giovedì, Ottobre 21

Uffizi e Accademia parlano tedesco

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A Firenze, Uffizi ed Accademia parlano tedesco. Il più importante museo italiano e la Galleria che ospita il David saranno diretti da due studiosi tedeschi: Eike Schimdt, 47 anni da Friburgo, in Brisgovia, Germania, è il nuovo Direttore della Galleria degli Uffizi a Firenze, Cecilie Hollberg, 48 anni, storica e manager culturale, tedesca di Soltau in Bassa Sassonia è la nuova Direttrice della Galleria dell’Accademia, Paola D’Agostino, 43 anni, storica dell’ arte nata a Napoli ma con esperienze all’estero, dirigerà invece il Museo del Bargello. Queste le notizie clamorose che hanno sorpreso  e scosso quanti hanno a cuore queste grandi istituzioni vanto di Firenze e del nostro Paese, dopo la nomina, ieri, resa nota dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT), dei direttori dei 20 principali musei italiani, a conclusione della procedura di selezione internazionale prevista dalla riforma Franceschini.
Ma la sorpresa non è solo fiorentina: gli esiti del concorso bandito nel gennaio scorso dal Ministero per i beni culturali e del turismo per un cambio di guardia ai vertici dei venti grandi musei italiani, che vedono 7 stranieri alla Direzione di queste nostre istituzioni museali, ha suscitato reazioni di segno diverso un po’ ovunque.

I toni trionfalistici del Ministro Dario Franceschini, che definisce questa scelta della Commissione selezionatrice una ‘rivoluzione’, si scontrano con giudizi severi non solo da parte dei diretti interessati, ma anche da parte di settori dell’opinione pubblica almeno a leggere alcune reazioni sui social media. Già nei giorni scorsi uno studioso illustre come Salvatore Settis aveva già espresso la propria contrarietà alle modalità che hanno contraddistinto questoconcorso‘: lamentando in particolare la decisione del tutto inconsueta di un cambio generale nello stesso giorno alla guida dei principali musei. Una sorta di decapitazione collettiva dei vertici museali, aggiungono più ruvidamente altri.  Anche Philippe Daverio ci va giù pesante, parlando di pressapochismo del Governo, per il semplice fatto che gli stranieri  non riescono a sintonizzarsi con la società italiana e non  possono districarsi nella complessità della macchina amministrativa e delle relazioni sindacali.  Senza contare l’abisso quanto a preparazione che li separa dai nostri.
E anche a Firenze, ovviamente, le reazioni sono secche e taglienti se non ironiche. E diversificate.  Il Sindaco Dario Nardella nel porgere gli auguri ai nuovi direttori e nel ringraziare gli uscenti (atto dovuto), esprime apprezzamento per il metodo seguito e rimette sul tappeto il tema di un collegamento museale fra Palazzo Vecchio e Uffizi. Di segno ben diverso, invece, le reazioni negli ambienti museali, sia sul metodo seguito che sulle scelte effettuate.

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