martedì, Maggio 18

Uganda: i giornalisti di ‘Red Pepper’ incriminati per alto tradimento Fonti locali sostengono che il processo, che inizierà il 5 dicembre, potrebbe essere ben poco equo e l’esito sfavorevole al gruppo editoriale

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L’articolo pubblicato lo scorso 20 novembre sui piani del Presidente Yoweri Kaguta Museveni di rovesciare il Presidente ruandese Paul Kagame e mettere al suo posto una persona più controllabile, vicenda della quale ha scritto il nostro Corrispondente per l’Africa, Fulvio Beltrami, è costato caro alla Redazione del quotidiano ‘Red Pepper‘, finita sotto processo per direttissima. Richard Tusiime, Johnson Musinguzi, Patrick Mugumya, Arinatiwe Rugyendo, Richard Kintu, Ben Byarabaha, Francis Tumusiime e James Mujuni sono stati processati per 6 capi d’accusa, tra i quali attentato alla sicurezza nazionale, alto tradimento, offese ed ingiurie al Capo di Stato. I capi di accusa sono stati comunicati agli imputati  presso la corte di Buganda Road dal Magistrato James Ereemye Mawanda.

Il Governo ugandese si presenta come parte lesa, incaricando il direttore della Commissione delle Commissioni in Uganda, Abdul Salam Waiswa, di assistere il magristrato Mawanda. Fonti locali sostengono che il processo potrebbe essere ben poco equo e l’esito sfavorevole al gruppo editoriale del ‘Red Pepper’, evidenziando un duro attacco alla libertà di stampa in Uganda. Mawanda e Waiswa, dopo aver letto i capi d’accusa agli imputati, hanno dichiarato che l’articolo da loro pubblicato è oltraggioso e ridicolo. Questo commento,  rilasciato anche ai media nazionali, dimostra un pregiudizio da parte della magistratura.

Secondo l’accusa, il quotidiano incriminato avrebbe rivelato strategie, operazioni militari e ubicazioni di truppe dell’Esercito senza autorizzazione, compromettendo gravemente  la sicurezza interna del Paese. La Redazione avrebbe, inoltre, attentato alla reputazione del Presidente Museveni, di suo fratello, il Generale Salim Saleh, e del Ministro della Sicurezza, il Generale Henery Tumukunde, con false accuse. Nell’articolo, non più disponibile nemmeno on line, queste tre figure politiche venivano indicate come gli autori del complotto contro il Rwanda e i grandi burattinai che gestiscono il traffico di minerali preziosi nell’est del Congo e in Sud Sudan.

Vari giornalisti ugandesi hanno notato che stranamente nei capi d’accusa non compare quello di diffusione di false notizie anche se l’articolo incriminato viene definito ‘ridicolo’. E’ la prima volta, da quanto Museveni prese il potere, nel 1987, che che il Governo ugandese mette in atto un attacco così pesante contro una testata giornalistica.

I giornalisti sono stati trasferiti dalla prigione di Jinja alla prigione di Luzira, nella capitale. La Corte di Buganda Road ha rifiutato di rilasciare gli imputati su cauzione. Il processo inizierà il 5 dicembre. Il quotidiano ha ripreso a pubblicare online ma si limita a coprire notizie per lo più di sport e non ha commentato la vicenda. Probabilmente l’aggiornamento del sito è condotto da qualche ufficio improvvisato,  visto che agli uffici del quotidiano sono stati posti i sigilli e sono sorvegliati dalla Polizia. Il ‘Red Pepper’ ha iniziato le sue pubblicazioni il 19 giugno 2001, divenendo, in meno di due anni, il quotidiano più letto in Uganda. Dal 2010 il quotidiano ha assunto una dimensione regionale, ed è disponibile anche in Kenya e Sud Sudan.

Secondo alcuni esperti regionali, l’attacco al ‘Red Pepper’ rivela l’intenzione del Presidente Museveni di proteggere segreti di Stato che coinvolgono direttamente la sicurezza nazionale del Rwanda e l’immenso traffico di minerali in Congo. Nelle prossime settimane ‘L’Indro’ si avvarrà della collaborazione del giornalista Patrik Kanyunga per indagare un complicato intreccio di vari interessi economici e lotte politiche per la supremazia regionale tra Uganda e Rwanda.

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