservando le leggi dell’Uganda per promuovere sviluppo, democrazia e libertà. Che Dio mi aiuti e mi protegga». Questa la frase di apertura del ‘giuramento’ pronunciato dal leader dell’opposizione in occasione della ‘investitura’ alla Presidenza della Repubblica della Uganda, avvenuta mercoledì 11 maggio nel centro della capitale Kampala. Una investitura senza alcun valore legale in quanto Besigye, leader del principale partito di opposizione, il Forum for Democratic Change FDC, alle elezioni presidenziali del 18 febbraio 2016 ha ottenuto il 35,61% dei voti rispetto al suo rivale, Yoweri Kaguta Museveni leader della guerriglia marxista National Revolutionary Army (divenuta partito politico: National Revolutionary Mouvement) al potere da 29 anni dopo la guerra di liberazione contro il regime del presidente Obote. Museveni ottiene il 60,75% dei voti.

Nonostante la vittoria del ‘Grande Vecchio’ sia oscurata da forti dubbi di frodi elettorali sollevati sia dalla Unione Europea che da osservatori politici indipendenti, il regime del NRM è di fatto in grado di contenere la protesta popolare per due motivi. La mancata credibilità della opposizione e l’appoggio dell’esercito, l’Ugandan People Defence Forces – UPDF, il vero detentore del potere economico e politico nel Paese. Il UPDF sorge dal movimento guerrigliero di Museveni, NRA, trasformato in meno di dieci anni in una potente macchina di guerra impegnata su diversi fronti africani, Congo, Repubblica Centrafricana, Somalia e con profonde diramazioni nel tessuto sociale, economico e politico. Lo stesso Kizza Besigye è un ex Colonnello del UPDF che partecipò alla guerra di liberazione alla fine degli Anni Ottanta al fianco di Museveni.

L’investitura a Presidente organizzata a sorpresa da Besigye precede provocatoriamente di un giorno la vera e ufficiale investitura di Museveni alla Presidenza, tenutasi oggi alle 11:30 ore locali presso il Kololo Ceremonial Grounds nel ricco quartiere di Kololo, Kampala. La manifestazione di Besigye non autorizzata è stata immediatamente soppressa dalla polizia che ha disperso la folla di manifestanti con largo uso della forza arrestando il leader dell’opposizione interrogato presso la stazione di Polizia di Nagalama, distretto di Mukono, Kampala. Ora Besigye è sotto sorveglianza con divieto di lasciare la sua residenza presso il quartiere di Kasangati.

Besigye, dopo la sconfitta elettorale subita lo scorso febbraio sta tentando di provocare una rivoluzione affermando di aver ottenuto il 52% dei voti. Una affermazione basata sul nulla. Secondo esperti regionali le frodi elettorali attuate dal regime hanno alterato i risultati finali per evitare il secondo turno dove le possibilità di sconfitta per Museveni sarebbero drammaticamente aumentate. Nonostante che le frodi siano reali è matematicamente impossibile che Besigye abbia raggiunto il 52% dei voti. Nessuno dei due contendenti lo scorso febbraio sarebbe riuscito a raggiungere il quorum necessario per assicurarsi la vittoria al primo turno.

La tattica di Kizza Besigye è identica a quella adottata nel 2011 dopo essere stato sconfitto: tentare la strada della sommossa popolare per arrivare al potere. Se nel 2011 il regime NRM dovette affrontare tre mesi di dimostrazioni, nel 2016 sembra essere riuscito a impedirle, forte delle esperienze acquisite nel precedente periodo post elettorale. Il giorno successivo alle elezioni (19 febbraio 2016) la polizia ha impedito una conferenza stampa indetta presso la sede del FDC di Najjanankumbi sulla Entebbe Road, a Kampala, scontrandosi violentemente con gli iscritti del partito e arrestando il candidato presidenziale Besigye che rivendicava la vittoria elettorale. I servizi segreti ugandesi avevano avvertito che l’opposizione stava preparando uno scenario “burundese” e organizzando violente manifestazioni con il supporto di una milizia creata durante la campagna elettorale. Non è possibile comprendere se le informazioni fornite dai servizi segreti fossero fondate o meno ma la reazione dell’apparato di difesa ugandese rafforza lo scenario descritto dalla Intelligence. L’esercito scelse di scendere nelle strade utilizzando i blindati.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->