martedì, Maggio 18

Uganda: al voto con molta tensione

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Kampala Oggi l’Uganda vota per il primo turno delle presidenziali. Favorito resta Yoweri Museveni, da 30 anni al potere, che sembra destinato al quinto mandato. Il clima, però, negli ultimi giorni in particolare si è riscaldato. Le elezioni presidenziali di oggi sono le più tese della storia ugandese, i timori per un contagio burundese sembrano fondati. In gioco vi è la gestione dell’industria petrolifera e della nascente industria pesante (in primis quella automobilistica) che dipende dagli investimenti occidentali e cinesi, capace di far raggiungere al Paese livelli di vita equiparabili a quelli dei Paesi dell’Europa dell’est entro il 2025, sullo sfondo di un Paese ben lontano dall’essere  economicamente maturo e socialmente evoluto.

A distanza di quattro giorni dalla data delle elezioni, lunedì 15 febbraio, l’ex Colonnello Kizza Besigye, leader del principale partito di opposizioneForum for Democratic Change (Forum per il Cambiamento Democratico – FDC) è stato arrestato mentre si stava recando ad un comizio elettorale organizzato presso il centro di Kampala. Durante l’arresto la Polizia si è scontrata con il corteo di supporter che accompagnava Besigye, i quali hanno tentato di impedire l’arresto. Il bilancio dello scontro è sconosciuto. L’opposizione parla di diversi feriti, mentre la Polizia non ha rilasciato alcun commento. Da fonti imparziali si apprende che un militante del partito FDC ha perso la vita. Notizia successivamente confermata dal portavoce della Polizia Metropolitana di Kampala, Patrick Onyango. Il corpo della vittima è stato trasportato all’ospedale di Mulago per l’autopsia. Il leader è stato poi rilasciato.

Non si conoscono i reali motivi dell’arresto, solo la versione ufficiale del comandante della Stazione di Polizia Centrale Aaron Baguma. Secondo quanto dichiarato, Besigye sarebbe stato arrestato per aver rifiutato di rispettare il tragitto stabilito con la Polizia nei giorni precedenti. Fonti all’interno della Polizia ipotizzano che l’arresto sia stato un atto preventivo, per impedire violenze durante il comizio in centro città. Secondo la loro versione, il leader del FDC avrebbe cambiato il tragitto originalmente concordato per tentare di reclutare supporter improvvisati presso un quartiere malfamato con l’intento di utilizzarli come holligans. C’è da notare che durante le campagne elettorali, i vari leader (Presidente Museveni incluso), pagano l’equivalente di 2 euro a persona per aumentare il corteo di supporter e la folla ai comizi. Ai media nazionali Kizza Besigye ha affermato che l’arresto è un evidente segno che il regime è al panico, ha timore di perdere le elezioni, invitando comunque i militanti alla calma. Invito caduto nel vuoto.

Nei quartieri popolari della capitale si sono registrati scontri tra manifestanti dell’opposizione e la Polizia, dove una donna poliziotto (Florence Asio) è stata ferita gravemente da una pietra lanciata dai manifestanti. I più attivi tra i supporter dell’opposizione nell’ingaggiare violenti scontri con le forze dell’ordine sono stati i moto-tassisti, i così detti Boda Boda. Un proletariato rurale trasferito nei centri urbani, persone che per sopravvivere fanno servizio taxi con motociclette comprate spesso dopo aver venduto casa e terreni nel villaggio di provenienza. Una delle fasce più deboli della società, spesso coinvolta nella micro criminalità per sopravvivere.

Nel corso dell’intervista rilasciata ai media nazionali subito dopo il suo arresto, il leader dell’opposizione appariva terrorizzato e in stato confusionale. Secondo fonti non confermate, durante il breve periodo di detenzione, l’ex Colonnello -e medico personale di Museveni durante gli anni della guerriglia-, avrebbe ricevuto serie minacce da alti funzionari dello Stato, i quali lo avrebbero invitato a mettere da parte i piani eversivi che lui sosterrebbe che potrebbero creare caos sociale e politico in caso di vittoria del Presidente Museveni. Il Comandante Generale della Polizia, Kale Kayihura, il giorno prima aveva affermato di possedere le prove che l’opposizione stava formando una milizia paramilitare denominata Power 10. Secondo il Generale Kayihura, questa milizia si starebbe preparando a far esplodere violenze con l’obiettivo di porre illegalmente al potere Kizza Besigye in caso di sconfitta elettorale, invocando frodi sui risultati.

All’interno di Power 10 vi sarebbero ex militari che avrebbero il compito di addestrare e guidare i miliziani. Nessuna indicazione sul possesso o meno di armi da guerra. Tali rivelazioni sono state categoricamente smentite da ufficiali della Polizia, che hanno invitato i media stranieri ad astenersi da supposizioni che alimenterebbero il già teso clima sociale nel Paese. Il quotidiano ‘Red Pepper‘ ha pubblicato una lista di 400 persone sospettate di essere i comandanti della milizia privata che sarebbe sparsa in tutto il Paese. L’opposizione non nega l’esistenza dei Power 10, spiegando che non si tratterebbe di una milizia paramilitare ma solo di un nutrito corpo di volontari civili che hanno il compito di vigilare il corretto svolgimento delle elezioni e lo spoglio delle urne. Autorizzazione a partecipare al monitoraggio elettorale è stata concessa dalla Commissione Elettorale, intimando, però, a non diffondere risultati che non siano quelli ufficiali. Durante i comizi elettorali di Kampala l’ex Colonnello Besigye aveva invitato la popolazione a unirsi ai Power 10 per salvaguardare le elezioni e «liberare il Paese».

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