lunedì, Giugno 21

Uganda: gay inascoltati da Papa Francesco

0
1 2 3 4


Nel contempo, l’abrogazione della legge anti gay ha creato un vuoto legislativo contro il reato di pedofilia -che era inserito nella legge.
Una piaga in Uganda che tocca molte realtà in primis all’interno delle parrocchie e degli istituti scolastici cattolici, come denunciato nel 2013 dal parroco Antony Musaala. Come in altre parti del mondo anche in Uganda la Chiesa Cattolica ha tentato di coprire questo crimine ed è stata impietosa contro chi ha ‘tradito’ rompendo il muro di omertà. Padre Musaala fu sospeso dal Vescovo Luwanga e accusato di danneggiare la morale del cattolicesimo e degli insegnanti cattolici in Uganda. Mai più perdonato, padre Musaala contribuì a sensibilizzare l’opinione pubblica su questo crimine nascosto costringendo la Chiesa cattolica ad ammettere le violenze sessuali e a porgere pubbliche scuse alla popolazione. Gesto interpretato da alcuni settori della società civile come uno stratagemma per evitare inchieste giudiziarie, comunque mai avvenute.

La presa di posizione contro l’omosessualità non si è limitata alle pressioni politiche per l’approvazione della legge. Tra il dicembre 2013 e il dicembre 2014 si è assistito ad una vera e propria campagna di odio contro le minoranze sessuali promossa dalla maggioranza del clero cattolico ugandese anche nelle più isolate parrocchie del Paese. Il caso più eclatante fu il discorso pronunciato dal vescovo Charles Wamika durante l’omelia pasquale del 2014 (dove invitò i fedeli ad uccidere gli omosessuali). Un atto che non ha trovato riscontro giudiziario nonostante la legge ugandese sia estremamente severa con i sospettati di propaganda razziale e incitamento al genocidio. Wamika è rimasto impunito anche dal Vaticano, nonostante la petizione promossa da Change.org, appoggiata anche da personaggi illustri della Chiesa Cattolica italiana quali Eugenio Melandri. Il Vaticano non ha mai preteso le dimissioni di Wamika, nonostante il grave incitamento omofobico di morte pronunciato in una dei giorni più sacri del cristianesimo, la resurrezione di Gesù Cristo. Wamika resta Vescovo di Jinja, come testimonia la pagina ufficiale della gerarchia cattolica ugandese.

Questa campagna di odio ed incitamento alla violenza ora sembra essersi assopita. Ma il problema non si è affatto risolto, come denuncia Mughisha. L’incitamento all’odio è diventato solo meno evidente. Nelle Chiese delle principali città del Paese questa campagna di odio è terminata, ma continua essere ampiamente praticata nelle comunità religiose delle campagne, dove risiede la maggioranza della popolazione.  «Nelle chiese di campagna se un prete conosce la tendenza omosessuale di un suo fedele inizia a parlare contro l’omosessualità durante la sua omelia. È successo a me un anno fa quando andai a messa e il prete iniziò a parlare contro i gay creando un ambiente pericoloso attorno a me. Non pronunciò mai il mio nome, ma tutti i presenti sapevano della mia omosessualità», spiega Mugisha.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->