mercoledì, Agosto 4

Ue, stabilità italiana field_506ffb1d3dbe2

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Mentre Montecitorio dava il disco verde alla legge di Stabilità, a Bruxelles Enrico Letta rilanciava il suo mix di risparmio e crescita per l’Italia. «Tutti chiedono, ma la somma del tutti chiedono è la bancarotta. Al Paese non serve Babbo Natale ma un buon padre di famiglia che compia scelte equilibrate» ha ammonito il Premier italiano a margine del Consiglio europeo (Ue) del 19 e 20 dicembre, difendendo la manovra, «gli indicatori economici e sociali mostrano un’inversione di tendenza. Bisogna accelerare e il 2014 sarà l’anno dell’accelerazione, salendo però i gradini uno per volta».

La sera, Letta era stato il primo ad annunciare, su Twitter, l’accordo sull’Unione bancaria tra i 28 Capi di Stato e di Governo. «Finita ora sessione Consiglio europeo. Approvata Banking Union. Per tutelare risparmiatori e evitare nuove crisi. Buon passo verso Ue più unita», ha postato, dichiarando, poche ore dopo, di «vedere il bicchiere mezzo pieno» su questo «compromesso». 

Il Presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy ha salutato l’intesa come il «più grande passo in avanti dalla creazione dell’euro». Ma al termine del summit di Bruxelles, il leader belga è tornato anche sulla questione ucraina: «L’offerta di associazione politica resta sul tavolo, ci dispiace che la firma sia sfumata a novembre. Per noi il futuro di Kiev è nell’Ue». Van Rompuy ha preso poi le distanze dalla Russia: «Restano un partner strategico di Bruxelles per i rapporti economici e energetici e per i negoziati su Iran e Siria. Ma c’è una lunga lista di divergenze, a cominciare dalle pressioni di Mosca sui nostri Paesi partner dell’Est. Ne parleremo durante il vertice di gennaio con Vladimir Putin».

Al Cremlino, il Presidente russo ha avuto, a sorpresa, un gesto d’umanità verso il nemico Mikhail Khodorkovsky. Firmato il «decreto immediato di grazia» nei confronti dell’oligarca 61enne, l’ex uomo più ricco di Russia – arrestato nel 2003 e condannato a 14 anni di prigione (poi ridotta a 11) per frode, evasione fiscale, riciclaggio e appropriazione indebita – è volato su un aereo privato a Berlino, in Germania, dove si trova la madre Marina, malata di cancro, per delle cure mediche.

Nel pomeriggio, il Ministero degli Esteri tedesco ha confermato l’arrivo dell’oligarca all’aeroporto di Schoenefeld, nella capitale. Vivere in Russia non era facile per Khodorkovski, che dovrà anche combattere nei tribunali internazionali, per recuperare i pezzi della sua società petrolifera, smembrata e rivenduta all’asta. «Ho chiesto la grazia a Putin, ma la questione del riconoscimento della colpa non è stata sollevata», ha scritto l’oligarca subito dopo la sua liberazione, in un comunicato nel quale precisa di essersi «rivolto al Presidente russo il 12 novembre» e di «rallegrarsi per la decisione positiva», «impaziente di riabbracciare la famiglia e gli amici».

In Ucraina lo scontro tra istituzioni e supporter Ue è sempre più duro. Sei pullman di agenti delle forze speciali hanno raggiunto piazza Maidan, nel cuore di Kiev, occupata dai manifestanti dell’opposizione.  Riferendo sulle violenze della polizia del 30 novembre, «dovute alle resistenze dei filo-europei», la Procura generale ucraina ha poi annunciato di aver aperto un’inchiesta per tentato golpe.

In Africa, precipita la situazione in Sud Sudan, sul baratro di una guerra civileLe violenze interetniche esplose il 15 dicembre tra i sostenitori del Presidente Kiir, di etnia Dinka, e l’ex Presidente Riek Machar, di etnia Nuer, hanno provocato oltre 500 vittime nel Paese, indipendente dal 2011 dopo 20 anni di lotte con il Sudan. La tensione è alta sia nella capitale Juba, sia, più a Nord, nella cittadina di Bor, dove circa 20 mila civili in fuga dagli scontri si è rifugiata in una base dell’Onu, assaltata poi da un gruppo armato. Due caschi blu sono rimasti uccisi e un altro è ferito gravemente nell’attacco, in cui hanno perso la vita anche 20 civili.

Il 20 dicembre tutti i civili stranieri, in maggioranza operatori umanitari, sono stati fatti rientrare dal Paese: 34 italiani sono atterrati a Ciampino, dopo essere stati evacuati con un aereo dell’Aeronautica militare. «Il futuro del Sud Sudan è a rischio, i suoi leader devono cessare immediatamente combattimenti e violenze», ha ammonito il Presidente degli Usa Barack ObamaLa Francia, che il 5 dicembre scorso ha lanciato un’operazione militare nella confinante Repubblica centrafricana per arrestare l’avanzata degli islamisti, insiste che l’intervento sia preso in carico da una missione dell’Unione europea. Al Consiglio europeo, i Paesi membri hanno bocciato a maggioranza la richiesta di finanziamenti del governo francese alla missione in Africa centrale, ma il Presidente François Hollande ha intenzione di porre la questione all’ordine del giorno del prossimo summit Ue di gennaio.

Dopo i nuovi bombardamenti ad Aleppo, in Siria, l’Eliseo torna ad accusare di «crimini di guerra il regime di Bashar al-Assad». Ma con il sì a Stati Uniti e Russia sulla distruzione dell’arsenale chimico dell’esercito, il Presidente siriano è tornato interlocutore dei leader occidentali. Il 20 dicembre la Gran Bretagna si è offerta di smaltire 150 tonnellate di prodotti, fornendo navi per scortare i cargo norvegesi e danesi con a bordo componenti chimiche, come confermato dal Foreign Office inglese. L’Italia non ha dato disponibilità, ma sarà tra i Paesi invitati alla Conferenza di Pace sulla Siria del prossimo 22 gennaio in Svizzera, ha comunicato l’inviato speciale di Onu e Lega Araba in Siria Lakhdar Brahimi, precisando come, «per la lista definitiva dei presenti manchi l’accordo su un solo Paese: l’Iran». L’accordo provvisorio sul nucleare non ha sciolto tutte le riserve del blocco occidentale sulla Repubblica islamica. 

Nubi si addensano anche sul Sudafrica, guidato da Jacob Zuma, fischiato a più riprese durante le commemorazioni dell’ex Presidente e leader anti-apartheid Nelson Mandela. Il più grande sindacato sudafricano del Numsa ha chiesto le dimissioni del Presidente, comunicando che, alle prossime elezioni del maggio del 2014, non sosterrà né il partito al Governo (Anc), né alcun altra formazione.

Nuove rivelazioni, infine, dai giornali inglesi e americani rinfocolano lo scandalo del Datagate della talpa Edward Snowden. Al ‘New York Times‘ risulta che in passato la National security agency (Nsa) statunitense avrebbe intercettato anche l’allora Premier israeliano Ehud Olmert e il vice Presidente della Commissione europea Joaquin Almunia, anche loro nella lista del mille mille obiettivi dell’intelligence statunitense e degli alleati britannici. Documenti riservati del ‘Guardian‘ hanno poi rivelato che anche organizzazioni internazionali e ong e come Onu, Unicef e Médecins du Monde erano nel programma di sorveglianza.

 

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